IMPERIA. “GIORNATA DI UN PEDONE CON UN PASSEGGINO”. LO SFOGO DI UNA MAMMA:”CAMMINARE CON MIO FIGLIO È UNO SPORT ESTREMO. BUCHE, AUTO A VELOCITÀ FOLLI E…”/LA LETTERA

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Uno sfogo per portare l’attenzione sulle difficoltà che si incontrano attraversando la città con un passeggino.

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Uno sfogo per portare l’attenzione sulle difficoltà che si incontrano attraversando la città con un passeggino. È questo l’intento di una mamma che ha invitato un lettera al nostro giornale, descrivendo passo dopo passo il suo percorso lungo le strade di Imperia portando suo figlio nel passeggino.

“Giornata di un pedone e di una pedina ad Imperia – scrive – Una mia cara amica è amante e pratica sport estremi, io invece sono più pavida ed il mio massimo ardire è nuotare tra gli “alti flutti” del mare imperiese. Circa da un anno sono diventata mamma….e molti diranno che è già uno sport estremo…ma ho realizzato ultimamente che da quando cammino per la mia adorata città con il passeggino, la mia vita e l’incolumità del mio bambino sono messe ogni giorno in pericolo.

Camminare per Imperia con un passeggino posso assicurare essere uno sport estremo – continua –  si sente un brivido continuo, anche d’estate! Proverò a descrivere il percorso e le sensazioni che si provano a camminare, passeggino muniti, lungo le strade della mia città, che ‘odi et amo’, come scriveva Catullo.

Cominciamo l’itinerario dall’argine destro che ha il marciapiede da un solo lato, lo percorriamo in direzione della foce fino a quando termina ed è necessario attraversare la strada. Anche se si vuole andare verso il centro è necessario attraversare e qui i giochi iniziano a farsi interessanti. C’è un continuo sali scendi da un marciapiede all’altro (ovviamente con scalini) e poi si attraversa e ci si trova in Via Trento. Qui devo nuovamente attraversare la strada, nel pieno di un incrocio a mio avviso pericolosissimimo, e con scalini aventi un’alzata considerevole.

Se un automobilista compassionevole ci lascia passare – aggiunge – io cerco di essere svelta per non intralciare il traffico di tutto l’ incrocio e in questo modo il mio bimbo prende un bel colpo quando lo scendo in strada e io alleno gli scarsi bicipiti che ho per riportarlo sul marciapiede dal lato opposto. Se poi sul marciapiede del sottopasso passiamo noi non resta spazio per nessun altro e questo ogni giorno ci regala insulti e lamentele da care e dolci vecchine che camminano piano piano, ma se devono attendere un attimo, sembra che abbiano il coniglio nel tegame.

Finalmente siamo sull’agognato ponte sull’Impero e proseguiamo verso il Parco Urbano.

Continuiamo lungo l’ultimo tratto dell’argine destro – prosegue –  pieno di immondizia varia, feci canine (speriamo) e scivolosi aghi di pino ed eccoci sull’Amerigo Vespucci. Proviamo ad attraversare perché farla dal lato destro è improponibile per il continuo passaggio da un marciapiede all’altro, da una buca all’altra ecc. Ho detto proviamo perché le macchine sfrecciano lungo il Lungomare scambiandolo per l’autodromo di Monza e qui inizio a sudare freddo. A causa dell’alta velocità, anche se veniamo visti, le vetture non hanno il tempo di frenare e quindi aspettiamo occasioni migliori cuocendoci sotto il sole.

La cosa peggiore che mi fa gelare il sangue nelle vene è quando un buon samaritano frena per darci la possibilità di attraversare, e la macchina dietro quasi lo tampona.

Per accedere al Parco Urbano l’asfalto sembra la superficie lunare e se sono disattenta si incastrano le ruote anteriori e il passeggino rischia di imbandarsi.

Un giorno ho voluto sperimentare l’ebbrezza che nemmeno il bungee jumping può offrire e con il mio piccolo mi sono avventurata lungo Via Antica della Giustizia, la via che si prende attraversando in Via Trento poco prima della sede della Croce Rossa Italiana (anche qui un attraversamento dove sosta sempre un furgone e lo specchio non so come sia orientato, ma non permette di vedere l’arrivo di nulla). Ah un po’ di Parigi Roubaix, colpi di qua colpi di là e per poco mio figlio non viene sbalzato fuori dal passeggino all’ ennesima buca in cui le ruote si sono bloccate. Altro che superficie lunare, è impercorribile e infatti sono dovuta tornare sui miei passi.

Ultima segnalazione, lungo viale Matteotti nel tratto compreso tra il palazzo delle Poste e l’incrocio “dei due leoni”, sembra che il marciapiede si trovi sul coronamento di una frana. I parcheggi lungo il marciapiede sono stati interdetti da molto tempo, noi pedoni e la mia pedina, possiamo invece passare tranquilli?

Lancio due appelli:

1. automobilisti ricordate le lezioni di scuola guida? L’art. 191 del codice della strada enuncia che in presenza di pedoni bisogna rallentare o fermarsi per dar loro la precedenza

2. cari conducenti di furgonati, capisco che spesso avete carichi e cercate la comodità, ma quando parcheggiate prima delle strisce pedonali, riflettete che potrebbe dover attraversare una mamma col passeggino o un anziano e che è pericoloso doversi sporgere oltre il mezzo per verificare se passano automobili o altri veicoli.

Ne approfitto anche per ringraziare l’amministrazione comunale – conclude – che sta diminuendo le barriere architettoniche, rendendo più accessibili gli spazi urbani a tutti i cittadini e spero che qualche mia segnalazione possa essere presa in considerazione per salvaguardare l’incolumità dei passanti e il decoro di una bella, ma un po’ trascurata, città”.

 

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