DIANO MARINA. IL DRAMMA DI MARIA TERESA. A 46 ANNI, CON TRE FIGLI, SENZA UNA CASA, SI ACCAMPA SOTTO IL COMUNE:”DA MESI DORMO PER STRADA”/LA STORIA

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Da due notti dorme su una sdraio di plastica a fianco del Palazzo Comunale di Diano Marina, dopo mesi di vita in strada senza fissa dimora. Questa è la travagliata storia di Maria Teresa Catalano, 46 anni, nata a Imperia e cresciuta a San Bartolomeo al Mare, che ora ha deciso di non muoversi più da quella panchina finché non avrà ottenuto gli aiuti necessari dalle istituzioni.

“Da gennaio sono senza una casa e ho passato questi mesi tra la stazione e le strade, – racconta a Imperiapost – ricevendo di tanto in tanto l’aiuto di qualche benefattore che mi permette di usare la lavatrice o il bagno. In questi 9 mesi ho passato momenti terribili e ho perso 20 chili. Ho tre figli, di cui due minorenni, che sono in Emilia Romagna con il mio ex marito. Gli assistenti sociali non intervengono e non sanno come risolvere la mia situazione. Io chiedo un lavoro e una sistemazione, il minimo necessario per vivere”.

Venendo da una storia familiare complicata, la signora si è ritrovata da sola, senza una casa dove andare. Dal 6 settembre ha ottenuto la residenza proprio in Via del Palazzo Comunale e si è sistemata su una panchina insieme ai suoi pochi effetti personali: due valigie, una scatola, un sacco contenente gli indumenti e una sdraio in plastica. Affissi sulla valigia più grande ci sono il documento che attesta la sua residenza in quella via e una lettera scritta di suo pugno.

“Dal 10/01/2016 io e la mia famiglia ci vediamo continuamente travolti in situazioni degeneranti, discriminanti, umilianti. – si legge nella lettera – La situazione è stata ampiamente denunciata a tutte le forze dell’ordine e ai servizi sociali”.

Nella mattinata di oggi Maria Teresa si è recata presso il Comune di Diano Marina chiedendo di essere ricevuta dal Vice Sindaco, ma, a suo dire, sarebbe stata “rimbalzata” senza ottenere risposte.

“Sono andata per l’appuntamento con il Vice Sindaco – racconta – ma mi ha mandato dalla responsabile dei servizi sociali Cristina Cellone. Ho provato a quel punto a incontrare l’assessore, ma mi è stato negato. Mi hanno consigliato poi di parlare direttamente con il Sindaco, ma non è stato possibile e mi hanno fatto di nuovo uscire per chiamare i servizi sociali. Sono rientrata facendo notare il cartello sulla porta che annuncia la possibilità di essere ricevuti per brevi appuntamenti e a quel punto mi hanno fatto lasciare il numero, anticipando però che il Sindaco giovedì non c’è. Che umanità!”

La burocrazia e il rimpallo di competenze non possono essere un alibi per la politica e per le istituzioni pagate per risolvere problematiche come questa. Nel 2016 una donna di 46 anni, con tre figli, senza una casa, non può e non deve essere costretta ad accamparsi per giorni sotto il comune, davanti alla polizia municipale, prima di essere ricevuta dai dirigenti e dalla politica. L’assessore ai servizi sociali Ennio Pelazza e la dirigente del settore Cristina Cellone si attivino con celerità, il freddo è alle porte, la vergogna è già arrivata. 

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A cura di Gaia Ammirati e Gabriele Piccardo