CERVO. UNA NUOVA CASA DI ACCOGLIENZA PER DONNE E MINORI IN DIFFICOLTÀ. DON MAURIZIO:”È ARRIVATA L’APPROVAZIONE DELLA REGIONE, ORA…”/ECCO IL PROGETTO

Golfo Dianese Home

. È stato approvato dalla Regione il progetto di una nuova struttura che sorgerà nella “piana” di Cervo, che l’Onlus Regina Pacis userà per accogliere donne, madri e minori in difficoltà.

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!

PicMonkey Collage-75

Una nuova casa di accoglienza a Cervo. È stato approvato dalla Regione il progetto di una nuova struttura che sorgerà nella “piana” di Cervo, che l‘Onlus Regina Pacis userà per accogliere donne, madri e minori in difficoltà.

Da molti anni, la “Regina Pacis Onlus” della Parrocchia di Cervo si occupa di offrire assistenza alle donne e attualmente la casa di accoglienza che ha sede nelle Opere Parrocchiali può ospitare 6 nuclei familiari. In oltre 20 anni di attività, la Casa ha accolto 464 persone, tra donne, madri e minori. Lo scopo di costruire una nuova struttura è quindi quello di aumentare la capacità di accoglienza.

La costruzione della nuova opera, di circa 900 mq, avrà un costo di 1.800.000 euro e verrà realizzata dallo studio Rossi+Secco. L’edificio prevede: una Casa di accoglienza genitore-bambino destinata a donne in difficoltà con figli, con la possibilità di accogliere fino a 12 nuclei genitore-bambino in due distinti moduli da 6 ciascuno e due Case famiglia con alloggi indipendenti per due nuclei genitore-bambino.

“Abbiamo intenzione di costruire una nuova casa di accoglienza perché quella attuale ha pochi spazispiega Don Maurizio Massabò – Abbiamo l’approvazione del progetto da parte della Regione, adesso abbiamo quasi il permesso di costruire. Quando lo avremo cercheremo i contributi per avere la somma che ci serve a realizzare l’opera. Abbiamo messo in vendita il Palazzo Vento nel centro storico, la nostra vecchia sede, proprio al fine di avere le risorse necessarie per costruire la nuova casa che ci permetterà di ospitare altri 12 nuclei familiari, composti da madri, minori o donne incinte in difficoltà”.

ECCO IL PROGETTO:

Il progetto propone di inserire i volumi secondo una componente orizzontale e bassa rispetto al contesto.

La principale caratteristica architettonica consiste nell’essere una costruzione non alta, con copertura piana finalizzata al minimo ingombro paesaggistico, con forme architettoniche coerenti con il tema progettuale di una struttura di accoglienza inserita nel contesto e nello stesso tempo in armonia le preesistenze del luogo.

Le dotazioni di pannelli solari e gli accorgimenti progettuali rendono l’edificio sostenibile e compatibile con l’ambiente. Questa struttura è un servizio collettivo, destinato all’accoglienza, in forma di micro residenzialità, di nuclei formati da bambino e genitore, ed ha la finalità di offrire ospitalità e sostegno socio educativo a nuclei formati da bambini e genitore con diverso livello di difficoltà e/o disagio sociale legate anche a situazioni di carattere economico, lavorativo e abitativo; pertanto può garantire accoglienza con diverso grado di protezione sociale.

Tutti i locali della comunità rispettano i criteri e le normative vigenti per gli edifici di questo tipo.

La struttura è costituita da due piani fuori terra e un piano interrato con accesso carrabile esterno. Al piano interrato sono presenti i locali destinati ad attività di servizio, come magazzino-dispensa, guardaroba, archivio, lavanderia, stireria e parcheggio privato.

Al piano terra sono presenti le funzioni a carattere comune,come ingresso principale, portineria, uffici, centro d’ascolto, cappella religiosa, sala tv, sala bimbi, cucina, mensa, bagni pubblici, camera dell’operatore e appartamenti di autonomizzazione con accessi indipendenti. La cappella presenta sia un’accesso diretto dall’esterno dell’edificio che uno interno, in modo che sia possibile utilizzarla anche per celebrazioni religiose pubbliche e non sono relative alla vita interna della struttura.

Al primo piano, sono previste camere per nuclei familiari bambino-genitore dotate di bagno, anche accessibile da disabili, camera dell’operatore, bagni pubblici, angolo cottura e soggiorno. La copertura è una centrale di captazione di energia solare.

L’assetto cromatico è stato considerato come un elemento determinante la riuscita complessiva dell’operazione progettuale. I prospetti presentano una scansione cromatica che trae i colori dalla facciata della Chiesa dei Corallini di Cervo, in modo da mantenerne simbolicamente un legame.

[wzslider autoplay=”true” interval=”6000″ transition=”‘slide'” lightbox=”true”]

Sostieni ImperiaPost con una piccola donazione

 

Aiutateci ad informarvi!