Home, Imperia — 11 marzo 2017 alle 07:43

ANDREA E ALESSIA, DA IMPERIA A ZANZIBAR PER ORGANIZZARE SAFARI ESCLUSIVI:”I NOSTRI PERCORSI PORTAVANO ALTROVE, POI…”/LA STORIA

Sono partiti insieme da Imperia nel 2013, con grande passione e determinazione, sono arrivati in Tanzania e ora, dopo 4 anni, sono nel pieno di un’avventura imprenditoriale nel cuore dell’Africa.

di Gaia Ammirati

zanzibar_storia

Quella che raccontiamo oggi è una storia che non si sente tutti i giorni. Partiti insieme da Imperia nel 2013, con grande passione e determinazione, sono arrivati in Tanzania e ora, dopo 4 anni, sono nel pieno di un’avventura imprenditoriale nel cuore dell’Africa.

Parliamo di Alessia Lo Cascio, 33 anni, e Andrea Boero, 40 anni, entrambi imperiesi, che hanno deciso di dare una svolta alla propria vita e  di avviare una società a Zanzibar, organizzando tour e safari esclusivi e, parallelamente, offrendo servizi di aviazione privata. Un impegno a 360 gradi, che richiede molti sacrifici, ma offre infinite soddisfazioni.

RACCONTATECI DI CHE COSA VI OCCUPATE OGNI GIORNO.

“Organizziamo safari esclusivi e ricercati - racconta Alessia – attraverso la nostra società Luxury Short Safari. Sono soprattutto esperienze di breve durata, da 24 ore a massimo 2 notti, da utilizzare come accessorio alle permanenze in hotel. Siamo infatti patner con brand molto importanti e trattiamo con clienti di alto profilo. Abbiamo avuto a che fare con la famiglia reale del Qatar e molte altre celebrità. Operiamo anche come concierge, occupandoci di ogni cosa per il cliente, dall’arrivo alla partenza. Abbiamo uno staff preparato e competente, che offre servizi e performance elevate. Siamo orgogliosi di poter dire che sono tutte persone laureate in Tanzania e altamente qualificate”.

“In seguito- spiega Andrea - abbiamo creato un altro brand “Premium Charter Service”, che si occupa di aviazione privata e brokeraggio aereo. Di questo mi occupo più da vicino io, mentre Alessia si dedica ai pacchetti viaggio e al concierge. Il mondo dell’aviazione ci ha spalancato altre infinite porte e la nostra società cresce”.

I VOSTRI TOUR SONO INCREDIBILMENTE ESCLUSIVI E PARTICOLARI. CI FATE QUALCHE ESEMPIO DI ESPERIENZA INDIMENTICABILE?

“Ci concentriamo sia sulla struttura di accoglienza, essendo patner con le migliori del paese, sia sulle attività personalizzate. Organizziamo safari suggestivi e entusiasmanti, a contatto con la natura selvaggia e gli animali in libertà, accompagnati da guide esperte. Oltre ai safari, offriamo attività di tutti i tipi, sempre ricercate, come il tennis nella riserva di Selous, l’incredibile tour della savana su una mongolfiera, o ancora lo yoga nel parco. Per non parlare delle spiagge paradisiache e delle crociere al tramonto. Potremmo andare avanti ancora per molto ad elencare cosa si può fare qui. Quello che vogliamo è che qualsiasi cosa il cliente scelga, vada via portando con sè delle esperienze indimenticabili e uniche”.

È STATO DIFFICILE APRIRE UNA SOCIETÀ IN AFRICA?

“Non quanto si possa pensare. Abbiamo creato la società con 1oo% capitale straniero. La difficoltà più grande è stata la parte burocratica, molto lunga, poichè qui in Africa sono necessari un sacco di “requirements”. Per aprire qualcosa devi avere tutte le carte in regola, dalla fedina penale pulita al domicilio, dal conto in banca al permesso di lavoro. Un’altra cosa è non farsi ingannare da ciò che sembra facile. Non è tutto oro ciò che luccica. L’Africa è un territorio meraviglioso, ricco di opportunità. Ma non bisogna farsi abbindolare. Sebbene ci sia controllo, a volte sembra di essere in un paese senza regole e molto aggressivo. Quindi bisogna stare molto attenti”.

