DISCARICA COLLETTE OZOTTO. INDAGINE EPIDEMIOLOGICA, NATTA: “NESSUN DATO FA SOBBALZARE SULLA SEDIA”. MA E’ POLEMICA TRA GLI ATTIVISTI/CRONACA DI UNA GIORNATA DI TENSIONE

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Tensione questa mattina in Provincia a Imperia in occasione della presentazione
dei risultati dell’indagine epidemiologica sulla discarica di Collette Ozotto

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Tensione questa mattina in Provincia a Imperia in occasione della presentazione dei risultati dell’indagine epidemiologica sulla discarica di Collette Ozotto (il lotto 6 in procinto di aprire e i precedenti). Gli attivisti del M5S e il Comitato “Mamme contro il Lotto 6”, guidati dal consigliere comunale di Sanremo Paola Arrigoni, hanno chiesto a gran voce di poter presiedere alla riunione tra il Sindaco di Taggia, il Sindaco di Sanremo, il Direttore Arpal, il Direttore Asl 1, il Direttore Dipartimento Territorio Regione Liguria,  un rappresentante delle abitazioni site in Regione Beulle e la Ditta Idroedil.

Una richiesta rimasta senza risposta. Gli attivisti, infatti, sono stati fatti entrare solo in occasione della conferenza stampa del presidente della Provincia Fabio Natta, del Sindaco di Taggia Vincenzo Genduso, del Sindaco di Sanremo Alberto Biancheri e di un dirigente dell’Asl.

La rabbia e la delusione di Paola Arrigoni non si sono fatte attendere.

“Noi ieri abbiamo chiesto un accreditamento, quindi abbiamo inviato una pec alla Provincia, per conoscenza al sindaco di Sanremo e anche alla Prefettura. Siamo venuti ieri a consegnare proprio questa lettera di richiesta di accreditamento per oggi qui in Prefettura. Noi reputiamo che l’incontro di oggi dovrebbe essere assolutamente pubblico e non a porte chiuse come sta avvenendo.

Non abbiamo ricevuto una risposta e allora adesso mi sono recata per sapere se potevo entrare o meno e mi hanno detto a voce che non mi faranno entrare perchè è un incontro tecnico, o almeno di comitato tecnico e quindi non è politico.

In realtà io non vengo qua come una persona a livello politico, ma vengo in rappresentanza dei cittadini. Quando si tratta di diritto alla salute bisogna essere al massimo trasparenti, invece adesso sono chiusi.

Io sto aspettando una risposta a questo accreditamento che mi dovranno scrivere esattamente il perchè non vogliono che io entri. La cosa particolare è che a me non fanno entrare, però all’interno c’è la ‘Idroedil’. Io sono rappresentante comunque dei cittadini , almeno fate entrare le mamme, il No Lotto 6 , qualcuno, nessuno. Però c’è la ‘Idroedil’, che sappiamo tutti sono da 40 anni che fa discariche sul nostro territorio e sarà la prima esattamente a sapere i risultati di quest’indagine epidemiologica, prima dei cittadini. Questo credo sia veramente assurdo“.

Una volta terminata la riunione “tecnica”, si è tenuta una conferenza stampa aperta ai giornalisti (rimasti fuori anch’essi fino a quel momento) e agli attivisti. Nel corso della conferenza il presidente della Provincia Fabio Natta ha spiegato che i dati dell’indagine sono ancora parziali e quindi non posso ancora essere divulgati per questioni di privacy, aggiungendo comunque che al momento “non ci sono dei dati preliminari che ci fanno balzare sulla sedia, non ci sono delle macroscopicità rilevanti”.

 FABIO NATTA

“Questo tavolo è stato istituito nel 2012 proprio in virtù del fatto che in quella zona si erano manifestate delle grandi preoccupazioni da parte della popolazione residente che aveva chiesto alla Provincia di interessarsi nelle opportune sedi del problema salute che è il problema primario. In questo tavolo siedono una serie di soggetti, tra cui il sindaco di Taggia e il sindaco di Sanremo in qualità di ufficiali sanitari di quel territorio, il presidente della Provincia come ente d’ambito, l’Arpal, l’Asl e altri uffici competenti, nonché un rappresentante di quei cittadini che avevano sollevato questi forti preoccupazioni.

