GIOVANE INGEGNERE IMPERIESE ACCUSATO DI PEDOPORNOGRAFIA. SI VA VERSO LA CHIUSURA DELLE INDAGINI/LA RICOSTRUZIONE DELL’INCHIESTA

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E’ Diego Cantagallo, 33 anni, il giovane ingegnere, ex socio di studio del vicesindaco Giuseppe Zagarella, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. L’inchiesta ha preso il via la scorsa estate a seguito di un esposto/denuncia presentato da una collaboratrice occasionale dello studio.

LA RICOSTRUZIONE

Secondo quanto ricostruito ad oggi dagli inquirenti, la donna avrebbe scoperto i file, che ritrarrebbero bambini in atteggiamenti sessuali, all’interno del computer dell’ufficio di proprietà di Cantagallo.

All’epoca dei fatti Zagarella era stato da pochi giorni dimesso dall’Ospedale di Imperia a causa di un malore. La donna si sarebbe confrontata con i colleghi dello studio che a loro volta avrebbero contattato Zagarella per informarlo dei fatti. Un confronto che si sarebbe concluso con l’accordo di organizzare un incontro, appena il vicesindaco fosse rientrato al lavoro, per valutare il da farsi. Una riunione che però non avrebbe mai avuto luogo in quando la collaboratrice avrebbe presentato immediatamente la denuncia, rassegnando poi le dimissioni.

Il resto è storia, con il blitz della Squadra Mobile nell’ufficio di Zagarella e Cantagallo. Un blitz nel corso del quale gli agenti hanno effettivamente trovato i file all’interno del Pc di Cantagallo che, però, a riguardo, ne ha sempre negato la paternità, specificando di non conoscerne la provenienza.

Gli inquirenti (prima la Squdra Mobile, poi la Polizia Postale di Genova) da mesi sono al lavoro per cercare di capire da dove provengano i file e se Cantagallo li abbia o meno scaricati sul computer consapevolmente. Al contempo gli agenti stanno cercando di capire il ruolo di Zagarella, in quanto non solo socio di studio di Cantagallo (nel frattempo il giovane ingegnere, alla fine del 2016 ha lasciato lo studio, cambiando lavoro), ma anche amico di lunga data.

In particolare, gli inquirenti ipotizzano che Zagarella fosse a conoscenza dei file, ma che abbia poi deciso di non presentare denuncia per “coprire” il collega/amico . Ipotesi che il vicesindaco ha più volte respinto, spiegando non solo di non essere mai stato a conoscenza di file illegali nel computer di Cantagallo, ma anche di non credere che il collega/amico possa essersi reso protagonista di un reato così grave.

Da chiarire, inoltre, alcuni presunti tentativi di formattazione dei computer dell’ufficio. Ad opera di chi? E per quale motivo? Ma non solo, i file incriminati secondo gli inquirenti sarebbero stati scaricati su più computer e non solo sul pc di Cantagallo.

Un’inchiesta molto delicata, che dopo una proroga di sei mesi, volge al termine, con la chiusura delle indagini preliminari.