PARTE DA DIANO MARINA LA BATTAGLIA PER L'”INDIPENDENZA” DELLA REGIONE LIGURIA. BASSO:”VOGLIAMO IL REFERENDUM”/LA MOZIONE

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Parte da Diano Marina la battaglia per l’autonomia della Regione Liguria. L’amministrazione Chiappori, infatti, presenterà durante il prossimo consiglio comunale, in programma venerdì 24 novembre, uno mozione che impegni il sindaco “a sostenere ogni iniziativa avente la finalità di fornire una maggiore autonomia, nelle materie elencate in premessa, alla Liguria” Nel dettaglio il consiglio, una volta approvata chiederà al presidente della Regione Toti e alla sua giunta di “promuovere parallelamente sia le procedure di referendum regionale con lo stesso quesito proposto dalle Regioni Lombardia e Veneto nonché sia l’apertura del tavolo col Governo per attivare la devoluzione di maggiori competenze ex art. 116 Cost. con particolare riguardo all’istruzione, alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, ricerca, alimentazione, porti, casse di riparmio e credito bancario”.

“Riteniamo che con questa mozione – spiega l’assessore e membro della segreteria provinciale della Lega Nord Luigi Basso  – Diano Marina si dimostri ancora una volta all’avanguardia nella buona pratica amministrativa che mette al proprio centro la creazione di percorsi e strade che possano cambiare realmente la vita delle persone e dei cittadini, senza perdere tempo nelle solite chiacchiere e slogan: con la mozione si coinvolge tutto il Consiglio Comunale nel sostegno ad ogni iniziativa diretta a far si che la Regione Liguria si veda riconosciuta la competenza su materie concrete, che i liguri toccano con mano ogni gionro  come per esempio: l’istruzione, le Banche, l’alimentazione, i porti. 

Con la mozione si chiede inoltre alla Regione Liguria di attivare il percorso di acquisizione di maggiori competenze attraverso il referendum (sul modello lombardo e veneto) e la costituzione di un tavolo di trattativa con il Governo centrale (sul modello emiliano)”. 
 IL TESTO DELLA MOZIONE

“Il terzo comma dell’ articolo 116 della Costituzione prevede la possibilità di attribuzione, mediante legge statale, alle Regioni di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in determinate materie, sulla base di un’intesa tra lo Stato e la Regione interessata, sentiti gli Enti Locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119 della Costituzione;

• Le materie, di cui al punto precedente, sono: rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni, commercio con l’estero, tutela e sicurezza del lavoro, istruzione (salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con l’esclusione dell’istruzione e della formazione professionale), professioni, ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi, tutela della salute, alimentazione, ordinamento sportivo, protezione civile, governo del territorio, porti e aeroporti civili, grandi reti di trasporto e di navigazione, ordinamento della comunicazione, produzione, trasporto, distribuzione nazionale dell’energia, previdenza complementare e integrativa, armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali, casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale, enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale (III comma dell’articolo 117), organizzazione dei giudici di pace (lettera l del II comma dell’articolo 117), norme generali dell’istruzione (lettera n), tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali (lettera s); 

PRESO ATTO CHE l’autonomia politica e amministrativa delle Regioni è un valore di rango costituzionale, sancito dal II comma dell’articolo 114 della Costituzione, la cui estensione è disciplinata soprattutto dal Titolo V della Costituzione, e deve essere intesa quale processo di crescita sociale del Paese attraverso l’organizzazione ottimale dei soggetti istituzionali che costituiscono la Repubblica, in un’ottica che valorizzi il principio di sussidiarietà;

RITENUTO CHE l’obiettivo di ottenere una maggiore autonomia regionale è, oggi, la migliore soluzione sia per contrastare la crisi economica, sia per ristabilire corretti meccanismi di responsabilizzazione, trasparenza e partecipazione dei cittadini e dei rappresentanti politici, a beneficio esclusivo della comunità ligure;

CONSIDERATO CHE la dimensione economico – produttiva, turistica e sociale, le proprie tradizioni locali rappresentano un oggettivo elemento di caratterizzazione della Regione Liguria;

IMPEGNANO IL SINDACO E IL CONSIGLIO COMUNALE 

A sostenere ogni iniziativa avente la finalità di fornire una maggiore autonomia, nelle materie elencate in premessa, alla Liguria.

INVITANO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E LA GIUNTA REGIONALE 

A promuovere parallelamente sia le procedure di referendum regionale con lo stesso quesito proposto dalle Regioni Lombardia e Veneto nonché sia l’apertura del tavolo col Governo per attivare la devoluzione di maggiori competenze ex art. 116 Cost. con particolare riguardo all’istruzione, alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, ricerca, alimentazione, porti, casse di riparmio e credito bancario”.