IMPERIA. CASO RT, L’AZIENDA RISCHIA IL CRACK FINANZIARIO. GIORDANO SCRIVE AI LAVORATORI: “SE NON SI TROVA UN ACCORDO…”

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Resta teso il clima in casa Rt dopo la sentenza del giudice Roberto De Martino. La proposta del presidente
Giordano, contenuta nella lettera, non ha però convinto i lavoratori. Il legale Acquarone: “Proponiamo una dilazione…”

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Resta tesissimo il clima in casa Riviera Trasporti dopo la sentenza del giudice Roberto De Martino (pronunciata lo scorso 25 luglio in Tribunale a Imperia) che ha condannato la società che gestisce il servizio di trasporto pubblico in provincia di Imperia a rimborsare a 54 dipendenti, rappresentati dalla Faisa Cisal, circa 2 milioni di euro.

I lavoratori (difesi dall’avvocato Giuseppe Acquarone), lo ricordiamo, avevano intentato causa contro l’azienda a seguito della disdetta della contrattazione di secondo livello, poi ripristinata grazie a un accordo con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, ma a condizioni ritenute svantaggiose dalla Faisa Cisal che ha così fatto scattare la vertenza.

Nei giorni scorsi il presidente della Rt Riccardo Giordano ha inviato una lettera a tutti i lavoratori dell’azienda, spiegando che “le vicende legate alle vertenze giudiziare rischiano di compromettere seriamente la tenuta economica e finanziaria dell’azienda” e che “il problema non è chi ha ragione, anche se, ricordo, per un pronunciamento definitivo ci vogliono tre gradi di giudizio”.

Giordano, dunque, non nasconde la possibilità, in caso di mancato accordo con i 54 lavoratori (cui è stata presentata una proposta ufficiale da parte dell’azienda), di un fallimento della Riviera Trasporti. Il problema, infatti, è che a stretto giro di posta è attesa una seconda sentenza, sempre relativa alla contrattazione di secondo livello, intentata questa volta dai lavoratori, una cinquantina circa, rappresentati dall’Usb.

Una sentenza, secondo Giordano, dall’esito scontato. “E’ molto realistico – si legge nella lettera inviata a tutti i dipendenti della Rt – pensare che anche il secondo blocco di vertenze, sottoposto al giudizio dello stesso magistrato, porterà ad una analoga condanna per l’azienda”.

Nella missiva Giordano illustra la proposta avanzata ai 54 lavoratori della Faisa Cisal e al loro legale, Giuseppe Acquarone, per addivenire a un accordo.

“La proposta fatta al legale dei ricorrenti nell’incontro che ho avuto nella giornata del 01/08/2.17 prevede sommariamente:

di applicare a tutti il trattamento previsto dall’accordo del febbraio 2015, dalla data della sua sottoscrizione in poi, liquidando gli arretrati a coloro a cui spettano;

di riconoscere, a saldo e stralcio di ogni azione giudiziaria, le somme riferite al periodo compreso tra la data 05 agosto 2014 e la data del 28 febbraio 2015 relativamente alle differenze retributive sugli emolumenti disdettati.

Si tratta di una proposta onerosa, che potrà anche non piacere a qualcuno, ma che difendo perché ritengo seria e necessaria, specie nell’ottica di una auspicata chiusura di tutte le vertenze in essere”.

Il presidente della Rt non manca però di ribadire le conseguenza in caso di mancato accordo, ovvero l’avvio delle procedure concorsuali (tra le quali figurano anche il concordato e il fallimento).

“Se l’offerta cadrà nel nulla, l’azienda non potrà fare altro che resistere con tutti i mezzi che la legge permette sia nei giudizi di merito che nei confronti delle procedure esecutive portate avanti dagli aventi diritto.

E’ doveroso tuttavia comunicarVi che, in presenza di eventuali pignoramenti del conti correnti, o altri provvedimenti che dovessero precludere all’azienda ogni possibilità di operare, sarà gioco forza per gli amministratori deliberare, loro malgrado, l’avvio delle procedure concorsuali previste in questi casi dalla legge, a tutela dei creditori tutti”.

La proposta avanzata dall’azienda, però, non ha convinto i 54 lavoratori, come spiega a ImperiaPost l’avvocato Acquarone: “La proposta della Rt in pratica disapplica la sentenza del Tribunale e non ovviamente non possiamo accettarlo. Abbiamo presentato una controproposta, non ufficiale, e siamo in attesa di un cenno dell’azienda.

Io mi sento di insistere con i miei assistiti per un pieno rispetto della sentenza da parte della Rt, ma con una dilazione, anche in tempi relativamente lunghi, di quanto dovuto ai lavoratori, in modo tale che l’azienda abbia il tempo di reperire i fondi necessari per effettuare i pagamenti. Il tutto chiaramente, con garanzie sufficienti per i lavoratori, il che vuoldire certezza del pagamento e rinuncia all’appello”.

In caso di mancato accordo, lo ricordiamo, i lavoratori hanno già annunciato la volontà, tramite una lettera dell’avvocato Acquarone, di procedere con i decreti ingiuntivi e i relativi pignoramenti. Ipotesi quest’ultima, che, come annunciato da Giordano, potrebbe portare la Rt verso il fallimento. Il termine ultimo fissato dai lavoratori scade venerdì.

 

 

 

 

 

 

 

 

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