IMPERIA. NIENTE TFR E TREDICESIME AI LAVORATORI EX TRADECO. IL CONSIGLIO BOCCIA LA MOZIONE DELLA MINORANZA E CHIAMA IN CAUSA LA CORTE DEI CONTI. POILLUCCI: “VERGOGNATEVI!”/IL CASO

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Niente Tfr e Tredicesime agli ex lavoratori della Tradeco nonostante l’ordinanza emessa dal Tribunale di Imperia. Questo il verdetto emesso questa sera dal Consiglio Comunale di Imperia. La maggioranza, compatta, ha bocciato la mozione presentata dalla minoranza che chiedeva al Comune di Imperia di “emettere i necessari atti amministrativi, anche contabili, affinché i provvedimenti di assegnazione emessi in favore dei lavoratori, vengano soddisfatti integralmente”.

Il Sindaco Carlo Capacci ha spiegato nell’aula consiliare, dove era presente anche una delegazione dei lavoratori ex Tradecoche il Comune ha deciso di chiedere un parere alla Corte dei Conti per essere certo di non incorrere in un eventuale danno erariale.

Il consigliere Piera Poillucci ha chiesto il voto nominale al termine del suo intervento. I voti favorevoli alla mozione sono arrivati dalla minoranza, compatta, a cui si sono aggiunti Paolo Re, Natalia Riccò (Imperia Cambia) e Giulia Gorlero (Gruppo Misto).

ROBERTO SALUZZO (Imperia di Tutti Imperia per Tutti)

“Il Comune non deve nulla a Tradeco e su questo siamo tutti d’accordo. I soldi sono di tutti i cittadini. Dove li andiamo a recuperare questi soldi se il Comune li anticipa ai lavoratori? Dalla Tradeco? Non è molto semplice. Abbiamo presentato un quesito alla Corte dei Conti. Se la Corte dei Conti ci dirà che dobbiamo pagare, pagheremo. Io ancora una volta vi consiglio una soluzione alternativa. Presentate un’istanza di fallimento. La Tradeco sta continuando a lavorare in diversi comuni. Non può permettersi di fallire, pagherà”.

CARLO CAPACCI (Sindaco di Imperia)

“Abbiamo verificato la situazione con gli uffici e permane una situazione di incertezza. Se procedessimo al pagamento di quanto richiesto dagli ex lavoratori Tradeco, potremmo creare un danno erariale. Abbiamo così deciso di rivolgerci all’unica fonte autorevole che può dirci se commetteremmo o meno un danno erariale, ovvero la Corte dei Conti. Vogliamo sapere se una sentenza non esecutiva possa o meno generare un debito fuori bilancio. Quando la Corte dei Conti risponderà noi ci sottometteremo. Se dirà di pagare, noi pagheremo.  Se invece, come pensiamo, pagando creeremo un danno erariale, non pagheremo. L’accordo con Tradeco sulla rescissione era molto chiaro e non prevedeva il pagamento del Tfr. I lavoratori hanno giustamente presentato i decreti ingiuntivi contro Tradeco ed è la dimostrazione che loro stessi sapevano e sanno ancora oggi che il debitore è Tradeco e non il Comune di Imperia. Somme da pignorare in questo Comune non ce ne sono. Il giudice ha interpretato la situazione in maniera diversa, probabilmente c’è stata qualche incomprensione nella documentazione che abbiamo depositato in Tribunale. I lavoratori avrebbero dovuto andarsi a prendere i soldi dove la Tradeco lavora ancora oggi. Per me è stato un errore tattico del legale che assiste i lavoratori. Se mi vuole querelare per queste parole lo faccia pure”.

