Attualità, Home — 17 marzo 2017 alle 20:42

IMPERIA. AUTOFIORI. APPALTI TRUCCATI, AL VIA IL PROCESSO. IN AULA LE INTERCETTAZIONI SCOMODE: “C’E’ GIA’ UN’OFFERTA, MA SE FAI QUEL PREZZO IO…”/L’ UDIENZA

Si è aperto questo pomeriggio in Tribunale a Imperia, con la deposizione del Luogotenente della Guardia di Finanza
Giovanni Insana e del Maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Tangorra, il processo che vede imputati…

di Redazione

finanza appalti

Si è aperto questo pomeriggio in Tribunale a Imperia, con la deposizione del Luogotenente della Guardia di Finanza Giovanni Insana e del Maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Tangorra, il processo che vede imputati quattro tra ex amministratori e dirigenti dell’Autostrada dei Fiori e due imprenditori edili tutti accusati di turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta delle Fiamme Gialle di Imperia relativa agli appalti per le opere di manutenzione e riqualificazione dell’Autostrada.

Tra gli imputati compaiono i nomi dell’ex amministratore delegato della società con sede di via Matteotti Alfredo Borchi, 77 anni, e i dirigenti Federico Lenti, 51 anni, Giacomo Massa, 52 anni, e Francesco Ferrari, 54anni, di Alassio. Oltre agli amministratori dell’Autofiori, a processo anche due imprenditori, Marco Bianchini, 44 anni, amministratore della “Intercostruzioni srl”, e Gianfranco Varano, 72 anni, amministratore della“Icoel srl”, società con sede in via Argine Sinistro a Imperia.

GIOVANNI INSANA

“La società Autostrada dei Fiori è concessionaria dell’Anas per la costruzione e l’esercizio dell’Autostrada A10. È una società a capitale misto pubblico-privato, dove il privato é riconducibile al gruppo Gavio. In base a quanto stabilito dalle concessioni autostradali, il 40% dei lavori sulla tratta autostradale deve essere per forza appaltato tramite gara.

L’indagine è nata nell’ambito di un’altra inchiesta. Un soggetto sentito come persona informata sui fatti ci aveva fatto presenti alcune anomalie per quel che concerne gli appalti dell’Autostrada dei Fiori, in particolare che i lavori venivano affidati sempre agli stessi soggetti e che vi erano presunte violazioni. È così partita l’inchiesta, consistita in attività di intercettazione e in svariate perquisizioni.

Le intercettazioni hanno preso il via nel marzo del 2013 e sono durate diversi mesi da ottobre a novembre. Abbiamo eseguito perquisizioni presso gli uffici dell’Autostrada dei Fiori e presso alcune ditte cui erano stati affidati i lavori. Successivamente abbiamo analizzato tutta la documentazione.

Anomalie? Abbiamo riscontrato che non c’era una rotazione delle imprese a cui affidare i lavori. Nel senso che erano sempre le stesse imprese che venivano invitate. Le gare erano divise in due lotti. Le stesse ditte partecipavano alle gare per entrambi i lotti. In alcuni casi vincendo entrambi i lotti, ad esempio nella gara relativa alla manutenzione delle opere civili (a seguito delle domande dei legali della difesa è emerso che la ditta aggiudicatrice rinunciò a uno dei due lotti su disposizione dell’Autostrada dei Fiori, ndr).

Esempio delle gare? La manutenzione ordinaria delle recinzioni. Il valore della gara era pari a 250 mila euro per ognuno dei due lotti. Nel 2012 e nel 2013 vennero invitate sempre le stesse ditte. Non vi era una commissione che apriva le buste per le offerte. Chi si occupava delle gare? L’organigramma era composto dalla direzione generale, di cui faceva parte l’ing. Borchi, amministratore delegato, poi vi erano gli affari generali, con dirigente Raimondi, da cui dipendeva l’ufficio contratti. Poi vi era la direzione tecnica e di esercizio (Dte) che si occupava di tutti i lavori che dovevano essere svolti presso l’autostrada. Programmava i lavori da svolgersi. Dalla Dte dipendevano l’ufficio impianti e l’ufficio lavori e controlli.

Iter delle gare? Una volta che la Dte riteneva di fare dei lavori, inviava tutta la documentazione all’ufficio contratti. Le imprese venivano individuate dalla Dte e non dall’ufficio contratti e questa per noi era un’anomalia. La Dte mandava l’elenco delle ditte e l’ufficio contratti faceva gli inviti. Una volta arrivate le offerte, le buste non venivano aperte da una commissione appositamente creata, ma da una singola persona, impiegata presso l’ufficio contratti. Non c’era neanche un verbale di apertura delle buste. In alcuni casi le offerte erano state aperte dall’ufficio protocollo.

Abbiamo inoltre trovato, nel corso di una perquisizione, una nota dove era illustrata una procedura prevista dalla normativa vigente, quella adottata dall’Autostrada dei Fiori e poi un capitolo sulle opportunità di miglioramento. Si parlava di omissioni e distorsioni, relative ad esempio al fatto che le imprese venivano individuate dalla Dte con procedure non conosciute. Le società non erano soggette a verifiche, non veniva chiesto di rendere note le cause interditive. Le buste non erano aperte da una commissione. Questo documento venne trovato sia nell’ufficio dell’ing. Borchi, sia nell’ufficio contratti”

LUIGI TANGORRA

“Le contestazioni riguardano vari affidamenti.

