Home, Imperia — 23 marzo 2017 alle 00:47

IMPERIA. CONSIGLIO. VIA LIBERA AL PEF E ALL’AUMENTO DELLA TARI. INSORGE LA MINORANZA:”CITTA’ SPORCA E BIDONI SEMPRE PIENI”/ LA DISCUSSIONE

Il voto ha visto la contrarietà dell’opposizione compatta (Forza Italia, Imperia Bene Comune, Fratelli d’Italia, Imperia Riparte) e del gruppo “Imperia Cambia”. Il Movimento 5 Stelle non ha presenziato alla votazione.

di Redazione

tari pef

Imperia. Il consiglio comunale ha approvato l’aumento delle tariffe della Tari per le utenze domestiche dell’1%. La pratica prevede anche la diminuzione dello 0,5% della tariffa per quanto riguarda le attività produttive. La maggioranza ha anche approvato il Piano Economico Finanziario presentato dall’assessore al bilancio Fabrizio Risso. Il voto ha visto la contrarietà dell’opposizione compatta (Forza Italia, Imperia Bene Comune, Fratelli d’Italia, Imperia Riparte) e del gruppo “Imperia Cambia”. Il Movimento 5 Stelle non ha presenziato alla votazione.

LA DISCUSSIONE.

Giuseppe Fossati (Imperia Riparte)

“Come mai non cambiano le tariffe? Andiamo a vedere il PEF e ricordandoci che il Pef fa una previsione dei costi. La Tari deve coprire il costo del servizio. 9,5 milioni nel 2016 previsto. Minore spesa è attribuibile al minor costo per Teknoservice, legato alle penali. Il Comune ha dato meno soldi perché non ha centrato gli obiettivi. Nel 2017 è stato preventivato 9,7 milioni. Ai cittadini chiediamo 700 mila euro in più, che non è il costo della discarica che è solo di 340 mila euro. Quello che daremo a Teknoservice sarà maggiore di 455 mila euro. Si pensa di spendere l’8% in più di quello che si è speso l’anno scorso. E’ un servizio pessimo a fronte di un maggior costo. Il fatto di non raggiungere il 65% di differenziata cuba 675 mila euro. I nostri cittadini pagano il 10% in più di Tari perché l’amministrazione non è in grado di approntare un servizio in grado di raggiungere le quote. Il comune di Imperia non fa pagare le penali alla Teknoservice, cioè 896 mila euro in più. Il sindaco ha modificato l’obbligo del 65% al 45%, una cosa fatta indebitamente”.

Gianfranca Mezzera (Partito Democratico)

“Il problema è che la differenziata non viene fatta. In commissione ci spiegavano che la differenziata è molto complessa. Ci siamo resi conto che non siamo in grado di differenziare in modo perfetto. I cittadini di Imperia dovrebbero essere maggiormente sensibili. Oggi stiamo discutendo di un costo previsionale. Il costo in discarica è più alto di 240 mila euro rispetto al 2016. Alla fine sarà un aumento di 166 mila euro, è un incidenza minima. Il Pef viene costruito dai dirigenti sulla base di costi veri e perciò ci siamo trovati davanti a questo aumento. Ci sarà per qualcuno un piccolo aumento e per qualcuno una piccola diminuzione”.

Piera Poillucci (Forza Italia):

“Gli obiettivi imposti dalla legge sono molto lontani. Portare più materiale in discarica significa pagare di più, non raggiungere gli obiettivi significa pagare sanzioni più salate. Sindaco fa un’altra ordinanza e non chiede più di raggiungere il 65% di differenziata, ma il 45%. Il Comune si fa carico del resto, aumentando le tasse. La colpa viene data ai cittadini, perché non farebbero la differenziata. Ci rendiamo conto che i bidoni sono sempre pieni e bisogna fare 2 km per trovarne uno vuoto? I corsi per informare la cittadinanza erano sempre deserti, vuol dire che non li avete promossi bene. Questo servizio deve funzionare bene per i cittadini. Il problema degli ingombranti è stato quasi risolto sembra, ma resta il problema della cattiva raccolta differenziata. E perché non multiamo chi differenzia male? Perché chi differenzia bene deve pagare le colpe di chi differenzia male? Se votate il Pef vuol dire che questo servizio ci va bene così, pagando ogni mese 500 mila euro”. 

