IMPERIA. GIORNO DELLA MEMORIA. VENERDÌ 27 GENNAIO ALLA CAMERA DI COMMERCIO L’ESIBIZIONE DEL CORO DI VOCI BIANCHE DELLA SCUOLA NAZARIO SAURO/IL PROGRAMMA

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Il 27 gennaio alle ore 18,15 nell’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia il “Coro Voci Bianche Nazario Sauro – Imperia”, diretto da Margherita Davico, presenta, per la Giornata della Memoria, l’operina musicale …

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Il 27 gennaio alle ore 18,15 nell’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia il “Coro Voci Bianche Nazario Sauro – Imperia”, diretto da Margherita Davico, presenta, per la Giornata della Memoria, l’operina musicale “Brundibar” di Hans Krasa.

La rappresentazione dell’operina è stata organizzata dall‘Associazione Musicale MusicArtemia che ha firmato con l’I.C. Nazario Sauro di Imperia una convenzione per l’attività corale e sarà realizzata grazie all’intervento del sig. Prefetto dr. Silvana Tizzano e del Sindaco di Imperia ing. Carlo Capacci.

La serata è presentata dall’attore, cantautore Eugenio Ripepi

  • pianoforte: M° Luisa Repola
  • flauto: Aurora Pulinetti
  • fisarmonica: Claudio Ardissone
  • curatrice dei dialoghi: Bruna Carlevaris
  • scenografia: Marcello Olivieri
  • costumi: Alessandra Carlotto e Irene Magurno
  • amplificazione suoni: Piero & Walter Saglietto – Fondo di Solidarietà Daniele Leone

“Brundibár, opera per bambini e con bambini, scritta a Praga, terminata e ripetutamente rappresentata nel campo di concentramento di Terezín, rappresenta il punto più alto di un processo artistico vissuto dagli artisti presenti nella città/ fortezza a trenta chilometri da Praga ove i Nazisti deportarono milioni di ebrei dell’Est. A Terezín la lotta quotidiana per la sopravvivenza assunse le forme di un’utopia possibile in cui l’arte diventò medicina per anime violate dall’azione del Male. Brundibár, con la sua piccola storia dei due ragazzini che cercano latte per la loro mamma e che arrivano in una città dominata dal terribile Brundibár, è così spettralmente testimonianza della realtà che si stava vivendo. Brundibár è metafora di un mondo degli adulti devastato dal Male in cui i bambini possono agire a favore del Bene con l’amicizia e la solidarietà. Scritta da Hans Krása prima del suo internamento a Terezín e successivamente messa in scena all’interno del campo, per volere delle stesse autorità naziste che in essa vedevano un’operazione di promozione di Terezín come di una città modello per la vita degli ebrei, Brundibár va oltre la situazione contingente e diviene simbolo di vita, al di là del suo valore artistico, seppur alto.”

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