DIANO MARINA. PROCESSO ALL’EX ASSESSORE MANITTA. SFILANO IN AULA I TESTIMONI DELL’ACCUSA:”FU PARRELLA A SEGNALARCI…”/L’UDIENZA

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Il collegio ha rinviato al prossimo 2 marzo l’audizione dei testi Parrella e Belardi.

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Imperia – Entra nel vivo il processo che vede imputato con l’accusa di peculato, abuso d’ufficio e falso l’ex assessore (oggi consigliere, ndr) del comune di Diano Marina Bruno Manitta. A processo con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato anche tre dipendenti comunali: Alberto Calcagno, Riccardo Pizzorno e Fabio Tallone. Questa mattina sono sfilati dinnanzi al collegio composto dai giudici Aschero, Bonsignorio e Lungaro i primi testimoni citati dall’accusa sostenuta dal sostituto Procuratore Alessandro Bogliolo tra cui due Carabinieri della stazione di Diano Marina, Gabriele Martelli e Mario Mosello oltre agli agenti della squadra mobile di Imperia, Viviana Malco, Fabio Ballabeni, Antonio Frusciante e Antonio Russo che hanno condotto le indagini.

Secondo l’accusa i tre avrebbero effettuato lavori “extra” a privati durante l’orario di lavoro utilizzando i mezzi e i materiali del Comune dietro compenso. Nel dettaglio, avrebbero riparato i guasti alle fogne per conto di privati, compresi spurghi e allacciamenti, in orario di lavoro. 

LE DEPOSIZIONI:

Maresciallo Capo Marelli Gabriele (Carabinieri): “Una fonte confidenziale si è presentata in caserma raccontandoci che durante gli orari di servizio degli operai, oltre le fogne del comune gli interventi si estendevano ai privati. Nei servizi di osservazione ricordo il 23 aprile 2012 dove ci siamo recati in corso Roma 197-199 dove vi era la presenza del furgoncino del comune in dotazione agli operai per lo spurgo delle fogne. Abbiamo potuto notare Marino Roberto, ex dipendente del settore manutenzione. Abbiamo notato Marino parlare con dei privati della palazzina e poi raggiungere il mezzo con un operaio, Pizzorno che con Marino visionavano il problema e provavano a risolverlo. Pizzorno la stessa mattina era occupato in lavori sulla passeggiata di Sant’anna poi il furgone è tornato e hanno fatto l’intervento con il mezzo e gli attrezzi presenti sul mezzo. Ricordo dei tubi e strumenti per sollevare il tombino. 

Il 26 aprile ero libero dal servizio e stavo transitando nella stessa zona, in corso Roma e anche in quella situazione lì ho notato la presenza del furgoncino e di Pizzorno che è entrato e uscito dal palazzoL’8 maggio stavo rientrando in caserma in via Generale Ardoino davanti all’eden Park e il Pantarei avevo notato il furgoncino. Pizzorno con Tallone Fabio e una terza persona che sembrava essere appartenente ad una ditta di spurghi ma non è stato identificato”.

Il 30 aprirle 2012, durante i servizi non è stata notata la presenza di Manitta ma la fonte confidenziale ci ha parlato di un suo coinvolgimento. Abbiamo notato che davanti alla nostra caserma vi era una fuoriuscita del materiale fognario intervenuto Manitta e Pizzorno. Mi hanno chiamato fuori perché il tombino era privato e loro non potevano intervenire. Io poi chiesi un intervento al mio comandante che chiamo una ditta privata. I rappresentanti di condominio e privati sono stati sentiti”. 

Brigadiere Mario Mossello – stazione Carabinieri Diano Marina:

“Mi ricordo di aver fatto due osservazioni. Il 7-8 maggio sulla via Aurelia, come pattuglia, vedemmo il camion sulla strada che faceva operazioni di spurgo fognario. Il camion era della ditta EcoLiguria. Il 27 giugno sono stato mandato in via Bobine e vedemmo il mezzo dell’amministrazione comunale che faceva lavori sulle fogne vicino ad una villetta. In quell’occasione scattammo delle fotografie dove si vede l’operaio che lavorava. Alle ore 12 in via Nino Bixio lo stesso mezzo operava con l’operaio. Ho sentito a verbale diverse persone a Diano Marina, erano privati cittadini che come consuetudine quando avevano problemi sulla rete fognaria si rivolgevano al comune e a vari soggetti che lavoravano per l’Ente”. 

