RESPINTO DALLA POLIZIA FRANCESE A NIZZA, IL MEDICO IMPERIESE KHALED RAWASH NON SI DA’ PACE: “HANNO MINACCIATO MIA FIGLIA DICENDOLE…”/L’INTERVISTA

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Respinto dalle autorità all’aeroporto di Nizza e “rimpatriato” in Tunisia, dove aveva partecipato a un convegno, il medico Khaled Rawash, di origini palestinesi, ma da 40 anni in Italia, a distanza di una settimana non si dà ancora pace per quello che è accaduto.

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Respinto dalle autorità francesi all’aeroporto di Nizza e “rimpatriato” in Tunisia, dove aveva partecipato a un convegno, il medico imperiese Khaled Rawash, di origini palestinesi, ma da quasi 40 anni in Italia, a distanza di una settimana non si dà ancora pace per quello che è accaduto. “Non tornerò più in Francia” risponde laconicamente al cronista di ImperiaPost che lo ha intervistato nell’ambito di un incontro organizzato da Imperia Bene Comune alla Biblioteca Civica sul tema della gestione di acqua pubblica e rifiuti.

COSA E’ SUCCESSO A NIZZA?

“Mi hanno respinto senza darmi alcuna spiegazione, se non il foglio che mi hanno rilasciato, con il quale poi mi hanno caricato sull’aereo per il ritorno, dove c’era scritto ‘minaccia e disturbo per l’ordine pubblico’. Premettendo che io in Francia non ho mai avuto nessun tipo di attività, la mia attività da attivista sociale, culturale, l’ho sempre fatta dentro il territorio italiano, in modo particolare su Ventimiglia, con il problema degli immigrati alla frontiera. Sono stato con la mia associazione, l’Arci, così come tante altre persone della società civile imperiese, alla frontiera, per sostenere gli immigrati. Purtroppo, probabilmente, è questa la problematica che poi ha sollevato la Francia, ma la gravità della cosa è che io la mia attività l’ho sempre fatta a Imperia, nel territorio italiano. La seconda cosa che mi è sembrata molto grave è che essendo italiano, dell’Unione Europea, loro mi hanno rispedito in Africa, in Tunisia, piuttosto che consegnarmi alle Autorità italiane”.

COME HA FATTO A RIENTRARE IN ITALIA?

“Per tornare in Italia sono dovuto tornare in Tunisia, dove sono rimasto per circa 24 ore chiuso nella cameretta del transito in Aeroporto, finché è arrivato il primo volo e per farmi rilasciare il passaporto ho dovuto pagare il biglietto da Nizza fino a Tunisi e da Tunisi a Milano”.

ERA IN VIAGGIO CON SUA FIGLIA. E’ STATA FATTA PASSARE A NIZZA?

“Lei è stata fatta passare a Nizza. Ha protestato come me  e per tutta risposta le è stato risposto, minacciandola ‘ se continui a parlare ti mandiamo insieme a lui in Tunisia’. Poi l’abbiamo però tranquillizzata, è passata e ha raggiunto i familiari all’aeroporto”.

COME AVETE INTENZIONE DI MUOVERVI CON L’ARCI?

“L’Arci ha avviato delle richieste formali di chiarimento sia all’Ambasciata francese a Roma che al Ministro dell’Interno e al Ministro degli Esteri, inoltre ha inoltrato, attraverso i Parlamentari, un’interrogazione parlamentare”.

TORNERA’ IN FRANCIA?

No, assolutamente”.

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