IMPERIA. UNA LETTERA PER LA RIAPERTURA DELLA BIBLIOTECA. “SONO UN PORTALE VERSO IDEE FANTASTICHE, MONDI INVENTATI E…/ IL TESTO

Attualità Home

Schermata 2017-06-03 alle 16.03.09

Imperia. Mentre l’amministrazione comunale cerca in qualche modo di trovare i fondi per eseguire gli interventi necessari per la messa in sicurezza della biblioteca civica, in città si moltiplicano le iniziative per sollecitarne la riapertura immediata. Alla nostra redazione è giunta la lettera di Nick Gandolfi, scrittore e giornalista, che verte sull’importanza di avere una biblioteca funzionante in città.

Perché Imperia deve avere la sua biblioteca

Al liceo, il mio professore di filosofia interrogava con tre domande: tre risposte corrette sufficiente, solo due insufficiente, una sola gravemente insufficiente. Tutto qui, molto semplice. Inutile dire che ogni interrogazione destava la trepidazione sia del malcapitato di turno ma anche di tutta la classe, che sembrava partecipare a una puntata di La Trappola.

Il fatto che poi detto professore ghignasse e si divertisse tantissimo a tenere tutti con il fiato sospeso non faceva che aggiungere suspense e un morboso senso di piacere sia che la risposta fosse giusta, sia che fosse sbagliata. Soprattutto perché le risposte non erano sui libri di scuola. La materia era, come già detto, filosofia e questo fatto aiutava questa pratica sinistra tanto che a un certo punto ci siamo resi conto che l’unica soluzione era essere due o tre lezioni avanti a lui e quindi rivolgersi all’unica fonte di materiale utile a sopravvivere: la biblioteca.

Ovviamente stiamo parlando di molto prima che anche solo l’idea di ebook facesse capolino nella testa del suo inventore, molto prima dell’invenzione del pdf e molto ma molto prima di wikipedia e l’intera rete internet. In pratica stiamo parlando dell’età dei libri, dei pesanti vocabolari di latino, dei righelli per sottolineare i libri di testo e delle sopra copertine in plastica o cartone per proteggere le preziose pagine dall’usura degli studenti.

Allora e ancor prima di allora, i libri già dimostravano una straordinaria qualità che ancora oggi non viene meno: i libri sono indistruttibili, e riescono al meglio a essere se stessi. Come dimostrano gli eventi recenti ma anche tutta la storia della nostra biblioteca di Imperia, gli edifici tracollano ma i libri rimangono.

La biblioteca di Imperia nasce con la fusione di Oneglia e Porto Maurizio, nel 1860, il suo patrimonio supera un grave terremoto, passa attraverso innumerevoli traslochi, supera due guerre, diversi stati di abbandono e nel 2009 giunge nella nuova sede, cito, “nei locali dell’ex Palazzo di Giustizia, affacciati sulla bella piazza dedicata a Edmondo De Amicis e accuratamente ristrutturati secondo moderni criteri di fruibilità”, per scoprire che ora, dopo oltre 150 anni, le traversie non sono certo finite.

**A cosa serve una biblioteca**
“La Biblioteca è servizio culturale informativo di base e primo punto d’accesso del cittadino all’informazione e alla documentazione, sostiene il bisogno informativo individuale per ogni fascia di età, costituisce un punto di riferimento per le diversità culturali e, allo stesso tempo, contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’eredità culturale territoriale e a trasmetterla alle generazioni future, svolgendo servizi di documentazione e diffusione della memoria delle realtà locale cui fa riferimento.”

Questa perfetta definizione di biblioteca, tratta dalla Carta dei Servizi <http://www.bibliotecalagorioimperia.it/wp-content/uploads/2014/06/Carta-dei-Servizi.pdf> che ne definisce a livello nazionale la qualità e lo scopo del servizio merita una spiegazione, se non altro per capire perché l’assenza di una biblioteca pubblica è un fatto molto grave.