L’avvocato di Manitta, Roberto Trevia, ha chiesto e ottenuto che i rilievi effettuati dai due militari non fossero acquisiti dal collegio giudicante in quanto si riferiscono al periodo prima dei fatti contestati nel capo di imputazione (dal luglio del 2012 in poi, ndr). Il collegio ha però acconsentito all’acquisizione del materiale fotografico presentato dal Pubblico Ministero. 
Squadra Mobile di Imperia – Malco Viviana.

Il tutto è iniziato a seguito della segnalazione della polizia municipale di Diano Marina. (fine 2012 e inizio di 2013). Inoltre una fonte confidenziale ci dice che da molti anni gli operai, per prassi spurgavano fogne anche presso condomini e abitazioni private in cambio di denaro, da poche decine di euro e 100 euro. Sentiamo a verbale un operaio che non era coinvolto da questo esposto, poi l’ing Volpara e diamo vita all’attività di intercettazione e poi posizioniamo un Gps sul un mezzo del settore fognario.
Sono emersi elementi a seguito delle intercettazioni per Pizzorno che aveva in uso un’ape del comune sulla quale abbiamo messo Gps.

L’operaio andava a prendere l’ape nel deposito e rientrava a casa dove stava per 45 minuti circa, poi insieme ad un altro collega andavano verso il luogo di lavoro. In più giornate notammo che entrava in casa intorno ai 45 minuti poi tornava e prendeva servizio con il collega Bresciano, facevano interventi sulle strade. L’attività di osservazione e di pedinamento si è protratta in diversi giorni e così abbiamo notato che si recava per esempio al Conad nel quale ha fatto la spesa. Si è recato al bancomat e a pagare l’assicurazione e poi andava a comprare il pane per poi tornare a casa per alcuni minuti. A volte andava al cimitero per riparare la tomba del padre. Andò anche al negozio di biciclette per esempio. Una volta andò a San Bartolomeo o Cervo ad acquistare qualcosa.

Tallone e Calcagno, guidavano una autopompa per spurgare e si recavano in proprietà private. A volte venivano contattati da rappresentati condominiali e altre volte dall’assessore Manitta. Tutti gli interventi erano svolti all’interno dell’orario di servizio e venivano utilizzati i mezzi del comune. Dalle intercettazioni telefoniche emerse che Manitta richiese l’intervento, tutti gli amministratori di condominio confermarono la stessa circostanza.

Tutto nasce dalla segnalazione sulla segnaletica abusiva in via Anguille dove Manitta possiede un magazzino. Il riferimento dell’ordinanza comunale 244 non esisteva e sulla via era presente un cartello di divieto di sosta per lavori. Non c’era nessuna ordinanza. La polizia municipale, l’allora vice comandante Parrella ci segnalò questa circostanza, gli operai che effettuavano i lavori in questa proprietà di Manitta utilizzavano un mezzo di Eco Liguria gestita da Davide Bracari. Trasportavano il materiale sul furgone, veniva prelevato nel deposito del comune e trasportato nel magazzino. Parrella ci porta le foto nell’agosto del 2012 quando è stata messa la segnaletica falsa. Poi Cali Michele effettuo dei lavori in seguito, alcuni mesi dopo. Avanzarono delle travi e Manitta chiede a Calcagno, “ti interessano? Le vuoi prendere? E lui le prese”.

