GIOCO D’AZZARDO. PASSA IN CONSIGLIO REGIONALE LA PROROGA DI UN ANNO ALLE RESTRIZIONI SULLE SLOT. LE OPPOSIZIONI:”UNO SCHIAFFO ALLE VITTIME DEL GIOCO”

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Sul caso maggioranza e opposizioni si sono dati battaglia fino al voto odierno che ha sancito la sospensione del provvedimento per un anno, tempo che la giunta Toti dovrà impiegare per trovare una soluzione al problema.

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ludopatie

Il consiglio regionale ligure ha approvato la moratoria di un anno alle restrizioni al gioco d’azzardo che sarebbero scattate il prossimo 1 maggio. La proroga di un anno all’entrata in vigore della Legge regionale 17 del 30 aprile 2012, che disciplina le sale da gioco e gli esercizi pubblici che offrono gioco sul territorio, secondo gli operatori del settore salverebbe centinaia di posti di lavoro.

In particolare la Legge prevede il diniego alle richieste di installazione di slot e Videolottery a tutti i locali che sorgano a meno di 300 metri da punti sensibili come scuole, luoghi di culto, impianti sportivi. Sul caso maggioranza e opposizioni si sono dati battaglia fino al voto odierno che ha sancito la sospensione del provvedimento per un anno, tempo che la giunta Toti dovrà impiegare per trovare una soluzione al problema.

IL COMMENTO DEL GRUPPO DEL PD.
“APPROVATA LA PROROGA ALLE SLOT: UNO SCHIAFFO ALLE REGOLE E ALLE VITTIME DEL GIOCO”

“Il colpo di mano del centrodestra sulle slot-machine alla fine è andato a segno. In poche ore la Giunta Toti ha spazzato via anni di lavoro contro la ludopatia. Questa proroga, come abbiamo detto più volte, non aiuta bar e tabacchini, perché sposta solo il problema a dopo le elezioni, senza prevedere alcun percorso di inclusione e aiuto come proposto dal Pd. Il voto di questa mattina è uno schiaffo alle tante persone rovinate dal gioco e ai Sert e alle associazioni, che ogni giorno lavorano sul territorio”.

IL COMMENTO DEL GRUPPO DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE.

PASSA L’EMENDAMENTO VERGOGNA. TOTI IGNORA LA LUDOPATIA E PREMIA LE LOBBY PER UN PUGNO DI VOTI”

Oggi è stata scritta una delle pagine più brutte di questa legislatura. Con il voto a favore della maggioranza all’emendamento vergogna, nascosto da Toti tra le pieghe di una legge sull’urbanistica, si è compiuta una grave forzatura istituzionale illegittima e anti-democratica, la cui sostanza è ancora più grave della forma.

Avevamo già sollecitato la Giunta Toti nell’ottobre 2015 a prendere iniziative forti e coraggiose di contrasto al gioco d’azzardo patologico. In un anno e mezzo non è stato fatto nulla, e oggi, messi alle corde, tirano fuori la subdola carta del ricatto occupazionale: il lavoro contro la salute; gli esercenti contro le associazioni no slot. Una guerra creata ad arte, per mere ragioni elettorali, alla vigilia delle amministrative.

La legge regionale è in vigore dal 2012. Perché, allora, nessuno dell’attuale maggioranza ha dato un reale e concreto impulso per migliorare la legge, quando ancora si era in tempo? Allora andava bene a tutti così com’era? Come è possibile arrivare a contrapporre salute e lavoro con queste condizioni? La Giunta Toti, ad oggi, su questo tema non ha fatto nulla. Dal 2012 gli esercenti hanno avuto cinque anni di tempo per mettersi in regola. Non saranno certo 12 mesi di tempo in più a risolvere le cose. La vecchia politica doveva intervenire prima, lavorando per trovare situazioni condivise e partecipate. È sotto gli occhi di tutti il totale fallimento di questa classe politica sul tema dell’azzardo.

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato due emendamenti, riuscendo a farsi approvare l’avvio, entro aprile, di un tavolo di lavoro sull’azzardo, in grado di affrontare in modo serio e definitivo questa piaga sociale del nostro tempo. Sulla moratoria, invece, Toti ha tirato dritto sulla propria strada, senza ascoltare niente e nessuno, dimostrando un opportunismo politico inaccettabile su temi così seri e preoccupanti.

