TRAGEDIA ALLE VELE D’EPOCA. SERGIO SALVAGNO TORNA A IMPERIA. IL FRATELLO: “ABBIAMO UN LUNGO PERCORSO DA FARE, MA COMBATTEREMO”/ L’INTERVISTA

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“Senza il fondo di solidarietà creato da Lucio Carli non so come avremmo fatto – spiega il fratello – Lui ci viene a trovare sempre insieme all’avvocato Panero, invece dell’amministrazione non si è presentato nessuno”

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Imperia. In una stanza al primo piano della Clinica Sant’Anna c’è Sergio Salvagno, l’imprenditore colpito da un razzo durante le celebrazioni dello “Sbarco dei Pirati” a Borgo Marina in occasione delle Vele D’Epoca 2014.

Dopo quasi un anno di difficili operazioni, lunghi periodi in cui l’uomo era in coma e i familiari si aggrappavano solo alla speranza, ora Sergio è tornato a Imperia, non ancora a casa: “Non è ancora il momento, ci torneremo, ma ora abbiamo tanti piccoli passi in questo cammino per la riabilitazione“. A parlare è il fratello Fulvio che, insieme alla moglie di Sergio, alla figlia e ai parenti, gli sta accanto giorno dopo giorno.

Nei prossimi tempi dovremmo sapere se Sergio sarà trasferito a Milano o a Genova nei reparti specializzati di maxillo-facciale per fargli delle ulteriori operazioni per capire l’entità del danno al nervo ottico. Non sappiamo se gli verrà messa una protesi o se potrà esserci un trapianto…” Su questo punto il fratello è interrotto da Sergio stesso. Non riesce a parlare, pronuncia solo una sillaba, “to”, ma si riesce far capire lo stesso con una grande forza d’animo: lui vuole tornare a vedere, vuole tornare a camminare e vuole riprendersi la sua vita.

Stiamo lavorando sul linguaggio – spiega il fratello – La logopedista ci ha detto che ha memorizzato questa sillaba, ma si sta sforzando a non usarla e parlare con la mano piuttosto. Alcune parole però le pronuncia, se non avrà recuperato abbastanza dopo l’intervento alla cavità oculare andremo in un centro apposito“.

È un percorso duro e faticoso, ma si vede che quest’uomo ha voglia di tornare a vivere e alla domanda se è felice di essere tornato a casa Sergio dice sì, convinto. “Essere di nuovo tutti insieme è importante per noi e per lui. Senza il fondo di solidarietà creato da Lucio Carli non so come avremmo fatto – spiega il fratello – Lui ci viene a trovare sempre insieme all’avvocato Panero, invece dell’amministrazione non si è presentato nessuno”.

 

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