Nessuno lo consegnava il materiale, era un deposito a cielo aperto, entravano con il furgone e caricavano la merce.
Manitta trattava direttamente con gli operai e spesso le cose venivano nascoste a Volpara che si stava apprestando a dare in appalto la gestione del servizio di spurgo delle fogne a EcoLiguria ma Manitta, Calì e Bracari si erano già accordati sui lavori e sull’importo. Volpara era all’oscuro di tutto come per esempio del fatto che pulire via Capocaccia avrebbe garantito un miglior deflusso delle acque, ciò gli venne nascosto. Dalle intercettazioni emerse che il cognato di Calcagno prese in prestito una saldatrice. Manitta veniva informato dagli operai di tutto quello che facevano e lui diceva sempre di sì. 
Abbiamo acquisito documentazione in comune, le presenze e gli ordini di servizio degli operai: Tallone, Calcagno e Pizzorno che ci diede la conferma che i dipendenti erano in servizio. Acquisimmo anche le ordinanze che ci permise di capire che quella sul cartello era inesistente. 
Dalle intercettazioni era emerso che nell’occasione delle potature Manitta chiese a Calcagno se volesse prendersi la legna frutto delle potature e lui accettó. Calcagno fece più di un viaggio. Un cittadino che ha assistito alle operazioni chiese a Manitta se poteva prendere del legname e manitta chiese di dare una mancia agli operai. Gli interventi furono fatti in: Via Bea, Via Capocaccia, dalle suore della Misericordia. I lavori da Manitta li ha fatti Cali che è un ex dipendente della EcoLiguria. 
Sono stati fatti i lavori a Luglio/Agosto 2012, c’era il cartello e arriviamo a fare le indagini a febbraio/marzo nell’anno successivo in cui ci sono dei lavori in corso. Via Anguille c’è un condominio, gli unici lavori erano all’interno del magazzino cosa confermata da Parrella”. 

L’addetto alle fogne è Tallone ma alcune volte Calcagno era insieme a Tallone, lo dico in base alle intercettazioni telefoniche”. Non ricordo in che occasione Calcagno ma l’11 febbraio del 2013 c’è un intervento, poi non concluso, e si rapporta con Manitta. Pizzorno aveva un orario di lavoro 7-13 con dei rientri pomeridiani. Lavorava insieme a Bresciano, si occupavano della segnaletica verticale e orizzontale e della manutenzione delle strade. Non ero presente alle osservazioni, è un’attività svolta dai miei colleghi”. 

ASS. Antonio Frusciante:

“Il Gps serviva per localizzare il mezzo. Ricordo di essermi recato recato a Diano Marina per verificare una situazione non appena appreso dalle intercettazioni telefoniche. Due operai si stavano recando su un intervento della rete fognaria di un hotel, Villa Gioiosa di Diano Marina, ma quando sono arrivato non ho visto operai. Pizzorno nelle circostanze in cui attaccava a lavorare alle 7m era da solo poi era con qualcuno eseguiva gli interventi. Una volta è entrato nel negozio e ha acquistato della merce nel banco frigo e poi è entrato in uno stabile in via Capocaccia”.

Assistente capo Antonio Russo squadra mobile:

“Il 14 febbraio 2013 dopo aver ascoltato intercettazioni mi sono recato in via Brae c’è stato un guasto alla rete fognaria. Io arrivai un po’ in ritardo, arrivavo da Imperia. Una volta sul posto trovai due condomini che avevano problemi, c’era Tallone e Ballone Domenico. Ballone il giorno prima di era recato al deposito comunale e aveva preso in prestito delle molle e Tallone gliele diede. Poi intervenì il canal jet e riuscirono a risolvere il problema.

Il 22 febbraio su via dei Giacinti, sulla strada c’era il canal Jet e in uno spiazzo c’era Manitta, Pizzorno e un amministratore di condominio. Dopo Pizzorno è uscito dal palazzo e a bordo del canal jet, fece retromarcia ed entrò all’interno del condominio. Manitta e Pizzorno operavano. Durante l’orario di servizio, dopo il timbramento del cartellino a volte tornava a casa o portava il pane alla madre”.

Ispettore Fabio Ballabeni:

Il 27 novembre del 2012 Pizzorno doveva prendere servizio alle 7. Si è recato con la sua vettura privata presso il deposito e poi ha preso un’ape ed è tornato a casa per 45 minuti, poi a volte andava a prendere il pane. Una volta è andato presso un’assicurazione.
Era in servizio quel giorno, ricordo che presso il loro magazzino hanno la possibilità di timbrare il cartellino. Abbiamo intercettato i numeri di Manitta da giugno 2012 a febbraio del 2013. Pizzorno fece circa 170 chiamate verso Manitta e quest’utlimo ne fece 130 verso Pizzorno. Tra i due c’era un rapporto confidenziale. Ho fatto la perquisizione presso la EcoLiguria”.

Il collegio ha rinviato al prossimo 2 marzo l’audizione dei testi Parrella e Belardi. 

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