DAL PORTO DI IMPERIA A PADOVA. A PROCESSO GIUSTINA DESTRO E BELLAVISTA CALTAGIRONE. L’ACCUSA? FINANZIAMENTO ILLECITO/LA STORIA

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Si è aperto a Padova, nel febbraio scorso, il processo che vede sul banco degli imputati l’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone e l’Onorevole Giustina Destro, fedelissima dell’ex Ministro Claudio Scajola. L’accusa è di finanziamento illecito.

Nel mirino degli inquirenti sono finite una serie di fatture, per un importo pari a 450 mila euro, emesse da Giustina Destro e pagate da società che fanno riferimento a Caltagirone, Acqua Pia Antica Marcia e Acqua Marcia Holding Spa. La causale? “Prestazioni professionali per studi di fattibilità e investimenti immobiliari a Nordest e opportunità di business nel settore portuale a Trieste”.

Le transazioni di denaro ci sono state, ma gli studi di fattibilità si limiterebbero, secondo l’accusa, a due relazioni di 18 pagine, frutto di un “copia e incolla” di diversi comunicati stampa dell’autorità portuale di Venezia e Trieste. Una prestazione, insomma, che non giustificherebbe il pagamento di 450 mila euro.

L’inchiesta interessa direttamente Imperia, in quanto partita proprio dal capoluogo, nell’ambito dell’indagine per truffa aggravata ai danni dello Stato sul porto turistico (poi sfociata nel processo di Torino, conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati). Giustina Destro finì nella lente di ingrandimento degli inquirenti in quanto venne contattata da Bellavista Caltagirone, il quale le chiese di poter incontrare l’allora capo della Polizia Antonio Manganelli. 

Per ottenere informazioni sull’inchiesta relativa al porto turistico di Imperia che vedeva indagato proprio l’imprenditore romano? Questo il dubbio sollevato dagli inquirenti (Polizia Postale), insospettiti, in particolare, da due intercettazioni telefoniche.

Quando l’inchiesta prese piede da Imperia, due episodi furono oggetto di chiarimenti da parte degli organi inquirenti: una cena alla quale presero parte sia Francesco Bellavista Caltagirone che Giustina Destro, come testimoniato dalle foto pubblicate dal sito Dagospia, e una visita a Imperia di due funzionari romani della Polizia di Stato, Francesco Cirillo e Nicola Izzo, che chiesero di prendere in carico le indagini sul porto turistico di Imperia, affiancando o sostituendo i colleghi della Polizia Postale. La richiesta fu respinta.

Fu la Finanza di Imperia a scoprire le fatture indirizzate dalla holding Acquamarcia a Giustina Destro. L’inchiesta, partita dal capoluogo ligure e transitata da Roma per poi approdare a Padova (città di residenza della Destro), ha cambiato forma, partendo con l’ipotesi di reato di corruzione, poi derubricata in finanziamento illecito. 

Nelle prime udienze il Pubblico Ministero Maria d’Arpa (giudice Beatrice Bergamasco) ha sentito, tra gli altri, il Tenente Colonnello Marco Molle del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Padova (“l’’attività di consulenza svolta da Giustina Destro per il gruppo Acqua Marcia? Ritengo che sia stata fittizia”) e la responsabile finanziaria del gruppo Acqua Marcia (“da quello che so io Giustina Destro ha presentato dei potenziali investitori per la società, in relazione anche all’investimento sul Molino Stucky”).

LE INTERCETTAZIONI E I DUBBI SOLLEVATI NELL’INFORMATIVA DELLA POLIZIA POSTALE RELATIVA ALL’INCHIESTA SUL PORTO TURISTICO DI IMPERIA

Si evidenzia – scrivevano gli inquirenti nel 2010 – inoltre che gli attori principali individuati in Claudio Scajola e Francesco Bellavista Caltagirone discutendo con gli altri soggetti coinvolti ed altre amicizie politiche cercavano di mettere in atto una rete di protezione (nel caso di CALTAGIRONE appare evidente la pressione che intendeva esercitare attraverso la sua amicizia con l’On. Giustina Destro in forza al PDL. Quest’ultima risulta aver aderito alla Fondazione Cristoro Colombo della quale l’On. Scajola è il fondatore). L’Onorevole Destro, su richiesta dell’imprenditore, fissava ed otteneva un incontro con una persona chiamata Manganelli, verosimilmente l’attuale Capo della Polizia”.

15 OTTOBRE 2010 – FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE AL TELEFONO CON GIUSTINA DESTRO

CALTAGIRONE: Giustina
DESTRO: Eccomi qua, come stai intanto prima di tutto?
CALTAGIRONE: un pò meglio insomma mi devo riguardare
DESTRO: eh ti devi riguardare no perchè non puoi chiedere troppo al tuo fisico certe volte bisogna fermarsi
CALTAGIRONE: e no ma poi, poi ci avevo sta bronchite insomma inizia a diventare polmonite per cui insomma …..
DESTRO: per carità non…per l’amor del cielo
CALTAGIRONE: appunto appunto
DESTRO: senti allora ti volevo dire che abbiamo combinato…
CALTAGIRONE: perfetto però tu hai parlato con
DESTRO: Meneguzzo..
CALTAGIRONE: si e Mossetto
DESTRO: ho già parlato con tutti tutto a posto
CALTAGIRONE: perfetto..
DESTRO: ho sistemato vengono tutti
CALTAGIRONE: perfetto, una cosa volevo sapere tu hai parlato con …, tu hai parlato con ..come si chiama? Con, con, con Manganelli che dovevi parlare?
DESTRO: allora ieri mattina io dovevo andare però lui me l’ha fatto saltare perchè aveva una riunione importante vado martedì mattina alle undici e mezza
CALTAGIRONE: ho capito, va bene, va bene
DESTRO: si, si, tutto sotto controllo
CALTAGIRONE: va bene, va bene
DESTRO: va bene?
CALTAGIRONE:ok,ok

19 OTTOBRE 2010 – FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE AL TELEFONO CON GIUSTINA DESTRO

CALTAGIRONE: Giustina!
DESTRO: Francesco carissimo…
CALTAGIRONE: è…
DESTRO: volevo chiederti… domani… a un certo punto ti posso vedere cinque minuti? perchè io stamattina ho visto una persona,
CALTAGIRONE: si, mi puoi vedere … forse in ufficio.
DESTRO: ma tu sei in ufficio, domani?
CALTAGIRONE: probabilmente si…
DESTRO: no, be… se no ti vengo anche a trovare .., è….
CALTAGIRONE: allora vieni a casa, se no, vieni a casa… vieni a casa…
DESTRO: allora…(incomprensibile)… alle ,.. ci chiamiamo domani mattina e ci mettiamo d’accordo…
CALTAGIRONE: d’accordo…
DESTRO: un bacio, ciao…ciao…