IMPERIA. IL SEGRETARIO GENERALE DEL “SAPPE” DONATO CAPECE IN VISITA NEL CARCERE CITTADINO:”SIAMO SOTTO I LIVELLI MINIMI DI SICUREZZA”/ FOTO E VIDEO

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“Il problema dell’affollamento penitenziario un po’ è venuto meno rispetto a quello di due anni fa, che abbiamo raggiunto la soglia di 67 mila detenuti per 42 mila posti letto detentivi, oggi la situazione è migliorata però sono aumentati gli eventi critici…”

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Si è tenuta questa mattina, venerdì 17 giugno, la visita del segretario generale del SAPPE Dott. Capece, accompagnato dai segretari Regionali e Provinciali alla casa circondariale di Imperia dove hanno incontrato il personale della polizia penitenziaria. Dopo numerosi interventi da parte dei sindacati per denunciare le precarie condizioni di lavoro all’interno dell’istituto detentivo,  Capece ha voluto portare la vicinanza e la solidarietà del primo sindacato di polizia penitenziaria al reparto imperiese.

Siamo qui a Imperia – ha detto Capece a ImperiaPost – e oggi pomeriggio a Sanremo, perchè vogliamo stare vicino ai nostri colleghi. Capire da loro le esigenze e verificare la sicurezza nell’ambiente penitenziario e soprattutto per non far rischiare l’incolumità fisica ai nostri colleghi.

Noi denunciamo l’abbandono dell’amministrazione centrale. Quelli che sono gli istituti periferici come Imperia e Sanremo, hanno cambiato atteggiamento sulla sorveglianza detentiva, hanno abbassato i livelli di sicurezza, qui siamo sotto i livelli minimi e ci costringono ancora a far servizio negli istituti attuando un tipo di sorveglianza, detta “dinamica”, contrariamente a quella di prima che era una sorveglianza statica.

Non c’è più in stazione l’Agente di servizio fisso, che era un deterrente per i detenuti che commettevano atti di insubordinazione e reati. Oggi, col fatto che l’Agente non c’è più e che va a fare i salutari controlli, nelle stazioni vengono commessi reati che non sono più perseguibili, perchè l’Agente non li può rilevare.

Torniamo a ripristinare l’ordine e la disciplina, fermo restando che il problema dell’affollamento penitenziario un po’ è venuto meno rispetto a quello di due anni fa, che abbiamo raggiunto la soglia di 67 mila detenuti per 42 mila posti letto detentivi, oggi la situazione è migliorata però sono aumentati gli eventi critici, perchè non c’è più la presenza dell’Agente nelle stazioni detentive”.

Il Carcere di Imperia – spiega il segretario regionale Michele Lorenzo – rappresenta l’icona del degrado delle carceri liguri. In Ligura stiamo andando contro tendenza, così come a livello nazionale, se da un certo punto di vista in Italia si sta cercando lo sfollamento, nella Liguria aumenta il livello dei detenuti. Siamo arrivati a 1400.

La Liguria rappresenta Imperia con 92 detenuti a fronte di 65 posti disponibili e un organico di Polizia Penitenziaria che dovrebbe essere di 70 agenti, ne abbiamo 48 in servizio attivo.

La chiusura del Carcere di Savona ha portato proprio ad un aumento, ad una disorganizzazione, perche questi detenuti che prima erano gestiti da Savona, con la chiusura selvaggia del carcere, ha portato un’aumento ad Imperia.

C’è bisogno innanzitutto di una direzione che sia attenta ai problemi della Polizia Penitenziaria e qui a Imperia, purtroppo, non c’è questo genere di attenzione. Il direttore qui è assente, è presente solo due giorni alla settimana perchè gestisce anche Sanremo e poi non è attento alle problematiche sindacali. Rifiuta il dialogo sindacale.

Per questo noi siamo costretti a ricorrere alla commissione arbitraria. Il direttore deve accettare il dialogo sindacale.

Questo mix è negativo per la Polizia Penitenziaria. In questo momento Imperia sta vivendo un momento di dura criticità, con eventi critici, atti di aggressione da parte dei detenuti e altri aspetti negativi per la Polizia Penitenziaria.

È da rivedere sicuramente l’organizzazione del lavoro di Imperia. Decidersi effettivamente di mandare un direttore fisso a Imperia che gestisca e prenda cognizione delle vere responsabilità e criticità di questo istituto. Maggior impegno con il territorio, con gli enti locali, affinchè questi detenuti che hanno bisogno di cure mediche, psichiatriche o altre, vengano condotti fuori da Carcere. Quindi allentare la morsa di aggressività del Carcere.

Ridisegnare una nuova organizzazione del lavoro della Polizia Penitenziaria a Imperia è indispensabile. Oggi come oggi non si può più continuare di questo passo. Secondo me Imperia è già stata segnata da parecchi eventi critici. Voglio ricordare le drammatiche evasioni dovute non per incuria, ma proprio perchè la struttura del Carcere è necessaria di attenzioni. Non vogliamo ripeterci su quest’aspetto”.

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