**La biblioteca è un servizio culturale informativo di base**
Di base significa che avere accesso alla documentazione, ai file, agli audio visivi e anche a Internet è un diritto. Sul valore delle biblioteche si è espresso più volte un nome arcinoto nel mondo della narrativa fantastica. Neil Gaiman, al momento sulla bocca di tutti per la serie tv American Gods, da anni affronta il problema della chiusura delle biblioteche inglesi cercando di far capire proprio il valore dell’accesso di base. Già nel 2013 raccontava di come la tuttora fiorente industria edilizia delle prigioni decideva dove e come costruire i suoi imponenti edifici nei vari stati americani: la scelta della zona si basava su quanti bambini di 10-11 anni non sapevano leggere.

L’accesso di base alle biblioteche facilita e incuriosisce i bambini e ragazzi alla lettura. Nella nostra regione il fenomeno dei migranti è davanti agli occhi di tutti e garantire loro l’accesso ai testi in italiano, dalle favole ai nostri classici della letteratura, aiuta non solo l’integrazione ma anche la comunicazione tra due diverse culture. Verrebbe da dire che anche noi, con un po’ di ricerca, forse riusciremmo a trovare libri sulle culture dei nostri ospiti per scoprire che tante cose non sono poi così diverse, dai sogni, ai valori, esigenze e desideri più impellenti.

Altro punto fondamentale, le moderne biblioteche inoltre offrono accesso anche ad audio e video e, soprattutto, a Internet gratuito. Per chi non può permettersi un accesso a Internet, le postazioni gratuite sono una manna soprattutto in un mondo in cui la ricerca del lavoro avviene tramite inserzioni sul web.

**La biblioteca accresce la consapevolezza dell’eredità culturale territoriale**
Forse non saranno i più giovani quelli interessati a vecchi documenti o giornali imperiesi ma la preservazione della memoria, soprattutto se legata a un territorio preciso, è una pratica che influenza le decisioni future in qualsiasi settore.

Sapevate che a inizio 900 Oneglia era conosciuta in tutto il mondo perché era qui che si decideva il prezzo dell’olio a livello mondiale? Sapevate che Imperia 30 anni fa è stata la capitale della dieta mediterranea (patrimonio dell’Unesco)?

Al di là della perdita di opportunità per qualsiasi progetto di comunicazione a lungo termine, il recupero di valori può aiutare a rilanciare attività e a rivalutare zone che per buoni, anzi, ottimi motivi in passato erano riconosciute a livello internazionale. Facciamo un esempio. Parliamo di Agnesi. Al di là delle politiche commerciali dei proprietari che hanno decsio di rivolgersi ai mercati stranieri, il fatto che la fabbrica di Imperia fosse interpretata generalemente come italiana ha decretato la sua sconfitta contro la fabbrica di Fossano, a lato pratico ben più conveniente. Se il valore della dieta mediterranea fosse stato percepito di più, e quindi coltivato con cura nel tempo, forse avremmo avuto un alleato in più per difenderla.

Parlando invece di futuro, mi urge sottolineare che le biblioteche sono soprattutto un portale verso idee fantastiche, mondi inventati, la novità fatta parola. All’inizio, in particolare i più giovani possono lasciarsi sedurre da racconti di fantasia e fantascienza ma l’importante è che leggano, che imparino ad apprezzare il libro come oggetto e come forma di fantasia. Guardare un film non è la stessa cosa perché tutti vedono il mondo come lo immagina il regista; con i libri è diverso, ciascuno è regista di se stesso e immagina le cose come vorrebbe che fossero. I libri, tutti, fanno funzionare il cervello.

Leggere libri genera idee, crea il linguaggio e in ultimo accresce quell’enorme potenziale di comunicazione che è in ognuno di noi: ogni libro è una palestra che aiuta a esprimere chi siamo e cosa vogliamo, le nostre idee per cambiare il mondo e renderlo migliore per i nostri figli.