IMPERIA. BLITZ DELLA POLIZIA NELL’APPARTAMENTO DI UNA COOPERATIVA. FERMATO UN MIGRANTE, SEQUESTRATI OLTRE 100 GRAMMI DI HASHISH/ ECCO COSA È SUCCESSO

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La cooperativa era all’oscuro della presunta attività illecita e sin da subito ha offerto la propria collaborazione alle forze dell’ordine

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Blitz antidroga questo pomeriggio da parte degli agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato, coadiuvati dal reparto cinofilo di Genova, in viale Matteotti a Imperia, all’interno di un appartamento abitato da alcuni migranti ospiti di una cooperativa locale.

Nei guai è finito un 30enne nigeriano, da tempo in Italia, che a seguito della perquisizione è stato tradotto in Questura per gli accertamenti del caso.  La sua posizione è al momento al vaglio delle autorità inquirenti. 

All’interno dell’abitazione, che condivideva con altri giovani, sono stati infatti rinvenuti circa 150 grammi di droga tipo hashish. La sostanza era stata nascosta, ma grazie all’olfatto del cane antidroga, gli agenti hanno potuto rinvenire lo stupefacente. 

La cooperativa era all’oscuro della presunta attività di spaccio del migrante e sin da subito ha offerto la propria collaborazione alle forze dell’ordine. Il giovane è stato tratto in arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e sarà processato domani mattina per direttissima presso il tribunale di Imperia. 

“Nelle settimane scorse – spiegano della cooperativa – si è verificata una situazione di malessere con i condomini e con gli altri giovani. Insieme abbiamo cercato un modo per risolvere la questione. Siamo stati i primi a segnalare questo sospetto, per noi è stato anche un modo per far capire anche agli altri ragazzi che ci sono delle leggi e che devono essere rispettate. Siamo contenti che siano intervenute le forze dell’ordine, ci sono persone che stanno facendo un bellissimo percorso e non vogliamo che per colpa di uno venga rovinato. Probabilmente la persona che è stata arrestata è stata spinta da una pressante richiesta da parte della famiglia di origine. Ciò ovviamente non giustifica che ci sono ben altri modi per guadagnare onestamente dei soldi da inviare al Paese”. 

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