Home, Imperia — 5 marzo 2017 alle 09:38

IMPERIA. IL VESCOVO BORGHETTI RICHIAMA ALL’ORDINE PARROCI E FEDELI:”DILAGANTE CULTURA DEL TALK SHOW, NON SI APPLAUDE DURANTE LA MESSA”/ IL CASO

Un vero e proprio vedemecum con il quale Borghetti richiama i fedeli ma anche i Parroci a una maggiore sobrietà durante le funzioni religiose e “per “correggere” alcuni elementi rituali entrati nell’uso affinché le celebrazioni liturgiche si svolgano con più ordine ed armonia”.

di Redazione

BORGHETTI PRO

“…mi limito a consegnare al presbiterio ed ai fedeli impegnati nell’animazione liturgica un semplice pro memoria su alcuni aspetti particolari dell’ordinamento rituale delle celebrazioni liturgiche con speciale riferimento a quella eucaristica, nell’attesa di poter arrivare ad un vero e proprio Direttorio liturgico-pastorale che abbracci tutto l’ambito celebrativo”. Il Vescovo della Diocesi Imperia-Albenga Guglielmo Borghetti ha inviato ai Parrocci e ai fedeli un documento per “regolamentare” le celebrazioni liturgiche. 

Un vero e proprio vedemecum con il quale Borghetti richiama i fedeli ma anche i Parroci a una maggiore sobrietà durante le funzioni religiose e “per “correggere” alcuni elementi rituali entrati nell’uso affinché le celebrazioni liturgiche si svolgano con più ordine ed armonia”.

Per quanto riguarda la lingua in cui celebrare la messa: “Sono da rigettarsi tutte le forme di commistione di forma ordinaria e forma extraordinaria (“celebrazioni pipistrello: un po’ di questo e un po’ di quello”). La purezza e la dignità dei due usi del medesimo Rito deve essere rispettata assolutamente: niente manipoli, niente catafalchi, niente ‘bugie’, nessuna ‘Messa in terzo’ con uso improprio di dalmatiche da parte di presbiteri e laici, eccetera. “Si mantenga la fedeltà ai libri liturgici e all’osservanza delle norme in essi contenute, nel rispetto dei testi eucologici come anche dei riti e delle cerimonie. Non vi siano pertanto, ribadisco, mescolanze tra la forma ordinaria e la forma straordinaria del rito romano3 . Libri liturgici. È necessario che le Parrocchie posseggano i libri liturgici (Messale, Lezionario, Rituali) approvati, anzitutto quelli tipici della Liturgia parrocchiale (Rito del Battesimo, Confermazione, Rito dell’Iniziazione Cristiana degli adulti, Rito della Penitenza, Rito del Matrimonio, Rito dell’Unzione e cura pastorale degli infermi, Rito delle esequie, Benedizionale).

IL SILENZIO:

“Il sacro silenzio. Importante recuperare il sacro silenzio come parte della celebrazione. Esiste purtroppo una sorta di horror vacui, terrore del vuoto e del silenzio e si tende a riempire; il silenzio è elemento celebrativo. Durante l’atto penitenziale e dopo l’invito alla preghiera aiuta il raccoglimento; dopo le letture e l’omelia è richiamo a meditare ed interiorizzare brevemente ciò che si è ascoltato, dopo la comunione favorisce la preghiera interiore di lode e di ringraziamento”.

I DONI:

“La presentazione dei doni nella Messa. Si evitino l’introduzione di doni simbolici, si raccomanda piuttosto una sobrietà e purezza del gesto, che prevede la presentazione del pane, del vino e dell’acqua per la Celebrazione dell’Eucaristia ed eventuali offerte per i poveri o per la Chiesa. Il calice non si presenta se non contenente il vino per la consacrazione”.

IL SEGNO DI PACE E LA COMUNIONE.

Il Rito della Pace. Lo scambio del segno di pace prima della Frazione del pane sia sobrio. Il celebrante eviti di lasciare il presbiterio per dare la pace ad alcuni fedeli nella navata. Il Vescovo scambia il segno della pace con i concelebranti principali ed, eventualmente, con i diaconi che immediatamente lo assistono. Come di recente ricordato dalla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, non esiste un canto specifico per lo scambio del Segno di pace; dove fosse consuetudine, si interrompa. Modo di ricevere la Santa Comunione. Si ricorda che per ricevere degnamente la Santa Comunione, oltre le disposizioni interiori (essere in stato di grazia, digiuno di almeno un’ora, sapere chi vado a ricevere), il fedele si può accostare in ginocchio ricevendo la Comunione sulla lingua oppure in piedi ricevendo l’Eucarestia direttamente in bocca oppure sulla mano.

È bene che i sacerdoti mediante opportuna catechesi istruiscano i fedeli sul significato che esprimono queste tre forme. Si renda il fedele capace di discernere la forma più adatta alla propria sensibilità senza imporne una piuttosto che un’altra. Fuori luogo il ripristino delle balaustre dove fossero state tolte legittimamente, dove non vi fossero mai state ed inopportuno l’adornarle. Chi sceglie di ricevere la Santa Comunione in ginocchio lo faccia davanti al Ministro che la distribuisce”.

GLI APPLAUSI:

Una dilagante cultura dello spettacolo e del talk show ha favorito il moltiplicarsi degli applausi in Chiesa specialmente durante le celebrazioni; se occorre il buon senso per evitare brusche interruzioni seccate e scortesi, è ancor più vero riscoprire la necessità di educare ad evitare gli applausi, lasciandoli ai tempi e luoghi successivi al contesto celebrativo”.

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