RIQUALIFICAZIONE PIAZZALE BARRIERA VENTIMIGLIA

“Per quanto concerne la riqualificazione del piazzale alla barriera di Ventimiglia, il primo documento che abbiamo trovato era un foglio con scritte cinque ditte, probabilmente quelle invitate. Dico probabilmente perché non abbiamo trovato ne le buste, ne tantomeno le lettere di invito. Nel corso dell’inchiesta abbiamo poi ricostruito che tre di queste cinque ditte non avevano presentato offerte, una aveva presentato un’offerta al rialzo e una, quella che poi si è aggiudicata i lavori, al ribasso. Si tratta della Ecotrasporti, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 26%.

Successivamente, l’Autostrada dei Fiori ha scritto un missiva alla Ecostraporti per chiedere una verifica in merito alla certificazione SOA, necessaria per eseguire alcune tipologie di lavoro. La Ecotrasporti ha risposto di non essere in possesso della certificazione, contestualmente proponendo all’Autostrada dei Fiori di affidare i lavori alla Ligurscavi, società che fa capo alla stessa proprietà.

La Ligurscavi, però, non aveva partecipato alla gara su invito. La richiesta della Ecotrasporti, che riporta anche il timbro ufficiale, è stata comunque accettata dall’Autostrada dei Fiori, che le ha affidato i lavori. Successivamente la stessa Ligurscavi ha affidato i lavori di movimento terra dell’appalto in esame alla Ecotrasporti, ancora una volta con l’autorizzazione dell’Autostrada dei Fiori, per un importo di 67 mila euro”.

LAVORI RISTRUTTURAZIONE CASELLO AUTOSTRADALE BORGHETTO

“Per ricostruire questo appalto bisogna partire da più lontano. Inizialmente, infatti, l’Autostrada dei Fiori aveva indetto, come ogni anno, una gara per la manutenzione ordinaria della rete autostradale. Il lotto 1 se l’è aggiudicato la società Intercostruzioni srl con un ribasso del 31,29%. Nel corso dell’attività di indagine, abbiamo trovato la comunicazione interna per l’avvio della gara e le lettere di invito alle ditte. Successivamente questo appalto è stato integrato con un ulteriore intervento, ovvero la ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito. I lavori sono stati affidati sempre alla Intercostruzioni Srl.

Per aggiudicarsi l’intervento di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito era arrivata anche un’offerta della Cmi Tieri pari a 57 mila euro. La Intercostruzioni Srl aveva presentato la propria offerta, pari a 59 mila euro, dunque più alta, solo successivamente. In realtà, poi, i lavori verranno affidati alla Intercostruzioni Srl per 57 mila euro. Come? Con un ribasso d’asta del 31,29%, lo stesso applicato all’appalto originario di manutenzione, su un’ipotetica offerta pari a 82 mila euro. Lo abbiamo appreso da un documento ritrovato in sede di perquisizione.

 In definitiva, l’Autostrada dei Fiori non ha considerato l’intervento di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito come un intervento a se stante, ma lo ha integrato all’appalto sulle manutenzioni. L’importo, però, era superiore ai 40 mila euro, dunque, sarebbe stato necessario indire un gara, invitando almeno cinque ditte.

Nel corso dell’attività di intercettazione è emersa una conversazione tra Marco Bianchini (Intercostruzioni Srl, ndr) e Federico Lenti (dirigente Autofiori), nel corso della quale Bianchini spiega al suo interlocutore che un dirigente dell’Autofiori gli avrebbe detto, in merito all’appalto per i lavori di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito, che ‘c’era un’altra offerta’, ma che ‘se riesci a fare quel prezzo io lo do a te, lo integriamo con le manutenzioni’.

RIORDINO IMPIANTI ENERGIA ELETTRICA

“Gli affidamenti in questo caso sono due, per interventi nei pressi di San Bartolomeo al Mare e Albenga. L’Autostrada dei Fiori ha contattato in entrambi i casi la società Icoel che ha presentato una prima offerta da 39.900 euro e una seconda da 34 mila euro. Dalle intercettazioni telefoniche è emersa una telefonata antecedente all’offerta, tra il titolare della Icoel ed un dirigente dell’Autostrada dei Fiori, nel corso della quale quest’ultimo annuncia al suo interlocutore che ‘se l’ing. Borchi è d’accordo, come al solito facciamo in modo diretto’.  Inoltre i computi metrici consegnati alla Icoel il giorno risultano superiori ai 40 mila euro, 57 mila e 49 mila euro per l’esattezza”.

LE ANTICIPAZIONI SULLE GARE

“Nel corso delle intercettazioni è emerso inoltre che Lenti informava Bianchini (amministratore della ‘Intercostruzioni srl’) sulle gare dell’Autostrada dei Fiori, ad esempio per quel che concerne la ristrutturazione dell’edificio dello svincolo di Sanremo Ovest. In particolare dicendogli che l’avversario più ostico sarebbe stata la ditta Fratelli Negro e, in un secondo tempo, che era riuscito a dirottare la ditta Fratelli Negro su un’altra gara d’appalto. In effetti, la ditta Fratelli Negro non venne poi invitata alla gara per la ristrutturazione dell’edificio dello svincolo di Sanremo Ovest, che venne vinta proprio dalla Intercostruzioni srl, che non ottenne l’affidamento per un vizio di forma”.