DOPO LA BUFERA SU SANREMO, GIRO DI VITE DEL COMUNE DI IMPERIA SULLE PAUSE CAFFÈ. CI VORRÀ UN PERMESSO E I MINUTI PERSI DOVRANNO ESSERE RECUPERATI/ECCO COSA CAMBIA

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Giro di vite del Comune di Imperia sulla tanto discussa “pausa caffè” dei dipendenti comunali. A distanza di una settimana dalla bufera giudiziaria che ha travolto il Comune di Sanremo con l’operazione “Stachanov” della Guardia di Finanza, l’amministrazione comunale imperiese ha deciso di regolamentare la “pausa caffè” in maniera ferrea.

Come? Occorrerà chiedere un permesso al dirigente e sarà necessario recuperare i minuti di lavoro “persi”. Una vera e propria rivoluzione, imposta dal segretario generale Rosa Puglia che ha redatto un ordine di servizio dettagliato.

Nel dettaglio, si legge che, “al fine di prevenire il configurarsi, nell’ipotesi di una pausa caffè ad oggi non formalmente disciplinata, di un eventuale danno patrimoniale”, si dispone “che il limitato periodo di tempo in questione è chiaramente usufruibile con l’utilizzo dei ‘permessi brevi’ da recuperare successivamente con le modalità disposte dal Dirigente”.

Spetterà poi al singolo Dirigente indicare le modalità di recupero della “pausa caffè”. “Si dispone – si legge nell’ordine di servizio – che ciascun dirigente provveda con proprio atto formale a regolamentare la pausa caffè che dovrà essere autorizzata compatibilmente con le esigenze di servizio, determinando contestualmente le modalità di recupero del tempo di assenza autorizzato a tal fine”.

L’ORDINE DI SERVIZIO COMPLETO

“Al fine di prevenire il configurarsi, nell’ipotesi di una pausa caffè ad oggi non formalmente disciplinata, di un eventuale danno patrimoniale da imputare, come sostenuto dalla Corte dei Conti, alla violazione del sinallagma prestazione/retribuzione contrattualmente definito, nel caso in cui il tempo di lavoro, sottratto dall’amministrazione pubblica datore di lavoro, senza preventiva autorizzazione del Dirigente, non sia stato recuperato da parte del dipendente, pur in presenza di regolare percezione della intera retribuzione si dispone, con la presente direttiva, che il limitato periodo di tempo in questione è chiaramente usufruibile con l’utilizzo dei “permessi brevi” da recuperare successivamente con le modalità disposte dal Dirigente […]

La presente viene inoltre adottata anche al fine di prevenire l’eventuale “danno all’immagine ed al prestigio della P.A.” compiuto da parte di un soggetto legato alla P.A. da un rapporto di lavoro, di impiego o di servizio (anche di fatto) che può venire in rilievo unitamente ad altri fondamentali e necessari concomitanti elementi, quali il necessario “clamor” e la risonanza e l’amplificazione della notizia da parte dei vari mezzi di informazione […] Si dispone pertanto che ciascun dirigente provveda con proprio atto formale a regolamentare la pausa caffè che dovrà essere autorizzata compatibilmente con le esigenze di servizio, determinando contestualmente le modalità di recupero del tempo di assenza autorizzato a tal fine”.