IMPERIA. EDILIZIA. ASSEMBLEA ANCE, IL PRESIDENTE LANTERI: “OCCORRE RIDARE DIGNITA’ E FIDUCIA ALLE AZIENDE DEL SETTORE”

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Lo scorso 9 settembre si è svolta l’Assemblea pubblica dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (A.N.C.E.) d’Imperia, volta ad analizzare la situazione del comparto edile e le possibili iniziative per l’inizio di un processo di ripresa, che ancora non si vede.

I lavori si sono svolti con la collaborazione del Dott. Mauro Salerno, giornalista de Il Sole 24 Ore, che ha moderato gli interventi del Geom. Olimpio Lanteri, Presidente di Ance Imperia, del Dott. Flavio Monosilio, Direttore del Centro Studi di ANCE Nazionale e dell’Ing. Edoardo Bianchi, Vice Presidente Nazionale, delegato alle opere pubbliche.

Sono intervenuti all’evento, oltre a numerose imprese del settore edile, l’Assessore Regionale Marco Scajola e alcuni rappresentanti delle più importanti civiche amministrazioni del territorio Imperiese.

“In primo luogo credo sia arrivato il momento di ridare dignità, fiducia e credibilità alle aziende del settore, perché troppo spesso il termine edilizia viene letto in termini dispregiativi e criminalizzato a prescindere – dice il Presidente di ANCE Imperia, Olimpio Lanteri – l’edilizia è, da sempre, un settore importantissimo nello scenario dell’economia nazionale, sia in termini di occupazione, sia quanto a produzione di ricchezza. Non si può più pensare, però, che un’impresa seria possa continuare ad operare in questo mercato e a queste condizioni, a dare lavoro ai propri dipendenti, a pagare le imposte, a soddisfare le stringenti richieste delle banche, quando non c’è lavoro”.

Il Vice Presidente Nazionale Bianchi ha ben rappresentato la situazione del settore dei lavori pubblici a cinque mesi dall’approvazione del nuovo codice degli appalti.

Ha concluso il Presidente di Ance Imperia, Olimpio Lanteri: “Auspichiamo nell’impegno delle Pubbliche Amministrazioni, locali e nazionali, ad ogni livello, affinchè si assumano la responsabilità del ruolo che ricoprono, per ridare valore e un futuro ad un Paese che fatica a guardare al domani”.