DEVASTANTE ALLUVIONE IN SIERRA LEONE. LA TESTIMONIANZA DELL’IMPERIESE FRANCO MARAGLIOTTI:”FRANA SPAVENTOSA, FIUMI DI FANGO E CENTINAIA DI VITTIME. UNA CATASTROFE”/IL RACCONTO

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L’appello di Maragliotti:”Aiutateci a sostenere questa popolazione disperata e distrutta”.

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Una vera catastrofe ha colpito la Sierra Leone. Una fortissima alluvione nei giorni scorsi ha colpito la capitale del paese, Freetown, causando inondazioni e frane. In particolare, un’enorme smottamento ha travolto l’abitato della zona di Regent, nella periferia. La calamità è costata centinaia di vittime e ancora moltissimi sono i dispersi.

Sul posto, come abbiamo raccontato in passato, c’è anche un imperiese, Franco Maragliotti, che si trova a Freetown per portare avanti il progetto “Matteo4U” per aiutare i giovani del luogo. Fortunatamente Maragliotti non è rimasto ferito, ma ha assistito in prima persona all’alluvione e ora sta facendo i conti con le terribili conseguenze di questo disastro.

Per aiutare l’associazione Matteo Maragliotti, clicca qui.

COM’È LA SITUAZIONE ADESSO?

“È una catastrofe. Ho visto personalmente la frana e le vittime che il fango piano piano restituisce. Molta acqua deve ancora defluire. Sto cercando di capire cosa posso fare nel mio piccolo, ma è come se spostassi un granello di sabbia in una spiaggia enorme. 

Sono stato questa notte fino alle tre del mattino a visitare un’altra zona della collina dove conosco delle persone. Vorrei aiutare, ma tuttora non le troviamo, sono disperse. Solo nella zona che ho visto stanotte sono morte 385 persone, non identificate dato le condizioni in cui si trovano. E adesso sta ricominciando a piovere”.

QUANDO È INIZIATO TUTTO?

“È iniziato domenica sera mentre cenavamo dal mio amico Franco Miari. La pioggia ha preso una forza bestiale e siamo dovuti correre fuori a chiudere la strada con sacchetti di sabbia per arginare l’onda che stava entrando anche da noi. Purtroppo nella zona di Regent e sulla collina di Juba ci sono stati i maggiori danni. Li la pendenza del territorio molto aspra e l’urbanizzazione ha fatto il resto. Da noi non c’era pericolo di vita siamo fronte mare senza collina alle spalle, ci siamo solo inzuppati nel fango liquido.

La frana più grande è quella della zona di Regent, nella periferia di Freetown. Dalle foto non so se si capiscono le dimensioni, è spaventosa, e ha travolto moltissime case e baracche, in piena notte. Una vera ecatombe mentre tutti dormivano. Poi l’acqua, una poltiglia melmosa, è stata una trappola mortale.

La pioggia è durata in modo consistente fino a tarda mattinata, poi non ha smesso, ha solo diminuito l’intensità, ma varia molto da zona a zona”.

AVETE AVUTO DANNI ALLE COSTRUZIONI IN CORSO PER IL VOSTRO PROGETTO?

“Per fortuna no. Solo fango da pulire”.

COME HA REAGITO LA POPOLAZIONE?

“Con grande disperazione, la gente piange e scava nel fango. Questo popolo è tristemente abituato a soffrire, ma nonostante tutto la vita continua. È ancora presto per contare le vittime precisamente. Fonti non ancora verificate parlano di 850 morti, ma i numeri sono destinati a salire”.

CHE PROGRAMMI AVETE?

“Resto secondo il programma. Torno in Italia il 18 settembre per preparami al processo di Matteo che si terrà il 9 ottobre. Ho appena aggiornato mia moglie su cosa succede qui e se riusciamo quando rientro io e Sabrina organizziamo uno spettacolo per raccogliere fondi. In questo momento non posso fare nulla per quelle povere anime e sto continuando i lavori per la scuola primaria di una maestra che da molto tempo chiede aiuto. Erano 52 bambini in una baracca di 7 metri per 4. Ora l’abbiamo demolita e stiamo facendo la nuova struttura sempre in legno e lamiere ma molto più grande e soprattutto con il terreno a livello, prima era in discesa”.

UN APPELLO?

Le persone colpite da questo nuovo disastro adesso cercano aiuto e non ho abbastanza soldi per affrontare l’emergenza. Chiedo alle persone e alle associazioni Imperia di darci una mano a raccogliere fondi per gestire questa situazione, non voglio più guardare negli occhi chi mi chiede aiuto senza poter far nulla per lui. Qui la situazione è davvero seria e spero nel buon cuore di voi tutti e che Dio ci aiuti”.

Chiunque volesse dare una mano può inviare il suo contributo su due canali:
– PAYPAL sulla mail associazionematteomaragliotti@gmail.com
– Bonifico: Iban IT78H0335901600100000073762 Banca Prossima (gruppo intensa Sanpaolo)

Se qualcuno volesse inviare sul nostro conto in Sierra Leone mi scriva in modo di potergli dare le corrette informazioni”.

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