IMPERIA. ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE SULLA GIOVANE DOMESTICA, 50ENNE CONDANNATO A 2 ANNI E 6 MESI DI CARCERE/LA STORIA

Attualità Home

PicMonkey Collage-46

Due anni e sei mesi di reclusione, pena sospesa. È questa la condanna inflitta dal collegio composto dai giudici Aschero, Russo e Lungaro a Claudio Briglia, 50enne (difeso dall’avv. Di Giovanni) accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna di 28 anni (difesa dall’avv. Mario Leone). La 28enne è originaria dell’est Europa e lavorava presso l’abitazione del 50enne e della sua convivente come donna delle pulizie.

Durante l’udienza odierna, giovedì 11 maggio, in Tribunale a Imperia, il PM Antonella Politi ha esposto la sua requisitoria, chiedendo 1 anno e 8 mesi di carcere per l’imputato, mentre l’avvocato difensore ha chiesto l’assoluzione.

“La vicenda della violenza sessuale non può essere confusa con altri eventiafferma il PMBriglia evidentemente, oltre a essere attratto dalla domestica, era insoddisfatto della propria relazione. La donna era reticente al momento della denuncia, si vergognava. Non è certo questo il comportamento di una persona che ha una volontà calunniosa. Il racconto della domestica era vero e genuino“.

Ha preso poi la parola l’avvocato difensore dell’imputato.

“Le dichiarazioni rese dalla vittima confrontate con quelle di tutti gli altri testimoni sono in palese contrasto. La vittima è un personaggio complicato, ci sono tanti aspetti del suo racconto che non corrispondono al vero. Questo processo si chiude con due versioni dei fatti incompatibili.

Briglia ha sempre sostenuto che le due donne, la compagna e la domestica, si sarebbero inventate tutto per cacciarlo di casa. Briglia ha l‘amputazione totale dell’indice e del pollice, mai avrebbe potuto fare pressione sul corpo della domestica. La domestica inoltre ha raccontato di non essersi mai accorta delle amputazioni. Com’é possibile? Ha lavorato in quella casa per sette mesi. La domestica ha detto di non essere andata in ospedale perche non presentava nessun segno, nessun livido. Il racconto non dico che sia falso, perche non voglio pensare che una donna racconti il falso su un episodio simile, ma da osservatore esterno dico che non c’è alcun riscontro sulla colpevolezza dell’imputato. Chiedo assoluzione perche il fatto non sussiste”.

I fatti risalgono al 2013, quando la donna prestava servizio presso la casa della compagna dell’imputato. Nel dettaglio, la 28enne ha raccontato ai giudici che più volte Briglia, mentre lei lavorava, indossava soltanto gli slip. Nonostante le richieste di coprirsi da parte della giovane, il 50enne continuava a presentarsi seminudo. La giovane ha raccontato inoltre di essere stata sbattuta al muro e di essere stata spogliata con la forza.

Durante le scorse udienze, la difesa ha provato a smontare l’accusa affermando che la 28enne e la compagna dell’imputato potrebbero essersi messe d’accordo per cacciarlo di casa, dato che è in corso anche una causa di lavoro. L’imputato ha dichiarato che la ricostruzione è falsa e che, avendo difficoltà a muovere le mani, tanto da essere invalido, non potrebbe essere stato in grado di agire in questo modo. Per questo motivo, la difesa ha chiesto una perizia sulla funzionalità della mano.