L’Asl e l’istituto tumori hanno chiesto che venisse aggiornato questo tavolo per comunicare lo stato dell’arte su questa situazione che interessa tutti noi perché stiamo parlando di discariche e di salute dei cittadini, perché come abbiamo detto più di una volta merita la massima attenzione da parte delle istituzioni. Ci è stato presentato uno studio molto articolato che riguarda l’intera popolazione di quella zona, di altre popolazioni di zone provinciali omologhe e di bacini di utenza più ampi. Da questi dati non si possono trarre considerazioni definitive perché mancano alcuni passaggi fondamentali, manca un passaggio relativo allo storico. Il lavoro dell’istituto tumori continua e ha riguardato un numero importante di persone e credo di poter dire che sono stati presi in considerazione i ricoveri di un lasso di tempo molto lungo, circa 18 anni, di quella zona e di altre zone simili per fare uno studio comparativo tra queste realtà per verificare se ci sono delle anomalie che creino allarme.

Non ci sono dei dati preliminari che ci fanno balzare sulla sedia, non ci sono delle macroscopicità rilevanti. Ciò non vuol dire che dobbiamo stare tranquilli, ma neppure agitarsi. Io credo che ci voglia il giusto equilibrio, oggi non mi sento di dire che sia il giardino di Babilonia, ma neppure la terra dei fuochi. Non ci sono le condizioni per prendere delle posizioni così drastiche. Non sono emersi in questa fase dei dati macroscopici, ma questo non vuol dire che al termine dei lavori questi dati non possano emergere.

È chiaro che l’augurio è che non ci siano dei rischi enormi per la salute dei cittadini, ma non lo possiamo escludere, lo sapremo solo quando i dati verranno comunicati in via ufficiale con le relative valutazioni tecniche. Sui tempi credo di poter rassicurare che non saranno lunghissimi perché non è che ci possiamo permettere molto tempo perché se ci sono dei rischi è meglio saperlo subito. Quando avremo i dati e le valutazioni verrà data la massima pubblicità, ora non c’è una volontà di tenere nascosti o coperti o dei dati, ma c’è la necessità della privacy e la riservatezza che le persone meritano. Quando avremo i dati faremo una seduta pubblica aperta a tutti, ci daremo un metodo e condivideremo con tutti i dati che ci verranno dati in maniera definitiva. Stiamo parlando di Enti pubblici che si stanno dedicando a un lavoro complesso, quindi i tempi sono dovuti alla professionalità e allo scrupolo dei responsabili dell’Asl e dell’istituto tumori che stanno lavorando in questo senso e che ringrazio”.

Al termine della conferenza stampa, Paola Arrigoni ha espresso ulteriori perplessità

 PAOLA ARRIGONI

“Ci siamo infilati in conferenza stampa per ascoltare e abbiamo registrato. Ci hanno però proibito di entrare alla riunione, nonostante io avessi fatto tutte le procedure e la richiesta via pec. Noi abbiamo registrato, verrà messo online e verrà posto all’attenzione dell’epidemiologo, del giurista e dell’avvocato che ci seguono. Attendiamo le loro valutazioni. Si è parlato di dati provvisori, ma dove sono questi dati provvisori? Loro dicono che vogliono proteggere la privacy, si giusto, ma come mai c’erano due esponenti della Idroedil. Perché loro possono avere i dati? E dov’è la privacy? Loro hanno seguito tutta la riunione. Per noi questa non è una cosa giusta. E per voi della stampa è giusto che ci fosse la Idroedil? Quella che da 40 anni fa discariche?

Hanno detto che i risultati finali dell’indagine epidemiologica uscirà alla fine dell’estate, certo alla fine dell’estate la discarica sarà già aperta. Quello che si voleva sapere erano i risultati cumulativi di tutte le discariche. A questo punto, dunque, apriranno la discarica, ovviamente noi faremo di tutto per impedirlo, e poi usciranno i risultati dell’indagine epidemiologica. Siamo sconcertati per quello che è successo oggi e per quello che abbiamo sentito nel corso della conferenza stampa. Ora cercheremo di capire, valuteremo, e agiremo su tutti i fronti, ovviamente pacificamente”.

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