Oggi in Aula, durante la discussione sul Ddl, abbiamo ribadito il nostro no al gioco d’azzardo. No a qualunque proroga. E no, soprattutto, a colpi di mano, a emendamenti farsa e a metodi anti-democratici e taglia-dissenso. Non è così, con queste forzature illegittime e fuori contesto, che si affronta un tema delicatissimo, e per anni ignorato, come quello del gioco e della ludopatia, che affligge circa 25mila liguri.

Se davvero esiste la volontà di risolvere la piaga sociale e sanitaria dell’azzardo, nel rispetto dei lavoratori, bisogna ripensare l’intero modello economico di cui il gioco si alimenta, con le conseguenze drammatiche che sono sotto gli occhi di tutti. Non servono proroghe placebo, bisogna ragionare su un orizzonte di medio e lungo periodo e liberare le risorse economiche incastrate nel circolo vizioso delle macchinette. Bisogna avere il coraggio di recuperare queste risorse e riversarle sull’economia reale, sui beni di prima necessità, sulle vere esigenze dei cittadini. Dirottiamo il modello di spesa delle persone sull’economia reale e avremo riequilibrato anche l’aspetto occupazionale. Con l’azzardo non si scherza”.

IL COMMENTO DEL CAPOGRUPPO DELLA LEGA NORD IN CONSIGLIO REGIONALE ALESSANDRO PIANA.

“Non permetteremo che si perdano posti di lavoro in questa regione. Proroga di un anno della legge consente apertura di tavolo di confronto per regolamentare al meglio il gioco legale e salvaguardare i legittimi diritti dei lavoratori e dei piccoli imprenditori, i quali non possono essere strozzati dalle lobby multinazionali delle slot e dallo Stato, che le appoggia per guadagnarci di più”.

“Fino al 2003 – spiega il capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Piana – in Italia esistevano circa 800mila videopoker sostanzialmente illegali o comunque sconosciuti al fisco, con conseguenti violazioni normative e danni erariali notevoli. Successivamente, è stato istituito il circuito legale del gioco proprio per sconfiggere l’offerta incontrollata.

Oggi sul nostro territorio non abbiamo neanche 2500 autorizzazioni, 1500 delle quali appartengono a ditte individuali ed oltre 900 a società. Si tratta di piccoli imprenditori che hanno contratto mutui per i diritti concessori e che ancora oggi sostengono delle spese sugli investimenti effettuati. Accanto a loro ci sono i tabaccai e gli altri esercenti, i quali non abbassano le saracinesche anche grazie a questo tipo di attività. Insomma, lavoratori che, tra mille sacrifici per tasse, balzelli, costi di adeguamento dei sistemi, non possono vedere negati i loro diritti.

Il comparto degli esercenti è già messo a dura prova dalla crisi e se noi togliessimo, improvvisamente, anche le entrate derivanti dal gioco legale, sarebbe un grosso problema. Inutile fare grossa e grassa ipocrisia. Se Lotto, Gratta&Vinci ed altri giochi possono rientrare fra le attività a rischio ludopatia, non si capisce perché la sinistra abbia intrapreso una crociata proprio contro la moratoria per le slot in Liguria decisa dalla giunta Toti.

Noi non permetteremo che si perdano posti di lavoro in questa regione. Allo stesso tempo vogliamo mettere in campo azioni per il contrasto attivo al Gioco d’Azzardo Patologico, anche se i dati obiettivi riferiscono che non sussiste un’emergenza in tal senso perché i malati a livello nazionale risultano alcune migliaia e le prese a carico dei pazienti dei Sert liguri dal 2011 al 2014 sono passate da116 a 301 richieste. La proroga di appena un anno della legge, infatti, consentirà la necessaria apertura di un tavolo di confronto fra tutte le varie associazioni per prevenire i casi patologici e  regolamentare al meglio il settore salvaguardando i legittimi diritti dei lavoratori e dei piccoli imprenditori, i quali non possono essere strozzati dalle lobby multinazionali delle slot e dallo Stato, che le appoggia per guadagnarci di più”.

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