IMPERIA. USURA E ESTORSIONE, LA CORTE D’APPELLO CONFERMA LA CONDANNA A 8 ANNI E 11 MESI DI CARCERE PER ANDREA DE IACO/I DETTAGLI

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De Iaco, difeso dagli avvocati Giuseppe Tortorelli e Giuseppe Caprioli, era presente in aula al momento della lettura della
sentenza, così come la moglie Anna Lepka, difesa dall’avvocato Nicola Ditta, per la quale è stata confermata l’assoluzione

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La Corte d’Appello di Genova ha confermato la pena di 8 anni e 11 mesi di carcere pronunciata dal Tribunale di Imperia per Andrea De Iaco, l’imprenditore a processo con le accuse di usura e estorsione. La Corte ha pronunciato questa mattina la sentenza. De Iaco, difeso dagli avvocati Giuseppe Tortorelli e Giuseppe Caprioli, era presente in aula al momento della lettura della sentenza, così come la moglie Anna Lepka, difesa dall’avvocato Nicola Ditta, per la quale è stata confermata l’assoluzione.

L’operazione che portò all’arresto e poi al processo nei confronti di De Iaco partì da una segnalazione da parte di fonti confidenziali dei Carabinieri e portò a scoprire un vero e proprio circuito ben organizzato di prestiti usurai dove i tassi di interesse erano alle stelle. Si poteva chiedere un prestito di 2000 euro e finire con il doverne 16.000 all’usuraio e, qualora non si riuscisse a rientrare nel pagamento, scattavano minacce di morte, intercettate dai militari, dirette al soggetto debitore e alla famiglia, per ottenere, in alternativa al pagamento, l’intestazione di auto e beni di vario genere.

Per quanto concerne, invece, il risarcimento danni da destinare alle parti civili, rappresentate dall’avvocato Davide La Monica, la Corte d’Appello ha confermato che dovrà essere quantificato in sede civile.

 

 

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