SIETE RIUSCITI AD AVVIARE UN’ATTIVITÀ DI SUCCESSO DA SOLI IN UN PAESE STRANIERO. QUAL È IL VOSTRO SEGRETO?

“Il nostro segreto è rimanere sempre concentrati. Molte persone che sono venute qui come noi, con l’intento di avviare qualcosa, si sono poi perse, allontanandosi dagli obiettivi. L’Africa è cara, non puoi pensare di venir qui e cavartela con un lavoretto sulla spiaggia. La sanità non è come in Europa, hai bisogno di una polizza personale, costosissima. Se vuoi arrivare alla tua meta, quindi, non devi farti distrarre, ma pensare sempre a come incrementare la tua società, come ampliare gli orizzonti, non puoi vivere alla giornata”.

QUALCUNO SI DOMANDERÀ: COME SIETE FINITI PROPRIO A ZANZIBAR?

“Bazzicavo già da queste parti quando ero tour operator - spiega Andrea – poi mi sono staccato dalla società, sono stato a Imperia per un po’ e con Alessia abbiamo deciso di creare un’attività tutta nostra in questi territori africani che conoscevo già. In realtà vengo da studi diversi. Ho fatto il liceo Classico a Imperia e poi un anno di Giurisprudenza. Poi però nel ’92 sono partito come animatore per Santo Domingo e da lì ho iniziato a girare il mondo, come assistente turistico e ho anche diretto un grande Resort a Santo Domingo. Qui in Tanzania abbiamo visto un’opportunità lavorativa, un grande spazio di manovra nel turismo e ci siamo buttati”.

“Anche io avevo iniziato un’altra strada - racconta Alessia – ho fatto le Magistrali a Imperia e poi mi sono laureata a Firenze in Psicologia del lavoro e organizzazione, per lavorare nella selezione del personale. La mia idea era quella di lavorare nelle catene alberghiere, una cosa in linea con l’attività della mia famiglia. Dopo l’università sono andata a Londra per un master in hospitality e hotel management. Ho lavorato per una grande catena alberghiera nella zona più esclusiva di Londra. Dopo 1 anno e mezzo però sono tornata in Italia, avevo bisogno di sole. Ho lavorato lì per qualche mese, ma poi, frequentando Andrea, abbiamo deciso di unire le nostre forze e venire qui a Zanzibar”.

COSA VI MANCA DELL’ITALIA?

“Il mangiare! - esclama subito Alessia - ma non solo. Siamo consapevoli che l’Italia è il paese più bello del mondo. Ci manca il nostro modo di vivere. Qui la società è multiculturale, convivi con comunità arabe, africane, indiane, cinesi, britsh. Ti manca quella sorta di “vivere comodo”. Qui non ci sono tante cose a cui siamo abituati in Italia, a cominciare dalla sanità”.

AVETE SCELTO ZANZIBAR ANCHE COME LUOGO PER IL VOSTRO MATRIMONIO. COME MAI?

“Sì ci siamo sposati qui a settembre dell’anno scorso, in una chiesa a Zanzibar. Abbiamo pensato di farlo qui per essere “politically correct”. Abbiamo la nostra attività qui, la nostra vita, quindi è giusto che anche il nostro matrimonio sia registrato qui”.

COSA AVETE IN SERBO PER IL FUTURO?

“Non ci fermeremo. Abbiamo grandi progetti di espansione. Ci piace dove siamo, ma noi siamo legati al business e stiamo valutando varie possibilità. Sicuramente l’Africa è un territorio che offre moltissimo, c‘è domanda e i nostri prodotti sono espandibili. Continueremo a lavorare duro, insieme”. 

 

 
 
 
POPUPOKLANT