“OFFICINA IMPERIA”. LE MIGLIORI GIOVANI MENTI INTERNAZIONALI A SERVIZIO DEL PROGETTO DI RINASCITA DEL TERRITORIO

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I risultati dello studio saranno presentati nell’ambito della Biennale di Venezia. Alberto Alberti: “Questo progetto è un sogno realizzabile di recupero di Imperia, dobbiamo crescere insieme”

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Dopo l’arrivo nella giornata di ieri, mercoledì 16 marzo, a Imperia, di 50 studenti, provenienti in parte dall’RMIT University di Melbourne e in parte dal Politecnico di Milano per dar vita a “Officina Imperia”, questa mattina nella sede di Confindustria Imperia, in Viale Matteotti 32 si è svolta la conferenza stampa, in collaborazione con il Comune di Imperia e l’Ordine degli Architetti della Provincia di Imperia di presentazione del progetto.

Si tratta, come hanno ampiamente spiegato i presenti, di un nuovo ed innovativo metodo di pensare ed immaginare la città di Imperia grazie ad un convenzione stipulata tra Confindustria Imperia, il Comune di Imperia, la Scuola di Architettura e Design dell’RMIT University (Royal Melbourne Institute of Technology).

Vi chiederete perché Confindustria vada a fare un lavoro di questo tipo – ha dichiarato Alberto Alberti Da un po’ di tempo stiamo raschiando il fondo del barile, dobbiamo dirlo, e ogni elemento della società deve portare il suo contributo per crescere insieme. Non è emergenza, è un nuovo modo di vivere. In quest’ottica, riteniamo di poter contribuire a questo progetto che è un sogno, realizzabile, di recupero del territorio. Dobbiamo renderci utili alla comunità e ringraziare i ragazzi dell’università di Melbourne che hanno anche la mente più libera e priva di condizionamenti”.

Ha preso poi la parola il Sindaco Carlo Capacci: “Ringrazio Confindustria e vorrei far riflettere sul fatto che da Melbourne si guarda a Imperia, vuol dire che abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto una bella impressione al punto tale che questi studi si faranno qui. Il risultato finale sarà di eccellenza, l’amministrazione comunale cercherà di fare e di concretizzare il più possibile di quello che nascerà da questi studi”.

È un progetto di recupero del territorio che a noi interessa molto anche a livello edilizio, ma non solo – ha spiegato Olimpio Lanteri di ANCE Questa iniziativa l’abbiamo accolta con entusiasmo e interesse. Dobbiamo capire che sbocchi ci possono essere anche in ambito lavorativo, perchè è uno degli obiettivi principali

L’architetto Maria Teresa Parodi, una delle menti da cui è nato questo progetto ha spiegato poi che: “Tutto questo è nato due anni e mezzo fa, io conoscevo il professor Mauro Baracco, so che insegnava a Melbourne e ho deciso di contattarlo. Dall’incontro sono nate tante idee che senza l’aiuto di Confindustria non saremmo riusciti a fare”.

Proprio il professore e architetto Mauro Baracco  ha poi spiegato: “Devo ringraziare Jonathan Ware che lavora con me a Melbourne e qui per “Officina Imperia”. Questo progetto parte anche grazie al corso internazionale di architettura del Politecnico di Milano e al professor Francesco Lenzini. Abbiamo iniziato con l’idea di produrre degli elaborati, ma speriamo che il tutto continui perché i migliori progetti hanno bisogno di tempo. Sostenibilità e resilienza vanno di pari passo con il recupero delle costruzioni. Edifici nuovi possono essere realizzati, certo, ma Imperia è un caso di studio molto significativo, ha delle qualità incredibili. Imperia però ha, ovviamente anche delle difficoltà e noi cerchiamo di recuperare l’esistente, integrandolo con delle novità. Nei prossimi mesi contiamo di avere o due studi paralleli, uno a Milano, uno a Melbourne e poi i risultati saranno presentati alla biennale di Venezia“.

Compito di concludere l’incontro spetta poi all’architetto Panebianco “La presenza dell’ordine come patrocinatore del progetto nasce da una collaborazione che orgine da diverso tempo, dobbiamo guardare con occhi diversi alla nostra città e mettere in moto idee nuove. Questo progetto è ciò che serve”.

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