IMPERIA, IN TRIBUNALE I DIPENDENTI DEL COMUNE DI SANREMO ARRESTATI. L’AVVOCATO ARTIOLI: “INQUIRENTI NON HANNO CAPITO MECCANISMO PAUSE PRANZO”/L’INTERVISTA

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Proseguono in Tribunale a Imperia gli interrogatori di garanzia dei dipendenti del Comune di Sanremo arrestati nell’ambito dell’Operazione Stachanov della Guardia di Finanza che ha smascherato un uso indebito del cartellino. All’uscita dal Palazzo di Giustizia, l’avvocato sanremese Andrea Artioli, che difende diversi dipendenti, ha spiegato quale sarà, in linea di massima la tesi difensiva per scagionare dalla accuse i suoi assistiti.

“Difendo alcune posizioni, che sono state gli arresti domiciliari, mentre invece altre posizioni sono semplicemente avvisate con semplici avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

Senza entrare nel dettaglio di ciascuna, che sarebbe antipatico, vi sono sicuramente degli elementi che hanno chiaramente indotto la Guardia di Finanza a fare degli accertamenti e la Procura della Repubblica a concludere così con le richieste di misura cautelari e gli avvisi di conclusione indagini, però sicuramente vi sono tanti aspetti di questa vicenda che andranno chiariti.

A mio modestissimo parere, gli stessi inquirenti non hanno ben compreso in alcuni passaggi, quelli che sono il meccanismo delle pause pranzo e dei rientri della flessibilità per cui effettivamente vi sono molte posizioni che nel corso del processo potrebbero andarsi a smontare.

I miei assistiti, che verranno sentiti domani, non penso che risponderanno alle domande del GIP, in sede di interrogatorio di garanzia, in quanto in questa fase secondo me è ancora troppo presto andare a rispondere con delle posizioni, fin quanto che appunto non si è chiarito quello che è l’aspetto anche giuslavoristico della vicenda.

Tu ti trovi dopo due anni di indagini faticose ed accurate, con uno studio approfondito alle spalle, a dovere in 10 giorni preparare le difese su episodi che si sono verificati diversi mesi fa. E devi dare una risposta, perché non si può andar li e raccontare delle cose che sono sicuramente labiali.

Pensiamo ai casi dei cartellini, delle strisciate, a volte ci sono persone che in questa famosa pausa pranzo non si allontanavano dall’ufficio, rimanevano a consumare del pasto e scendeva solamente uno a far la coda e timbrare tutti i cartellini. Questo è un comportamento illecito? Sicuramente dal punto di vista legittimale, perché non ci si comporta in questo modo, però dal punto di vista del rapporto lavorativo, la prestazione a favore dell’ente è stata data. Dov’è l’inadempienza contrattuale del lavoratore, dov’è l’accusa nei confronti del diritto pubblico? Son tutte posizioni che vanno approfondite. Questo è un momento di approfondimento.

Io ritengo che molte posizioni veramente porteranno ad una definizione positiva, anche perchè mi rifiuto di credere che in un Comune in cui vengono messe sotto attenzione 200 e rotti dipendenti l’80% sia sanzionato, il 90% irregolare viene interessato da provvedimenti disciplinari, è un discorso di sistema che non riguarda sicuramente solo il Comune di Sanremo , riguarda anche altri soggetti.

Certo è che l’andazzo non è solo nel Comune di Sanremo. Danno erariale? Andiamo dalle poche decine di euro ai 1800 circa, stiamo parlando comunque di cifre irrisibili, perchè poi se andiamo a vedere, su due anni di indagine, 30 mila, 40 mila euro, pensiamo quante volte viceversa abbiamo dei danni anche maggiori con condotte meno rilevanti e poi c’è anche il discorso non solo della quantità, ma anche della qualità del lavoro. Andiamo a vedere quali funzionari effettivamente svolgevano l’attività e quanti invece scaldavano le sedie”.