IMPERIA. PENSIONI E RIFORMA FORNERO. PRESIDIO DI PROTESTA DEI SINDACATI SOTTO LA PREFETTURA:”TROPPE PERSONE RIDOTTE ALLA FAME” /FOTO E VIDEO

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collage presidio prefettura

IMPERIA – Presidio questa mattina difronte alla prefettura organizzata dai sindacati CGIL, CISL e UIL per contestare la riforma Fornero, in particolare le pensioni. Circa in tutto 30 le persone presenti al presidio, presidio che ha preso il via attorno alle 9 per terminare poco prima di mezzogiorno.

MILENA SPERANZA UIL

“contestiamo le modalità di questo governo, che non si confronta confronta con le organizzazioni sindacali e che ha portato l’odierno stato delle cose. Persone che non trovano più impiego, gente che non riesce più ad andare in pensione, esodati che non sanno più che cosa fare della loro vita.

Sicuramente si è creato un sistema per il quale noi sindacati non riusciamo proprio più a dare il sostegno ai cittadini e ai lavoratori. Il rischio è quello che noi abbiamo già più volte segnalato e che si vada oltre le proteste tipo quella di  oggi, seguite da vicino dai sindacati . Le organizzazioni sindacali non sanno più fino a quando saranno in grado di contenere le persone, persone che oggi giorno sono veramente ridotte alla fame, che hanno bisogno di un impiego, che hanno bisogno magari di andare in pensione e non è concepibile pensare che col nuovo sistema si arrivi ad andare in pensione a 67 – 70 anni”.

GIANNI TREBINI Cgil

“Noi chiediamo che siano considerati i lavoratori che hanno una certa età e che siano comunque mandati in pensione. Nel “Jobs Act” non c’è niente a riguardo , anzi c’è una contraddizione che io trovo inaccettabile e che venga fatto un regalo a 45 mila proprietari in questo paese, proprietari di castelli, palazzi e ville, mi riferisco appunto alla tassa sulla casa. Io penso che la tassa dovrebbero invece pagarla questi signori e che certamente è una situazione diversa rispetto a quella di un piccolo proprietario.

I soldi si potrebbero benissimo trovare, è inaccettabile che i lavoratori che sono tornati disoccupati e che hanno una certa età soprattutto dal punto di vista contributivo , non possano vivere decentemente perché si trovano senza lavoro e senza pensione. È inaccettabile che persone di 63/64 anni siano costrette a lavorare nei cantieri e nelle fabbriche. Questo è inaccettabile”.

CLAUDIO BOSIO Cisl

“Noi in Liguria, in tutta Italia, facciamo dei presidi davanti alle prefetture perché crediamo in una revisione della riforma Fornero, per affrontare il tema delle esodati , il tema delle donne, il tema di coloro che oggi hanno già 40 anni di contributi, ma per la riforma Fornero dovranno aspettare dai 3 ai 4 anni per andare in pensione. Noi abbiamo chiesto al governo che trovi le risorse e intenda intervenire sul tema della flessibilità in uscita. Per consentire, da un lato, di diminuire il 40% dei giovani disoccupati di entrare nel mondo del lavoro , ma di consentire anche a molte donne di poter accedere alla pensione, già di per sè fortemente penalizzata,  in quanto ridotta di circa il 25 / 30%. Sappiamo anche che oggi nel mondo del lavoro si va in pensione con circa 1000€ al mese”.

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