#IOVOTONO. UGO DIGHERO INTERVISTATO DAL COMITATO IMPERIESE: “ECCO PERCHÈ DOVREMMO TUTTI VOTARE NO AL REFERENDUM”

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Ugo Dighero ha dichiarato pubblicamente il suo sostegno al “NO” per questo Referendum Costituzionale previsto il 4 dicembre. Così il “Comitato Imperiese per il No” lo ha intervistato chiedendogli un suo punto di vista

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Ugo Dighero, comico e attore italiano, ha dichiarato pubblicamente il suo sostegno al “NO” per questo Referendum Costituzionale previsto il 4 dicembre. Così, a pochi giorni dalla chiusura della campagna, il “Comitato Imperiese per il No” lo ha intervistato chiedendogli un suo punto di vista su ciò che i cittadini sono chiamati a votare.

D: Gli appartenenti al “Sì” parlano di semplificazione di tutto il processo legislativo grazie alla riforma. Tu cosa ne pensi?

R: Prima di tutto chi appoggia questa riforma si basa sul fatto che c’è un “ping-pong” tra Senato e Camera ed è quindi tutta colpa del bicameralismo perfetto. In realtà i procedimenti sono abbastanza brevi e tutto questo ping-pong millantato non esiste poi veramente: basta vedere le attività della Camera per capirlo.

In secondo luogo Renzi ha rispolverato la teoria del “Partito dell’amore” e il “Partito dell’Odio” prendendo così come assioma assoluto che nel “Sì” e nel “No” vi sia il bene e il male. Questo è l’errore più grave che si possa fare, ma che in Italia purtroppo funziona benissimo, dimenticandoci del fatto che esiste un’ampia scala di grigi.

Ecco perché siamo tutti propensi a semplificare, nessuno è contrario, ma bisogna vedere come e a che prezzo. Se passa il “Sì”, è inutile che lo neghino, avremo un Senato non eletto dagli elettori, perché noi abbiamo votato degli assessori regionali per fargli fare ciò che fanno, non altro. Ve li immaginate in questa scenetta grottesca che con la loro valigetta vanno a Roma per due o tre giorni per parlare di alcune materie di cui non sanno nulla che già hanno mille casini dalle città e regioni da cui vengono?

In questo periodo storico purtroppo la politica usa le parole, ma non gli attribuisce il significato reale che hanno: si parla di semplificare, ma questa non è una semplificazione.

D: Ma a chi, proprio in merito al superamento del bicameralismo perfetto, parla di una riduzione dei costi?

R: Calcolatrice alla mano, bastava tagliare un pochino gli stipendi dei parlamentari per ottenere un risparmio. Non ci voleva poi molto altro.

 D: E dell’articolo 70 cosa ne pensi?

R: Se hai un anno di tempo, per leggerlo tutto bene, forse lo capisci. A parte gli scherzi, Renzi è della linea della JP Morgan, la banca americana che sostiene che la Costituzione ha tratti troppo socialisti e, alla base, non vogliono che il popolo gli complichi la vita obbligandoli a seguire la Costituzione e quindi la Democrazia.

 La Costituzione è l’elenco degli intenti che la Nazione deve seguire, a carattere generale. Ci dice chi siamo, da dove veniamo, cosa facciamo e cosa dovremmo fare dal punto di vista dei valori. Come puoi mettere all’interno di un testo che deve essere compreso da tutti, una legge di massima come l’articolo 70? Tradisce lo spirito del documento. Lo si può fare certo, ma nell’ambito delle leggi ordinarie, non in un testo come la Costituzione.

D: Dopo questa analisi quindi qual è il punto fondamentale per cui i cittadini dovrebbero votare no?

R: Gli italiani dovrebbero votare “NO” perché questa riforma leva i diritti ai cittadini e aumenta il potere di chi in quel momento è al potere e questo è pericoloso. Se dovesse salire al potere un politico particolarmente folle con la Costituzione così modificata, avrebbe praticamente carta bianca su ogni decisione e i problemi sarebbero dietro l’angolo”.

 Riproduzione Riservata

Fonte: Comitato Imperiese per il “No” al Referendum sulle modifiche costituzionali

 

 

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