IMPERIA. SPIAGGE PUBBLICHE AFFIDATE SENZA GARA D’APPALTO. L’IMPUTATO PAOLO CALZIA IN AULA: “HO FIRMATO IL NULLA OSTA, MA…”/L’UDIENZA

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Nuova udienza questa mattina del processo che vede l’ex segretario generale del Comune di Imperia sul banco degli imputati con l’accusa di abuso d’ufficio per l’affidamento, senza gara d’appalto, delle spiagge libere attrezzate negli anni 2007, 2008 e 2009

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Nuova udienza questa mattina del processo che vede l’ex segretario generale del Comune di Imperia sul banco degli imputati con l’accusa di abuso d’ufficio per l’affidamento, senza gara d’appalto, delle spiagge libere attrezzate negli anni 2007, 2008 e 2009.

Questa mattina davanti al collegio hanno sfilato tre testimoni, il dirigente del settore Demanio del Comune di Imperia Pierre Marie Lunghi e il funzionario dello stesso settore Maurizio Mottura e l’ex gestore della spiaggia libera attrezzata “Ex Sorriso d’Italia” Antonio Martini. Il PM Alessandro Bogliolo e l’avvocato Erminio Annoni hanno chiuso la fase istruttoria con l’esame dell’imputato Paolo Calzia.

LUNGHI INTERROGATO DAL PM BOGLIOLO

“Ho autorizzato la gestione della spiaggia sempre con il 45 bis dal 2007 al 2009. In precedenza, sino al 2007, a partire dal 97, la gestione era stata concessa sempre tramite gara ad evidenza pubblica. Successivamente si è proceduto per proroghe, concesse sempre dalla Giunta Municipale che dava incarico al sottoscritto di rilasciare il 45 bis. In Comune in quegli anni c’erano problemi relativi a un conflitto di interessi tra concessionario e concedente. C’erano difficoltà a trovare un responsabile all’interno del Comune. Io stesso avevo segnalato in modo evidente l’anomalia nel 2007. Nel mese di aprile c’erano state due delibere che riguardavano appunto la prorogatio della gestione tecnica delle spiagge per il 2008 e l’approvazione delle linee guida per la redazione del capitolato di appalto per l’affidamento delle spiagge. Le linee guida mi erano state richieste dal segretario generale Calzia. Il problema, però, è che poi quella delibera venne modificata con alcuni elementi aggiuntivi di cui io non ero a conoscenza”.

“Io emettevo il 45 bis a seguito del nulla osta del Sindaco. Le istanze, però, erano firmate dal Segretario Generale Calzia per il Sindaco. Non ho mai ricevuto pressioni per firmare i 45 bis, ma certamente a ridosso della stagione balneare non si poteva tergiversare più di tanto. Di questo, però, non ho mai parlato né con il Sindaco, né con l’assessore competente (Paolo Re, ndr)”.

“Perché non è mai stata fatta una gara pubblica? Perché non è mai stato approvato alcun regolamento in materia di demanio marittimo. Ancora oggi le competenze non sono chiare. Si viaggia a vista. Perché dopo il 2009 è stata invece fatta la gara d’appalto? Perché c’era mancanza di chiarezza nell’amministrazione. Non c’era una suddivisone chiara tra concessionario e concedente. Tutte difficoltà che, come detto, avevo segnalato al segretario generale”.

LUNGHI INTERROGATO DALL’AVVOCATO ANNONI

“Del rilascio dei 45 bis se ne occupava Chiappori. Arrivò a Imperia quanto io ero già dirigente del settore porti. Preparava le istanze che poi venivano firmate da Calzia e successivamente passavano a me per il rilascio della concessione. I gestori venivano direttamente da me per chiedere il rilascio dei 45 bis. Le gare iniziarono le 2011, l’incombenza, visto che nessuno se ne occupava, venne data a me. Predisposi io il capitolato di appalto. Io però, vorrei che fosse chiaro, ho fatto questa attività al di fuori delle mie competenze. Vorrei anche segnalare che c’erano comportamenti molto difformi a riguardo in Comune. Ad esempio il capitolato di appalto per l’affidamento della gestione sia della piscina che del bar del parco urbano venne predisposto dall’ufficio patrimonio e non da me”.