GIANFRANCO GROSSO (Imperia Bene Comune)

“Questo Comune ha affrontato molte tematiche spinose, lasciando però sempre spazio alle sentenze. Il porto di Imperia è rimasto per anni in balia delle sentenze. Oggi finalmente, dopo anni, il Comune ha deciso di affidare il porto alla Go Imperia e di far cadere la concessione demaniale in capo alla Porto di Imperia Spa nonostante il Consiglio di Stato debba ancora pronunciarsi. Il parere della Corte dei Conti credo anche io che sia necessario. Però vorrei capire, perché il Comune quando si è accordato per 6.5 milioni di euro sulla transazione con la Assicurazioni Generali per l’escussione delle fideiussioni a garanzia della realizzazione delle opere a scomputo del porto non si è preoccupato di creare un danno erariale?”.

PAOLO RE (Imperia Cambia) 

“Questa amministrazione secondo me non vuole pagare perché non gli interessa, perché ha altre priorità. Dal punto di vista giuridico, si può e si deve pagare. Non mi è piaciuto poi il discorso del Sindaco. Ha parlato di sottomissione al parere della Corte dei Conti, credo che invece avrebbe dovuto dire ‘saremo contenti di pagare se la Corte dei Conti dirà che dobbiamo pagare'”.

GIANFRANCA MEZZERA (Partito Democratico)

“Guardatevi intorno, perché probabilmente passando per altre strade questi soldi avreste già potuto prenderli, pignorando conti correnti bancari, facendo un’istanza di fallimento, andando in quei comuni dove la Tradeco lavora ancora oggi. Se la Corte dei Conti ci dirà che dobbiamo pagare,  pagheremo, ma al momento non siamo d’accordo. Vogliamo fare le cose per bene, nel rispetto delle leggi. Se la Corte dei Conti ci darà che dobbiamo pagare, noi pagheremo, verremo in consiglio e voteremo una variazione di bilancio. Ora il Comune non ha soldi per saldare i debiti, ma ha un fondo di riserva, che è una cosa diversa”.

PIERA POILLUCCI (Forza Italia)

“Per l’ennesima volta sbattete la porta in faccia a chi viene a chiedere i soldi che gli spettano. Come avete potuto pensare che chi non pagava gli stipendi avrebbe potuto pagare i Tfr? Ma non provate vergogna? Vergognatevi!”.

Al termine della discussione in consiglio, amaro il commento della sindacalista Uil Luigi La Marca.

“Voglio ringraziare il consigliere Poillucci che ha portato la mozione e tutti i consiglieri di minoranza che hanno votato la mozione a favore dei lavoratori ex Tradeco – ha detto La Marca – Vorrei precisare una cosa: nell’aula si è parlato di Tfr, è assolutamente non veritiero perché noi parliamo di retribuzione della busta paga, in quanto il tfr è stato destinato alla forma di pensione complementare e dal 1 luglio 2007 il tfr viene considerato contribuzione e non retribuzione. La discussione del tfr l’abbiamo davanti al giudice Saccone a luglio 2017 e vede come parte in causa solo la Tradeco, non il Comune. Queste sono cifre che i giudici Saccone, De Martino e Drago ci hanno assegnato sul Comune di Imperia in quanto comune capofila. Noi avevamo agito sui trentaquattro Comuni del comprensorio imperiese, i Comuni che hanno manifestato la volontà di pagare ci hanno pagato, altri ci hanno fatto opposizione e qualche Comune ha fatto la delibera e si è rimesso i soldi in tasca, e il giudice della sezione lavoro ha stabilito che nel Comune di Imperia c’erano i soldi da dare a Tradeco e li ha assegnati a 53 lavoratori ex Tradeco”.

“Parere della Corte dei Conti? E’ l’ennesimo escamotage per prendere tempo. Loro lo sanno che ci devono pagare. Ieri in tribunale si sono presentati otto avvocati, l’avvocato anche offendendo anche un lavoratore. Non bisogna assolutamente offendere la dignità dei lavoratori”.

Il 16 gennaio si deciderà sul pignoramento esecutivo verso la ‘Generali’, in quanto la Generali ha pagato il 21 ottobre il Comune di Imperia nonostante ci fossero i decreti ingiuntivi esecutivi nei loro confronti”.