IMPERIA. ANTIMAFIA, IL MAGISTRATO GIAN CARLO CASELLI INCONTRA GLI STUDENTI: “LA LEGALITÀ CONVIENE, LA CRIMINALITÀ DETERMINA IL NOSTRO IMPOVERIMENTO”/FOTO E VIDEO

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Questa mattina, presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia, Gian Carlo Caselli, Procuratore
Antimafia e presidente di Libera, ha incontrato gli studenti del liceo Vieusseux e delle scuole medie Sauro e Boine

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Questa mattina, presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia, Gian Carlo Caselli, Magistrato, presidente di Libera, ha incontrato gli studenti del liceo Vieusseux e delle scuole medie Sauro e Boine. Successivamente Caselli si è recato presso l’Uliveto sperimentale di Poggi, per parlare a studenti e autorità dei beni confiscati alla mafia.

GIAN CARLO CASELLI

“Parlerò con i giovani prima di tutto di legalità, poi come specificazione della violazione della legalità, di mafia.

La legalità, proverò dire ai giovani, è una cosa che conviene. Più legalità ha, più speranze concrete, più prospettive robuste di vivere meglio, di una migliore qualità della vita.

Ecco perchè la legalità conviene. Cercherò di fare degli esempi proprio sul versante della illegalità economica, evasione fiscale, corruzione e mafia.

Sono tre forme di illegalità e criminalità che ci portano via un’enormità di ricchezze e conseguentemente determinano un grave nostro impoverimento. Ci portano via risorse che se le avessimo, avremmo tutta una serie di cose importanti, ospedali, scuole, trasporti, che funzionano meglio, una miglior tutela del territorio. Cose che se le avessimo, vivremmo meglio.

Più legalità uguale migliore qualità della nostra vita, una cosa che conviene a tutti e in particolare al futuro dei giovani. Un futuro ancora lungo per loro fortuna, ma la cui qualità dipende anche e fortemente dalla legalità.

I beni confiscati alla mafia sono un risultato estremamente positivo, che si è ottenuto a partire dal 1982 dopo la morte di Dalla Chiesa. Non dimentichiamo come nasce questa legge.

Sono talmente tanti, perchè le ricchezze dei mafiosi sono immense, che oggi il problema è la gestione di questi beni espropriati e portati via alla mafia.

Il nuovo Codice Antimafia interviene su questo versante con delle novità significative. Dovranno essere verificate, ma sembra che il nuovo prometta abbastanza bene. Rimane la base fondamentale dell’aggiornamento, in cui i mafiosi temono di andare in carcere, ma temono anche secondo i più di essere toccati nel portafoglio. Il loro potere è la ricchezza, il controllo economico di un territorio. Toccarli su questo versante è fargli davvero del male legalmente”.

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