#REGIONALI2015. CARLA NATTERO (RETE A SINISTRA) E L`ON. COSTANTINO DICONO NO AL DDL BUONA SCUOLA:”A RISCHIO L’ARCHITRAVE DEL PAESE” / FOTO E VIDEO

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Nattero: “Per sostenere le sue idee, Renzi, non si preoccupa nella maniera più assoluta di rompere anche delle architetture fragili, dei rapporti tra diversi soggetti che sono quelli che riguardano la scuola”.

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Imperia. Carla Nattero dice No al DDL “Buona Scuola” del Governo Renzi. Lo ha fatto questo pomeriggio in Piazzetta dell’Olmo a Oneglia alla presenza dell’On. Celeste Costantino deputato di SEL e oppositrice alla Camera sul DDL, con un incontro pubblico dal titolo:  “LA VERA BUONA SCUOLA E’ UN’ALTRA COSA”. Oltre alla Nattero hanno partecipato anche Andrea Ranieri esperto di politiche scolastiche. Ad introdurre l’incontro Alixia Patri segretaria FLC CGIL Imperia e Marco Novaro Mascarello FLC CGIL Imperia.

“Con questo disegno di Legge – ha commentato Carla Nattero – si fa la retorica della valutazione. La valutazione è necessaria fermo restando che se c’è un mestiere valutato è il nostro (docente, ndr). Basta essere andati ad insegnare in una scuola per qualche anno e si hanno delle schede personali dettagliatissime. Questo è normale, vengono dal senso comune, dal giudizio dei ragazzi, dal controllo e dal lavoro reciproco degli insegnanti. A parte questo che questa valutazione di fatto c’è e come, il discorso della valutazione vera, fatta nella maniera proposta da Renzi è una forma di sprezzo. Tutte le forme valutative vere non sono fatte con il genitore occhiuto che guarda ciò che fa l’insegnante perché facendo questo mestiere sappiamo benissimo che un genitore occhiuto non ha nessuna forma di obiettività nella sua valutazione”.

“L’osso dell’argomentazione vera e propria – prosegue la candidata di Rete a Sinistra –  è la risposta che da Renzi, senza dirlo esplicitamente, del fatto che noi è otto anni che siamo senza contratto e se, per quanto riguarda Renzi, ci sta bene ancora per parecchi anni. E quindi non hanno i soldi per rinnovarci il contratto e invece di dirci che non hanno i soldi per rinnovarlo ne consegue tutta questa architettura, per dare una risposta parzialissima e nello stesso tempo però rovina l’architettura fragile che è all’interno di una scuola. Questo è un altro aspetto molto grave di Renzi, cioè che lui per poter sostenere le sue idee, non si preoccupa nella maniera più assoluta di rompere anche delle architetture fragili, dei rapporti tra diversi soggetti che sono quelli che riguardano la scuola”.

“Carla Nattero ha deciso di concludere la sua campagna elettorale qui, – ha detto l’On. Celeste Costantino – con un tema che non è rispetto solo alle cose che abbiamo ascoltato, che già basterebbero per dire che è necessario parlarne, far conoscere questa riforma e comprendere tutti i guasti che ci sono al suo interno, ma è importate perché la scuola, almeno per noi, è l’architrave, è veramente la struttura portante del sistema democratico del nostro paese. Decidere di mettere mano alla scuola, significa in qualche modo stabilire qual’è il modello di società che noi abbiamo in testa, qual’è l’idea di società che noi vogliamo portare avanti e come la vogliamo portare avanti. E non è un caso se, quello che è stata definita la “buona scuola”, traccia veramente un modello sociale che è in coerenza con tutto quello che è stato fatto fino ad ora dal governo Renzi. Se noi mettiamo i vari provvedimenti che si sono susseguiti uno dietro l’altro, esce in maniera chiara qual’è il pensiero renziano, cioè un idea autoritaria del paese, l’idea di una persona al comando, con una corte intorno che si mette come struttura, ma che non influenza le scelte, ma che deve stare li solamente per sostenere quella che è la figura del capo. Utilizzo questa parola, “capo”, perché dentro l’Iitalicum è così che viene definita, non siamo più in presenza del presidente del consiglio, ma del capo del governo”.

“Gi insegnanti – prosegue la Deputata di Sel – sono sempre stati uno zoccolo duro, sono sempre stati un pezzo importante della cultura del centro sinistra. Sono anche un pezzo di elettorato di quel centro sinistra, lo sono stati così per tanti anni. Già a partire da queste elezioni, si inizia a fare un po’ di critiche e riflessioni su quello che è accaduto. Veniamo da giorni complicati, alla camera è stato un provvedimento duro da sostenere , sia dalla pressione esterna che giustamente si è sviluppata in questi giorni, perché finalmente c’è stato un coro unanime di persone che è sceso in piazza e che ha rivendicato alcuni diritti, che appunto vengono sottratti dalla riforma, ma anche per la pesantezza di come viene gestito il lavoro parlamentare. Noi sulla riforma abbiamo avuto a disposizione 37 minuti per poterne discutere pubblicamente in aula. E noi abbiamo presentato più di 100 emendamenti, che poi non ne è stato accolto praticamente nessuno, con 37 minuti, non si ha neanche un minuto per emendamento. Queste sono le condizioni in cui opera il parlamento, completamente svuotante anche degli strumenti minimi con cui poter intervenire e poter discutere contro l’ambito di una riforma, perché di questo parliamo. Che in tanti aspettavamo, perché è giusto che la scuola venga cambiata, ma che in tanti volevano avere il diritto, la possibilità di prendere parola e di potersi fare portavoce, di tutte le istanze che proprio dal mondo della scuola proviene”.

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Foto e video di Alessandro Del Vento.

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