IMPERIA. IN VIAGGIO PER GERUSALEMME CON DUE ASINI E UNA VALIGIA PIENA DI SOGNI. L’INCREDIBILE STORIA DI UN GRUPPO DI RAGAZZI:”UNITEVI A NOI”/FOTO E VIDEO

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Una marcia da Santiago a Gerusalemme per portare un messaggio di cambiamento e di pace. È questa l’incredibile storia di un gruppo di ragazzi di diverse nazionalità (italiani, portoghesi, spagnoli, francesi e cileni) partito da Santiago di Compostela più di 6 mesi fa, con l’intento di raggiungere Roma e proseguire verso Gerusalemme, a piedi.

Nel corso del viaggio, inoltre, hanno preso con loro due asini, con cui condividono ogni momento di questa avventura, non passando certamente inosservati.

Gli inviati di ImperiaPost sono andati a incontrarli mentre i ragazzi si trovavano a San Lorenzo al Mare, dopo aver percorso la pista ciclabile, diretti a Imperia, e uno di loro, David, ha spiegato la ragione della loro decisione di mollare tutto e partire.

QUAL È LO SCOPO DEL VOSTRO VIAGGIO?

“Stiamo facendo una marcia per la pace che è partita da Santiago di Compostela il 15 marzo di quest’anno. Camminiamo insieme a due asinelli con l’intenzione di andare sino a Roma e dopo Roma proseguire il cammino sino a Gerusalemme. Tutto a piedi.

L’intento è avere l’opportunità, attraverso questo cammino, di cambiare noi stessi e portare un piccolo cambiamento al mondo.

Ci siamo accorti che il mondo in cui viviamo, il sistema che in qualche modo ci governa, non è il migliore e in qualche modo vorremmo apportare un cambiamento per poter dare ai nostri figli, o comunque a chi verrà, un mondo migliore”.

SIETE UN GRUPPO FORMATO DA PIÙ NAZIONALITÀ E A IMPERIA VI ASPETTANO ALTRE PERSONE CHE SI UNIRANNO ALLA MARCIA.

“Sì, io e un nuovo ragazzo che si è unito da poco siamo italiani e poi ci sono ragazzi un po’ da tutto il mondo. Una coppia tedesca, un ragazzo inglese, un ragazzo portoghese, un ragazzo spagnolo, una ragazza che addirittura arriva dal Cile e tre ragazzi francesi”.

QUALI SONO I VOSTRI PROGRAMMI?

“All’inizio del cammino, da Santiago di Compostela, l’obiettivo era arrivare intorno a ottobre di questo anno a Roma. Abbiamo avuto diversi imprevisti. Il cammino, essendo imprevedibile, ci ha portato oggi, a inizio ottobre, ad essere qua vicino a Sanremo.

Calcoliamo di arrivare a Roma intorno a dicembre di questo anno. Ci vorrà sicuramente almeno un anno intenso per arrivare a Gerusalemme. Il cammino comunque è talmente lungo che non si possono dare delle date precise.

Su Facebook chiunque può seguire il nostro cammino e anche sul sito internet c’è la mappa con tutto il cammino e così potete anche vedere il tragitto”.

È UN VIAGGIO MOLTO IMPEGNATIVO, COME VI ORGANIZZATE?

“Noi, avendo anche due asini, privilegiamo accamparci e dormire in parchi o comunque nella natura, per dare modo agli asini di riposarsi e stare nel loro habitat e mangiare erba. Per quanto riguarda il mangiare noi cerchiamo sempre di fare molto riciclaggio, quindi magari alla fine dei mercati o nei supermercati chiediamo sempre se hanno della frutta o della verdura che avanza.

Magari a fine turno delle panetterie cerchiamo di riciclare del pane vecchio o della pizza che normalmente andrebbe buttataQuesto anche per sensibilizzare quanto spreco nel mondo, non solo qui in Italia ovviamente, ma quanto spreco nel mondo ci sia di cibo.

Altrimenti noi viviamo attraverso donazioni che le persone ci offrono o lungo il cammino o attraverso la piattaforma GoFundMe, che la potete trovare sul sito internet”.

COME AVETE INCONTRATO GLI ASINI?

“Il tutto era nato perchè siamo partiti da Santiago di Compostela avendo una macchina che la usavamo per tutto quanto il materiale logistico, di gruppo, la cucina e via discorrendo.

Lungo il cammino ci siamo accorti che la macchina ci divideva. Aveva anche una spesa economica, benzina, costi di manutenzione. La motivazione principale è che non ci piaceva il fatto di voler continuare ad appoggiare una multinazionale del petrolio.

Arrivati all’altezza di Pamplona abbiamo trovato una famiglia che ha deciso di scambiare la nostra macchina in cambio di due asini.

All’inizio li usavamo un po’ per trasportare il materiale logistico, poi però non ci piaceva l’idea di caricarli tanto e quindi abbiamo semplificato il più possibile il materiale. Una delle due, essendo incinta cammina da sola, liberamente, senza alcun peso. All’altra abbiamo messo giusto un piccolo carico giusto per il minimo indispensabile del gruppo”.

VOLETE LANCIARE UN APPELLO?

Questa marcia è aperta a tutti, non ha nulla a che vedere con la religione o con la politica. Chiunque abbia voglia di fare con noi queste esperienze, anche solo per un giorno, una settimana, un mese o arrivare sino a Gerusalemme è libero di contattarci o attraverso il sito, attraverso la pagina Facebook e chiedere notizie di noi e unirsi.

A me piace vivere giorno per giorno questa marcia, senza avere troppa ansia di quello che sarà quando arriverà a Gerusalemme o di che problemi potremmo trovare arrivati in Siria. Tentiamo di affrontare i vari problemi che giorno per giorno sopraggiungono, affrontandoli al meglio e pensando più al presente che al futuro”.

A cura di Gabriele Piccardo e Gaia Ammirati.

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