Mauro Servalli (Imperia Bene Comune)

“Da un anno e mezzo andiamo avanti con ordinanze di affidamento alla Teknoservice. Abbiamo chiesto di approvare un appalto per una raccolta rifiuti in house due anni fa. Sono passati due anni fa e questa amministrazione non ha fatto nulla. Cos’ha fatto l’assessore De Bonis, cos’ha fatto il gruppo di lavoro capitanato dal consigliere Russo? Andiamo avanti a colpi di ordinanze sindacali a nostro avviso illegittime. Ve ne state fregando delle indicazioni del consiglio comunale, del rispetto della legge. Nulla avete fatto in due anni, non abbiamo nulla in mano. Come si può approvare un piano finanziario che dice che andremo avanti sino alla fine dell’anno a colpi di proroghe. Come si fa a non identificare una strategia? La norma che risale al 2006 fissava i livelli di raccolta differenziata al 65%. Già con la penultima ordinanza sindacale il Comune ha fatto una legge ad hoc per la Teknoservice, ovvero che va bene il 45%. Perché siamo in emergenza e non abbiamo ancora deciso. Il Pd è il gruppo principale di maggioranza, non potete sempre pensare di cadere dal pero, catapultati da Marte, è vostro l’assessore all’Ambiente, voi avete la responsabilità di questa cosa. Come si fa a prevedere i costi in questa fase di emergenza? si fa una previsione a braccio, a spanne. I dati sono saliti della differenziata, ma non grazie a voi ma nonostante voi!”

Natalia Riccò (Imperia Cambia):

“Nel Pef non emergono gli obiettivi ambiziosi approvati dal consiglio comunale. Non è cambiato nulla e non cambierà nulla nei prossimi 9 mesi. Perché dalla giunta non è arrivata nessuna azione concreta? Dov’è il progetto volto al porta a porta? Quali progetti di educazione ambientale sono stati messi in atto? Non facciamo gli errori della vicina Sanremo”

Lorenzo Lagorio (PD):

“Mi metto nei panni dei nostri concittadini, perché dai dati che gli uffici hanno fornito al nostro assessore al bilancio, non mi pare che ci siano grandi aumenti. Su 90 mq ci sarebbe un aumento di 1,12 euro. Un sentito grazie a tutti i cittadini che fanno un’opera giusta a chi fa la differenziata. Altri cittadini dovrebbero essere presi a calci nel sedere. Queste persone non amano la nostra città, vogliono solo far vedere che noi non siamo in grado di amministrare”

Il sindaco Carlo Capacci:

“Nessun candidato sindaco pensava di dover affrontare un’emergenza rifiuti. Noi eravamo convinti che le amministrazioni precedenti avessero fatto un appalto rifiuti come si deve. Ci siamo trovati qui con un appalto e un contratto firmato da dover far partire. Com’è andata lo sappiamo tutti, ci dimentichiamo che c’erano i rifiuti per strada, i dipendenti non prendevano gli stipendi e noi ci siamo sostituiti alla ditta ai sensi dell’art. 5. Ad un certo punto la situazione è diventata insostenibile e siamo riusciti a rescindere il contratto. Che cosa succede? Si deve trovare una soluzione di emergenza con il metodo delle ordinanze. Non è vero che non è stata fatta una gara, hanno risposto tre aziende. Le ordinanze successive alle prime due, ai sensi dell’art. 50 del Tuel, non pone limiti in ordine di tempo. Sono state fatte le ordinanze e mi sembra che la città sia più pulita di prima. Il problema che i cittadini non differenziano lo sta affrontando il gruppo di lavoro rifiuti zero che ha lavorato all’appalto del porta a porta. Il Gruppo di lavoro si presterà ad effettuare dei corsi al cittadino per evangelizzare i cittadini sulla differenziazione dei rifiuti. Cercheremo di affidare il servizio ad una società in house ma per fare queste cose ci vuole tempo e perciò continuerò a fare ordinanze, lo dico chiaro e tondo”.