IMPERIA. MORTE DI MARTINA ROSSI, AL VIA IL PROCESSO A DUE GIOVANI ARETINI. NEL MIRINO DELL’ACCUSA ALCUNE INTERCETTAZIONI “SCOMODE”/L’UDIENZA

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Secondo il Pubblico Ministro Roberto Rossi, la giovane il 3 agosto del 2011 cadde dal balcone dell’hotel dove alloggiava per le vacanze, a Palma de Maiorca, nel tentativo di sfuggire a una violenza sessuale

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Ha preso il via questa mattina davanti al Gup di Arezzo il processo per la morte della 20enne imperiese Martina Rossi che vede sul banco degli imputati Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, entrambi di 28 anni, accusati di tentava violenza di gruppo e morte come conseguenza di altro reato.

Secondo il Pubblico Ministro Roberto Rossi, la giovane il 3 agosto del 2011 cadde dal balcone dell’hotel dove alloggiava per le vacanze, a Palma de Maiorca, nel tentativo di sfuggire a una violenza sessuale.

L’udienza di questa mattina è stata immediatamente rinviata al prossimo 30 maggio, quando il gup conferirà l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche tra i due giovani aretini accusati per la morte di Martina Rossi.

Albertoni e Vanneschi hanno sempre parlato di suicidio, ipotesi respinta con fermezza dalla famiglia di Martina Rossi, ma nel 2012, in Tribunale, mentre i due ragazzi aspettavano di essere ascoltati in qualità di testimoni, i microfoni, piazzati a insaputa dei due giovani, registrarono una conversazione in cui si faceva riferimento a “segni di violenza sessuale”.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA

Martina Rossi muore nell’agosto del 2011 cadendo dal balcone di un hotel a Palma de Maiorca, dove era in vacanza con alcune amiche. Secondo una prima ricostruzione, la notte della sua morte Martina torna in hotel dopo una serata in discoteca, ma invece di rientrare nella propria stanza, raggiunge alcuni ragazzi di Arezzo, conosciuti in vacanza, nella loro camera. Da quel momento si apre il giallo sulla morte di Martina.

Secondo il racconto dei giovani la 20enne di Imperia (a Genova in quegli anni per studio) si sarebbe buttata dal balcone volontariamente dopo aver fumato uno spinello. Una versione ritenuta credibile dalla giustizia spagnola, che archivia il caso come suicidio. I genitori di Martina, però, non si arrendono. Non si danno pace, non credono all’ipotesi del suicidio.

La procura della Repubblica di Genova riapre il caso con un’ipotesi di reato drammatica. Martina sarebbe volata giù dal balcone nel disperato tentativo di fuggire a una violenza sessuale. Il fascicolo passa alla Procura di Arezzo per competenza territoriale, in quanto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, omissione di soccorso e tentata violenza sessuale, vengono iscritti due ventenni aretini, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi.

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