`NDRANGHETA NELL’IMPERIESE. IL PROCESSO “LA SVOLTA” APPRODA IN CORTE D’APPELLO A GENOVA. IN PRIMO GRADO MAXI CONDANNE/I DETTAGLI

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Si riapre davanti alla Corte d’Appello di Genova, il processo “La Svolta”, giunto al secondo grado di giudizio. In primo grado
il collegio, sommando tutte le pene, ha condannato i 27 imputati, 15 dei quali accusati associazione mafiosa, a 200 anni di carcere

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Processo la svolta

Si riapre oggi, giovedì 17 settembre, davanti alla Corte d’Appello di Genova, il processo “La Svolta”, giunto al secondo grado di giudizio. In primo grado il collegio, sommando tutte le pene, ha condannato i 27 imputati, 15 dei quali accusati di associazione mafiosa, a duecento anni di carcere. Una maxi condanna, atto conclusivo di una indagine della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia nell’ambito della lotta alla criminalità organizzata (‘ndrangheta) nell’estremo ponente ligure.

Il processo approda davanti alla Corte d’Appello a seguito del ricorso presentato dal Pm Giovanni Arena. Ricorso che chiede anche di rivedere le posizioni dei due ex amministratori del Comune di Imperia Gaetano Scullino e Marco Prestileo, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa e assolti in primo grado.

Per questioni di sicurezza gli imputati non presenzieranno fisicamente alle udienze, ma resteranno in carcere. Potranno seguire il processo in videoconferenza, una novità assoluta per quel che concerne il panorama giudiziario ligure.

In aula ci potrebbe essere invece Giuseppe Marcianò, in carcere dal 2012 e condannato in primo grado a sedici anni. Il suo avvocato, Marco Bosio, ha chiesto gli arresti domiciliari, anche a seguito delle risultanze di una perizia medico legale.

 

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