DIANO MARINA. SPIAGGE. “NON FU ABUSO D’UFFICIO”. LA CORTE D’APPELLO ASSOLVE CHIAPPORI E L’EX SINDACO BASSO/ECCO PERCHE’

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L’accusa era quella di abuso d’ufficio per aver firmato delle ordinanze di “proroga dello
smontaggio delle spiagge” dianesi al fine di favorire i gestori degli stabilimenti balneari

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La Corte di Appello di Genova ha assolto questa mattina il sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori e il suo predecessore, Angelo Basso, dall’accusa di abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla proroga dello smontaggio degli stabilimenti balneari. Si tratta sostanzialmente di una conferma della sentenza emessa in primo grado emessa dal G.U.P. (Giudice per l’udienza preliminare) del Tribunale di Imperia Massimiliano Rainieri perché “il fatto non sussiste”. Dopo la sentenza di primo grado il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo aveva presentato appello per i due politici, tralasciando la posizione dell’attuale vice sindaco Cristiano Za Garibaldi, anch’esso assolto in primo grado, presso la Corte genovese. I due, rappresentati dagli avvocati Emanuele Lamberti e Simona Costantini, si sono visti confermare la sentenza di assoluzione.

L’accusa, lo ricordiamo, era quella di abuso d’ufficio per aver firmato delle ordinanze di “proroga dello smontaggio delle spiagge” dianesi al fine di favorire i gestori delle spiagge.

Il termine ultimo per lo smontaggio degli stabilimenti balneari fu prorogato dal 30 settembre (con un mese di proroga “naturale” fino 31 ottobre) al 31 dicembre. La tesi, sposata anche dai giudici genovesi è stata quella che non c’era l’intenzione di favorire chicchessia ma erano state ordinanze in favore della collettività.

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