IMPERIA. IPSIA. STUDENTE DISLESSICO E DISGRAFICO NON AMMESSO ALLA MATURITÀ. LA FAMIGLIA:”CARENZE DELLA SCUOLA, FAREMO RICORSO”. LA PRESIDE:”BOCCIATO PERCHÈ…”/IL CASO

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Una famiglia farà ricorso al TAR Liguria per contestare la non ammissione del figlio alla maturità.

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“Mio fratello affetto da lieve ritardo mentale, dislessia e disgrafia, non è stato ammesso all’esame per colpa dell’incompetenza della scuola”. È questa la denuncia di una famiglia imperiese che, con grande amarezza e stupore, venerdì scorso si è sentita comunicare la bocciatura del ragazzo (per il quale verrà mantenuto l’anonimato per motivi di privacy).

Lo studente, 20enne, quest’anno ha frequentato la classe quinta delle scuole superiori all’Istituto IPSIA G. Marconi in via Gibelli. Secondo la legge 170/2010, a causa dei disturbi di cui soffre, il giovane avrebbe dovuto seguire il PDP (Programma Didattico Personalizzato). Secondo i famigliari del giovane, fino all’anno scorso il programma è stato rispettato, mentre durante la quinta ci sarebbero stati numerosi problemi, per questo motivo sono pronti a fare ricorso al TAR Liguria per contestare la non ammissione alla maturità.

Mio fratello, affetto da un lieve ritardo mentale, dislessia e disgrafia, non è stato ammesso all’esame di statospiega la sorella del 20enneNon è stato messo in pratica durante l’anno nessun tipo di programma personalizzato sottoscritto dalla Legge 170/2010. 

Fino alla quarta superiore, ossia lo scorso anno, è stato seguito da una valida professoressa di sostegno, che ha sempre affermato che mio fratello fosse in grado di sostenere l’esame di stato. Quest’anno, purtroppo, la professoressa di sostegno è cambiata e quella nuova è stata nominata a novembre, con un ritardo di 2 mesi.

Durante l’anno confidavamo che il PDP fosse rispettato come semprecontinua – e, andando ai ricevimenti, i professori ci rassicuravano del fatto che mio fratello avrebbe potuto sostenere l’esame e che alcuni voti brutti potevano essere rimediati.

La sorpresa, però, è arrivata solo 20 giorni prima della fine della scuola, quando ci hanno detto che c’era il rischio per mio fratello di non essere ammesso all’esame e che avrebbero tentato di fagli recuperare i voti con gli obiettivi minimi del PDP. A quel punto ci siamo resi conto che quindi, fino a quel momento, il programma non era stato rispettato.

Inoltre, abbiamo scoperto che alcuni professori, in particolare uno, continuavano a sostenere che mio fratello non fosse in grado di sostenere l’esame (procurandogli un notevole danno psicologico) e che sarebbe stato meglio per lui optare per il Piano differenziato. 

Dopo la convocazione prima della fine della scuola, però, i professori ci avevano tranquillizzato dicendo che sarebbe riuscito a passare l’anno. Eravamo convinti che avesse insufficienze solo in due materie, che avrebbe potuto recuperare facilmente nell’ultimo periodo, ma venerdì è arrivata la chiamata che ha comunicato la bocciatura. 

Le problematiche derivate dal fatto che il PDP non è stato rispettato sono tante, dalle mappe concettuali non fornite dai professori (indispensabili per mio fratello per apprendere), alle verifiche non redatte in modo idoneo, ecc. Inoltre, l’ultima goccia è stata l’insufficienza di una materia che è arrivata oltre il limite possibile per essere recuperata (cosa irregolare), e che che ha influito pesantemente nel voto finale.

A quel punto siamo andati a scuola chiedendo di essere ricevuti – aggiunge – Abbiamo incontrato il vicepreside, la professoressa di sostegno e l’organizzatore del sostegno. Non siamo riusciti a vedere la preside né gli altri professori. Ci hanno detto che c’erano delle mancanze nelle documentazioni sulla dislessia, cosa non vera, perché come ogni anno abbiamo consegnato tutti i certificati necessari. Abbiamo scoperto poi che la scuola durante l’anno non ha provveduto a contattare regolarmente il distretto sanitario imperiese, come avrebbe dovuto fare per legge.

Insomma, sono state tante le carenze della scuola e, per questo motivo, abbiamo deciso che faremo ricorso al TAR e andremo fino in fondo a questa storia”.

Contattata da ImperiaPost, la preside dell’Istituto Enrica Minori ha spiegato l’accaduto dal punto di vista della scuola.

Io sono dirigente scolastico sia del Liceo Cassini di Sanremo, sia dell’IPSIA Marconiafferma la dott.ssa Enrica Minori – Sono a Imperia solo una volta a settimana e per questo motivo mi avvalgo di validi collaboratori. Questi ultimi mi hanno assicurato che, in base alle certificazioni in nostro possesso, tutto quello che doveva essere fatto nei confronti dello studente è stato fatto. Mi fido dei miei collaboratori, ma in ogni caso verificherò personalmente i documenti. Mi dispiace molto che i problemi siano emersi solo 20 giorni prima della fine della scuola. Io sono disponibile a parlare con la famiglia, come lo sono sempre. 

Il ragazzo non è stato ammesso alla maturità perché c’erano delle insufficienze tali per cui si è ritenuto, per il suo bene, fargli ripetere l’anno, in modo tale da colmare le lacune e affrontare più serenamente la maturità il prossimo anno. Dobbiamo ricordarci che i tecnici della scuola pensano sempre in primo luogo al bene degli studenti al fine di prepararli alla vita lavorativa. 

Per quanto riguarda il fatto che l‘insegnate di sostegno sia arrivata 2 mesi dopo l’inizio della scuola, purtroppo non dipende da noi, ma deriva dai problemi con le assegnazione dei posti dei docenti di quest’anno, com’è noto, purtroppo”. 

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