REGIONE LIGURIA. REFERENDUM COSTITUZIONALE. PAITA (PD):”UN SÌ PER DARE COMPIUTEZZA ALLA NOSTRA DEMOCRAZIA”/ECCO LE MOTIVAZIONI

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Questa mattina, nel corso della seduta monotematica del Consiglio dedicata al referendum costituzionale, gli interventi dei consiglieri regionali del Pd hanno fatto emergere con forza le ragioni del Sì alla riforma costituzionale

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Questa mattina, nel corso della seduta monotematica del Consiglio dedicata al referendum costituzionale, gli interventi dei consiglieri regionali del Pd hanno fatto emergere con forza le ragioni del Sì alla riforma costituzionale. 

“Una riforma che – scrive il Capogruppo del Partito Democratico, in Regione Liguria, Raffaella Paita – servirà a fornire autorevolezza e stabilità al nostro Paese, in un contesto internazionale che vede un’Europa invece sempre più debole.

Finalmente la lentezza delle norme,  i veri e propri mali storici con i quali il nostro Paese ha convissuto per trent’anni, potranno essere superati attraverso un Parlamento più snello e nelle condizioni di decidere e legiferare più velocemente.

Grazie a questa riforma inoltre il Senato potrà essere più rappresentativo del territorio e delle istanze che da esso proverranno grazie alla partecipazione dei sindaci e dei consiglieri regionali. A queste chiare e limpide ragioni si è opposto anche in Consiglio regionale un fronte del No accomunato solo dal desiderio di essere contro.

A cominciare dalle forze della destra che sostengono Toti e che in Parlamento avevano votato a favore di questa riforma, ricordiamo addirittura la proposta di attuare il presidenzialismo avanzata da Silvio Berlusconi.

Anche il no del M5S ci appare molto contraddittorio. Il Movimento da sempre professa di voler ridurre i costi della politica, salvo poi tirarsi indietro ogniqualvolta si prospetta l’occasione di mettere in pratica questo obiettivo. E’ chiaro che la riforma porterà con sé un’ampia riduzione di costi e “poltrone” che restituirà credibilità alle istituzioni. Ma i 5 Stelle dicono ancora una volta no. Un no strumentale e a prescindere. Al quale vogliamo opporre invece il nostro Sì. Un sì per dare compiutezza alla nostra democrazia”.

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