IMPERIA. TRE APPARTAMENTI “AFFITTATI” AI PROFUGHI IN CENTRO CITTA’. ESPLODE LA POLEMICA TRA I CONDOMINI: “ABBIAMO PAURA, SIAMO ALL’OSCURO DI TUTTO!” /IL CASO

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Tre appartamenti, siti rispettivamente in viale Matteotti, via Scarincio e Corso Garibaldi, sono stati affittati dai rispettivi proprietari alla Cooperativa torinese Progest che, a sua volta, li ha utilizzati per alloggiare i migranti richiedenti asilo provenienti dall’Africa centrale e sino a pochi mesi fa “ospiti” del centro di accoglienza di Ventimiglia. Un progetto che rientra nell’ambito del programma di accoglienza varato dal Governo, in collaborazione con le Regioni e con le Prefetture, e espletato tramite gara regolare gara d’appalto.

La decisione di ospitare i migranti in appartamento ha però fatto esplodere la polemica a Imperia, in particolar modo tra i condomini dello stabile di Viale Matteotti (al civico 88). Il motivo? Il contratto di affitto è stato firmato all’insaputa dell’amministratore di condominio e degli stessi condomini.

“Qui il razzismo non c’entra – spiegano alcuni condomini di Viale Matteotti a ImperiaPost – Il problema è che nei giorni scorsi ci siamo trovati queste persone, una decina circa, per le scale, al portone di ingresso, senza sapere nulla. Non sappiamo quanti siano in casa, da dove vengano, se godano di buona salute, nulla di nulla. Non sappiamo neanche quanto tempo rimarranno, ne tanto meno se vi sia qualcuno a gestirli e a controllarli. E’ normale che tra noi ci sia preoccupazione, per noi, per i nostri figli. Certe decisioni andrebbero prese di comune accordo per lo meno con l’amministratore di condominio. Invece, quando abbiamo chiamato l’amministratore, è caduto dalle nuvole, non sapeva nulla. Abbiamo paura. Noi vogliamo delle garanzie”.

“Confermo che nessuno mi ha contattato, io non sapevo nulla – commenta a ImperiaPost l’amministratore di condominio Carlo Folco Ho scoperto la cosa solo quando sono stato contattato dai condomini e mi sono messo in contatto con chi aveva affittato il proprio appartamento alla Cooperativa Progest. Non posso negare che ci sia parecchio malcontento. Mi hanno già contattato 4-5 condomini sui 15 totali.  Ho avuto le prime informazioni quando ho telefonato alla responsabile della Cooperativa. Mi ha detto che verrà a presentarsi alla prossima assemblea di condominio. Al momento, però, non ho nessuna garanzia. Non so neanche quante persone ci siano all’interno dell’appartamento”.

“Abbiamo tre appartamenti, in via Scarincio e Corso Garibaldi non ci sono stati problemi, mentre in Viale Matteotti, non posso negarlo, ci sono stati dei malumori – spiega a ImperiaPost Sonia Contorbia, responsabile degli appartamenti per la Cooperativa Progest – Si tratta di ragazzi giovani, tutti richiedenti asilo, provenienti da Pakistan, Nigeria, Gambia, Mali, Senegal, Costa d’Avorio e Guinea. Erano ospiti del centro di accoglienza di Ventimiglia prima del trasferimento a Imperia.

Si va da 6 ai 10 migranti per appartamento, dipende dalle dimensioni dello stabile. Perché non è stato informato nessuno? Ci occupiamo di accoglienza da anni e non avendo mai avuto problemi, abbiamo mantenuto lo stesso modus operandi. In città come Torino nessuno si lamenta. Capisco che Imperia, essendo una città più piccola, abbia una mentalità diversa. Io sono di Vercelli e li è stato lo stesso. Quando arrivarono i primi migranti ci fu un pò di scetticismo. Capisco i timori, noi però siamo a completa disposizione per ogni chiarimento. Sono comunque tutti giovani sanissimi dal punto di vista sanitario. Hanno già superato tutte le visite e gli esami clinici sono risultati negativi. Hanno voglia di fare, di costruirsi un futuro, e noi cerchiamo di fare il possibile per aiutarli.

Magari ci sarà da lavorare un pò sulla convivenza, visto che fino a pochi mesi fa vivevano in un campo con 400 persone a Ventimiglia. Ho però già avuto però i primi riscontri positivi. C’è chi tiene compagnia agli anziani, chi li aiuta a portare a casa la spesa. Vorrei che tutti i condomini parlassero con questi ragazzi. L’integrazione è la migliore medicina per la paura”.