IMPERIA. PROTESTA DEI FORCONI. TRENITALIA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE AL PROCESSO. RICHIESTA DANNI DA 29 MILA EURO/L’UDIENZA

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La maggior parte degli indagati, attraverso i loro legali, hanno annunciato di voler patteggiare mentre solo 3 affronteranno il rito ordinario nel caso in cui il giudice Luppi disporrà il rinvio a giudizio.

 

 

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Trenitalia si è costituita parte civile nel procedimento penale che vede coinvolte 21 persone che nella giornata del 9 dicembre del 2013 avevano bloccato il traffico ferroviario nell’ambito della manifestazione denominata “Forconi”. E’ successo questa mattina dinnanzi al giudice per l’udienza preliminare Paolo Luppi che ha derubricato, in accordo con il Pubblico Ministero Lorenzo Fornace, il reato di blocco ferroviario in “interruzione di pubblico servizio” consentendo agli indagati di scegliere alcuni riti alternativi come il patteggiamento e la messa alla prova. In 21 sono accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, lesione personale, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

Tra gli indagati, 16 sono accusati di interruzione di pubblico servizio, appunto, per essersi seduti sui binari della stazione di Oneglia, interrompendo di fatto la circolazione dei treni. In particolare, nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari si legge che: “in concorso tra loro e con altri ignoti compartecipi, collocavano le proprie persone in corrispondenza dei binari ferroviari, ovvero in loro stretta prossimità, posti all’interno del perimetro della stazione ferroviaria di Imperia Oneglia in modo da impedire la circolazione dei treni dalle ore 11.55 alle ore 17.30 del 9 dicembre”.

Trenitalia ha chiesto un risarcimento danni pari a 29 mila euro. La maggior parte degli indagati, attraverso i loro legali, hanno annunciato di voler patteggiare mentre solo 3 affronteranno il rito ordinario nel caso in cui il giudice Luppi disporrà il rinvio a giudizio. 

Tra le accuse figurano anche lesioni (due traumi contusivi) e minacce agli agenti di Polizia, tra le quali “vi bruciamo con la benzina” e “se ti togli il casco e la divisa andiamo dietro e ti ammazzo di botte…”, e il blocco di una macchina con a bordo una donna  ”colpendo la carrozzeria con calci e pugni” e intimando alla conducente di scendere dall’auto “aprendo la portiere lato guida, afferrandola e cercando di estrarla con la forza dall’abitacolo”.

L’udienza è stata rinviata al prossimo 20 marzo.

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