ESAME IMPUTATO PAOLO CALZIA

“Ho lavorato per 32 anni in Comune a Imperia. Perché non si è fatto ricorso a una gara pubblica per l’affidamento delle spiagge? Io vorrei innanzitutto fare chiarezza sulle competenze. Tutto ciò che concerne le procedure di appalto, i rilasci delle concessioni e delle autorizzazioni, in base all’art 7 del testo unico degli enti locali, sono a carico esclusivo del dirigente. Neanche il sindaco può sostituire il dirigente nel rilascio delle concessioni. Neanche la Giunta poteva approvare atti concernenti il caso in esame. La giunta poteva dare un indirizzo, ma poi tutti gli atti consequenziali erano di competenza del dirigente. Per quanto concerne il rilascio delle concessioni demaniali, grazie a Lunghi e a Chiappori venne predisposta dall’ufficio demanio una modulistica per il rilascio del 45 bis con nulla osta del Sindaco. Questo nulla osta, però, non aveva valore vincolante. Il dirigente del settore poteva anche non tenerne conto perché si tratta di atti di sua esclusiva competenza. Il nulla osta aveva solo una valenza politica. Penso che il dirigente Lunghi conoscesse benissimo la normativa”.

Lei si era conto che le proroghe annuali della gestione delle spiagge erano una soluzione precaria e non corretta?

“Avevo delle perplessità. Nel senso che si continuavano ad affidare le spiagge con il 45 bis nonostante vi fosse già una delibera per predisporre un capitolato d’appalto e fare un gara. Ma se non c’era il capitolato, ovviamente, il Comune non poteva fare altrimenti. Per quanto concerne la ritardata redazione del capitolato, ebbi più contatti con il dirigente Lunghi e con l’assessore Re. Lunghi mi disse di non essere in grado di elaborare il capitolato, perché fuori dalle sue competenze. Gli consigliai di parlarne con l’assessore o di farsi dare il capitolato da un altro Comune”.

“Non esistono conflitti di interesse sulla figura di concessionario e concedente, tanto che nel 2011 fu Lunghi a predisporre tutti gli atti per la gara d’appalto. Perché firmai nulla osta se non ero d’accordo? Erano a firma del Sindaco Luigi Sappa. Dato che in quel momento il Sindaco non c’era, ho firmato per conto del sindaco.
Perché non mi sono rifiutato? Perché il nulla osta non era vincolante e io non potevo assumermi la responsabilità di lasciare incustodite tre spiagge libere attrezzate.
I gestori erano inadempienti e non pagavano il canone? L’ho scoperto solo leggendo gli atti del processo. È il ragioniere capo che si occupa di tutte le entrate del Comune. Sono i revisori dei conti a controllare e non il segretario generale.
Con i titolari delle spiagge non avevo nessun rapporto. Conosco solo Danilo Giordano per via del papà. Non avevo certamente interesse a favorirli”.

ANTONIO MARTINI (ex gestore spiaggia libera attrezzata EX SORRISO D’ITALIA)

“Sono stato gestore per tanti anni della spiaggia libera attrezzata Ex Sorriso d’Italia, dal 92 al 2010, attraverso la Società turistica Riviera dei Fiori. Gestivo in un primo momento la spiaggia con un contratto quinquennale, modificato due volte. Poi da un certo momento in poi ho proseguito con il rinnovo annuale della gestione tecnica della spiaggia”.

“A quel tempo la Capitaneria aveva la competenze sulle spiagge. Avevo un rinnovo in base all’art.45 bis del codice della navigazione. Dalla Capitaneria mi era arrivata l’informazione di presentare richiesta di rinnovo della gestione con una lettera al Comune di Imperia. C’erano molte discussioni sul rinnovo e quindi io andavo spesso in Capitaneria. Ricordo di aver depositato le domande all’ufficio protocollo del Comune di Imperia, anche perché in quel periodo non esisteva un ufficio dedicato al demanio. Era una consuetudine il rinnovo annuale della concessione. Lo conosco da tanti anni Paolo Calzia, ma mai abbiamo parlato di queste cose. Il canone di concessione? Pagavo 2.700 euro e l’ho sempre rimborsato. Ho partecipato alla gara pubblica, ma ricordo che venne invalidata per un vizio di forma”.

Il processo è stato aggiornata al prossimo mese di giugno per la discussione e la sentenza.

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