VENTIMIGLIA. IL VESCOVO SUETTA CONVINCE MIGRANTI E NO BORDERS AD ABBANDONARE GLI SCOGLI. SI CHIUDE PACIFICAMENTE UNA LUNGA GIORNATA DI TENSIONE/FOTO E VIDEO

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Grazie alla mediazione del Vescovo Monsignor Antonio Suetta migranti e no borders,
uniti in un cordone, hanno abbandonato gli scogli al confine tra Ventimiglia e la Francia

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Grazie alla mediazione del Vescovo Monsignor Antonio Suetta migranti e no borders, uniti in un cordone, hanno abbandonato gli scogli al confine tra Ventimiglia e la Francia. Si chiude così una giornata lunghissima, di grande tensione, al confine tra Ventimiglia e la Francia, apertasi questa mattina, alle prime ore dell’alba, con lo sgombero del presidio di attivisti e migranti da parte di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa. Il teatro delle trattative si è così spostato sugli scogli. Il Vescovo Suetta ha avuto due incontri, al mattino e al pomeriggio con migranti e no bordes, per convincerli a liberare l’area senza obbligare le forze dell’ordine a ricorrere all’uso della violenza. Intorno alle 17, finalmente, è stata siglata l’intesa.

Gli attivisti sono stati accompagnati in Commissariato dove verranno identificati. Rischiano una denuncia per la violazione dell’articolo 638 del codice penale (invasione di terreni e edifici). I migranti, invece, accompagnati dai volontari della Caritas, sono saliti su pullman diretti al centro di accoglienza ubicato presso la stazione di Ventimiglia.

Attimi di grande commozione al momento dei saluti tra no borders e migranti che per tre mesi hanno condiviso istanti di vita, paure, emozioni e un ideale, quello della libertà per ogni essere umano.

MIGRANTI E NO BORDERS ABBANDONANO GLI SCOGLI

PARLA UN ATTIVISTA DEI NO BORDERS

“Il Vescovo, così come altre personalità politiche, hanno capito il perché di questo presidio in questi tre mesi. Un’accoglienza autogestita costituita da persone che si sono volute spendere per altri esseri umani così che non venissero trattati semplicemente come soggetti passivi che hanno necessità di assistenzialismo. Questi soggetti, i migranti, hanno vissuto questa esperienza con noi, hanno partecipato, convissuto e questo ha avvicinato molte persone. Oggi abbiamo visto quanto questa esperienza sia stata importante per molti. Il presidio non è finito. Il presidio è un’esperienza, è qualcosa che continuerà, che andrà avanti, anche se non fisicamente qui, nella vita di tutti i giorni come lotta di persone che si spendono da altre persone che non vengono riconosciute come tali dalla politica internazionale”.

PARLA IL VESCOVO ANTONIO SUETTA

“Questa esperienza può essere il segno di una comune collaborazione per crescere insieme nel rispetto delle reciproche differenze. La frontiera, come dice il termine, significa fronteggiarsi. Indica dunque un atteggiamento di contrapposizione. Sembra una piccola differenza lessicale, ma in realtà dice una grande cosa. Si tratta di educarci ai confini e non alla frontiere. Questa di Ventimiglia rischia di essere una frontiera. Oggi come oggi è frontiera, Il problema non è soltanto nostro, di Ventimiglia. È un problema italiano, purtroppo l’Italia per la sua posizione si trova ad essere all’avamposto nell’accoglienza di questa emergenza, ed è un problema europeo. Io mi auguro che tutte le gocce di buona volontà, riflessione, educazione delle coscienze, concorrano per trovare delle soluzione giuste, di rispetto per chi arriva, ma anche di rispetto, naturalmente, per chi c’è”.

PARLA IL SINDACO DI VENTIMIGLIA ENRICO IOCULANO

“Grazie alla mediazione del Vescovo la soluzione è stata non violenta. Era quello che auspicavamo tutti. Soluzione migliore non poteva esserci. Da troppo tempo andava avanti questa storia del presidio. Quello di oggi è un punto di partenza che ci fa sperare di tornare alla normalità. Il centro di accoglienza alla stazione? Abbiamo fatto delle richieste, scrivendo al Ministro e al Prefetto. Delle valutazione si faranno, oggi pensiamo a chiudere questo primo passaggio, poi ci penseremo”.

PARLA IBRAHIM, UNO DEI MIGRANTI CHE ERANO ACCAMPATI SUGLI SCOGLI

“Ora dove andremo? Basta che troviamo qualche parte dove sistemarci, dove possiamo vivere. La Polizia? Ci ha detto che se avessimo lasciato gli scogli di nostra spontanea volontà non ci avrebbero dato il foglio di via. Ora vediamo cosa fanno. Ora ci hanno detto che ci portano tutti quanti a Ventimiglia, alla Stazione”.

I MIGRANTI SALGONO SUGLI AUTOBUS

NO BORDERS SALGONO SU CAMIONETTE FORZE DELL’ORDINE

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