IMPERIA. IL CONSIGLIO SI E’ APERTO CON UNA LETTERA DEI DIPENDENTI AGNESI: “LAVORIAMO PER RIPRENDERCI IL NOSTRO DOMANI”/FOTO E VIDEO

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È iniziato con una lettera dei dipendenti il consiglio comunale di Imperia interamente dedicato alla crisi del pastificio Agnesi. Nella sala consiglio erano presenti una cinquantina di dipendenti del pastificio, dopo il corteo partito nel tardo pomeriggio proprio dallo stabilimento di via Schiva per attraversare tutta la città. Il consiglio si è aperto con la lettera, letta dal presidente del consiglio Diego Parodi.

LETTERA DIEGO PARODI

“Noi, lavoratori Agnesi

Vista la ferma volontà della proprietà di cessare la produzione di pasta ad Imperia a dicembre 2016 e vista la mancata presentazione di un programma alternativo per la ricollocazione, sebbene annunciato negli incontri istituzionali, oggi dobbiamo guardare con incertezza e preoccupazione al domani e pertanto chiediamo di parlare col datore di lavoro del percorso che ci attende con tempistiche appropriate.
Vogliamo ora evidenziare che l’interesse privato nel progetto “Porta del mare” acquisisce eccessiva rilevanza e si perde, col trasferimento a Fossano, ogni possibile ricaduta economica ed occupazionale sullo stabilimento di via Schiva ritenuta parte integrante ed ineludibile del progetto stesso.

Riteniamo che priorità degli amministratori sia l’interesse per lo sviluppo di un’economia locale e la sua derivata occupazione e abbandonando i particolarismi si debba guardare alla collettività.

Ricordiamo, soprattutto se vogliamo turismo che il primo passo parte dal valorizzare le tradizioni e quello che siamo. Essere una comunità capace di generare benessere già per se stessa, un benessere per molti e non per pochi, il resto è conseguente.
Mostrare tutto con orgoglio: anche una fabbrica, non pensata come sola produzione ma valorizzata in una chiave turistica come espressione del territorio e della sua gente.
Consegnare così al turista un pacchetto diversificato fatto di esperienze uniche. Questo abbiamo visto nel nostro lavoro e nello stabilimento di via Schiva, ma non siamo stati ascoltati.
Oggi lavoratori e cittadini marciano per annullare una distanza con le istituzioni che sentono lontane: più governate da interessi di parte che governanti il bene comune.

Se l’Agnesi è consegnata ad un anonimato non sia lo stesso per Imperia e agli amministratori, costruttori di futuro, con il voto di oggi diciamo di far tesoro delle perdite e governati dalla bellezza lavoriamo per riprenderci il domani.
Il nostro domani”.