PROCESSO LATITANZA MATACENA. A REGGIO CALABRIA PM CONTESTA L’AGGRAVANTE MAFIOSA A CLAUDIO SCAJOLA/L’UDIENZA

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Nuova svolta nel processo che vede sul banco degli imputati, tra gli altri,
l’ex Ministro Claudio Scajola con l’accusa procurata inosservanza della pena

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Nuova svolta nel processo che vede sul banco degli imputati, tra gli altri, l’ex Ministro Claudio Scajola con l’accusa di procurata inosservanza della pena.

Nel dettaglio, secondo l’accusa l’ex Ministro, arrestato l’8 maggio del 2014, avrebbe favorito la latitanza, a Dubai, dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena Matacena, sul quale pendeva una condanna definitiva a 3 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, cercando di favorire il suo trasferimento a Beirut.

Questa mattina il Pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo ha modificato il capo di imputazione contestando l’aggravante mafiosa a Scajola (richiesta già presentata dagli inquirenti in due occasioni e respinta dal Gip e dal Tribunale della Libertà). Il motivo? L’ex Ministro, secondo l’accusa, favorendo la latitanza di Matacena avrebbe favorito anche la ‘ndrangheta. A diffondere la notizia, l’agenzia Ansa.

In particolare, garantire la latitanza di Matacena, secondo l’accusa, avrebbe permesso all’imprenditore reggino di mantenere il controllo dei propri affari e, nello specifico, di aggiudicarsi molti appalti i cui lavori, tramite catene di subappalti, sarebbero poi stati realizzati da società riconducibili a famiglie ‘ndranghetiste.

I legali dell’ex Ministro Scajola, così come i colleghi avvocati difensori, hanno chiesto un termine per replicare e muovere le proprie osservazioni alle nuove contestazioni.

 

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