LEGGE DI STABILITÀ, TAGLI AI PATRONATI. L’INAS-CISL:”OPERATORI A RISCHIO ANCHE IN PROVINCIA DI IMPERIA”

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“Centinaia e centinaia di posti di lavoro a rischio in tutto il sistema, un lavoro che serve ai cittadini per accedere ai propri diritti previdenziali e socio-assistenziali, in maniera gratuita e tutelata: perché cancellarlo?Così Mario Sassu, responsabile Territoriale INAS-CISL Imperia-Sanremo in merito all‘emergenza occupazionale  di grave entità che i patronati si troveranno  ad affrontare a seguito dei previsti tagli del Governo.

In oltre duecento a livello nazionale, di cui diverse unità anche in provincia di imperia già da gennaio potrebbero restare a casa, a causa dei tagli previsti dalla legge di stabilità, che si aggiungono a quelli determinati dalla finanziaria dello scorso anno e ad altri interventi strutturali che hanno danneggiato il sistema e potrebbero metterlo definitivamente in ginocchio.

La Costituzione prevede che tutti i cittadini possano contare sull’aiuto dei patronati, ma la riduzione delle risorse al fondo – alimentato da una piccola percentuale dei contributi previdenziali dei lavoratori e ripartito in base all’attività realmente svolta dai singoli istituti – può portare ad un significativo ridimensionamento del personale e, di conseguenza, alla scomparsa di un servizio efficace e accessibile a tutti, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione.

“Il nostro operato sottolineano i lavoratori dell’Inas – è stato definito di pubblica utilità, per questo non ci spieghiamo i ripetuti ingiustificati tagli degli ultimi anni, a maggior ragione quando il sistema era disposto a riformarsi nell’ottica di una sempre maggior trasparenza ed efficienza”.

La riforma chiesta dal Governo non è ancora attiva, nonostante le sollecitazioni da parte di Inas e Cisl al Ministero del Lavoro, mentre i patronati si trovano ad affrontare un’emergenza occupazionale di grave entità.

Dato il prezioso lavoro che svolgiamo per la collettività, e come tale riconosciuto dalle istituzioni in più occasioni, chiediamo che le ipotesi di riduzione del fondo vengano azzerate e che si ponga fine al clima di enorme incertezza e preoccupazione, quando invece bisogna sciogliere subito, e con le giuste misure, questo nodo”, concludono gli operatori Inas.