“RIMANGO A IMPERIA PERCHÈ…”. DAI QUADRI AI TAVOLI FINO ALLE T-SHIRT, VIAGGIO NELL’ARTE DI LUCIA COMAI:”PER AVERE UN CAMBIAMENTO NEL MONDO…”/LA STORIA

Home Imperia

LUCIACOMAI

Un’arte che trasmette messaggi di pace e di rinnovamento di se stessi. È questo l’obiettivo di Lucia Comai, un’artista imperiese che usa la sua creatività per realizzare opere uniche dai colori sgargianti e pieni di vita, splendide da vedere e profonde nel significato.

Lucia Comai è originaria di Bordighera, ha vissuto per 12 anni in Veneto, ma recentemente è tornata in Liguria, precisamente a Imperia, dove ha iniziato a dedicarsi completamente alla sua più grande passione, la pittura.

INIZIALMENTE AVEVA PRESO UN’ALTRA STRADA, QUANDO HA DECISO DI DEDICARSI ALL’ARTE?

“Sì, dipingo da quando ho 16 anni, ma al momento di scegliere una strada per il futuro avevo optato per giurisprudenza. Poco prima della laurea mi sono trasferita in Veneto, avevo bisogno di cambiare aria e avere stimoli nuovi. Lì mi sono laureata e ho iniziato a lavorare. Ben presto ho capito però che la mia vocazione era orientata al marketing e ho lavorato per i settori commerciali di aziende per 12 anni. Il Veneto mi ha insegnato moltissimo. C’è un tessuto di aziende famigliari e una volontà lavorativa incredibile. Allo stesso tempo, la parte artistica rimaneva sempre nel mio cuore e la portavo avanti in autonomia. L’anno scorso ho deciso di trasferirmi a Imperia, tornando nella mia Liguria, e ho deciso di dedicarmi completamente alla mia passione, diventando anche la commerciale di me stessa”.

DI COSA PARLANO LE SUE OPERE?

Secondo me l’arte deve migliorare la vita, trasmettere dei valori e dei messaggi. Non dev’essere fine a se stessa o rinchiusa in una piccola cerchia di esperti. In particolare, essendo buddista da 12 anni, per me la cosa importante è creare un messaggio positivo che spinga le persone a creare valore, a rinnovarsi, a lavorare su di sè. Solo in questo modo si possono avere cambiamenti anche nel mondo intorno a noi”.

UN’OPERA A CUI È PARTICOLARMENTE LEGATA?

Nel 2004 ho realizzato “La donna ossuta”. Ritrae un corpo femminile dolce ma sofferente. Il tema del corpo della donna mi sta molto a cuore. Oggi siamo troppo influenzati dai modelli di bellezza che ci vengono sottoposti. In ogni donna c’è la sofferenza di vivere in un corpo che è sempre giudicato e mediato da altri“.

LA LIGURIA È MOLTO PRESENTE NELLE SUE OPERE.

“Sì, traggo ispirazione dai paesaggi tipici liguri, dalla pace che trasmettono. Vicino a casa mia c’è un boschetto dove passeggio e dove trovo grandi spunti per le mie opere. La mia famiglia ha sempre fatto olio, per uso personale, e ho sempre utilizzato il nostro olio per diluire i colori con cui dipingo, quindi c’è un po’ di Liguria in ogni quadro”.

SECONDO LEI A IMPERIA CI SAREBBE BISOGNO DI PIÙ ARTE E CULTURA?

“Sicuramente si può fare di più, ma credo anche che ci si lamenti sempre un po’ troppo. Bisogna fare, invece di parlare. Ho l’obiettivo di trasformare il karma di questa terra.

Ho notato che le persone si incuriosiscono e si sentono ispirate e questo è proprio il messaggio che voglio trasmettere: creare valore e vedere la vita con più speranza e positività. Ognuno è artefice di se stesso e del mondo.

Credo che il Parasio dovrebbe diventare un luogo di ritrovo di artisti. È architettonicamente splendido. Bisognerebbe riempirlo di botteghe e laboratori di artisti e artigiani. Realizzare fiere che porterebbero arte e turismo”.

CONSIGLI PER I GIOVANI CHE VOGLIONO ENTRARE IN QUESTO MONDO?

“Un consiglio che mi sento di dare è quello di trovare aziende che credano in loro. E soprattutto provare sempre, non stare mai fermi. Io stessa sono andata via per tanti anni per imparare, scoprire qualcosa di nuovo, trovare nuove idee. A volte bisogna essere un po’ folli”.

RECENTEMENTE HA INTRAPRESO UN PROGETTO CON UN ALTRO IMPERIESE CHE RENDE L’ARTE PIÙ ACCESSIBILE.

“Ho conosciuto Daniel di Dmenjoy per caso. Ha creato il suo progetto nel 2016, scommettendo anche lui su Imperia e non solo. Cercava una persona che desse qualcosa di nuovo ai suoi prodotti e ho creato un progetto di T-shirt su cui dipingo direttamente a mano. Ho scelto le T-shirt perché è il capo più semplice, ma anche quello più universale, con cui si può comunicare, specialmente rivolto alla fascia giovanile. Uso colori fluo e frasi buddiste. Le frasi da cui prendo ispirazioni sono tre “mantra” buddisti: Nam myohorengekyo, Ichinen sanzen, Esho funi”.

QUALCHE MOSTRA DA CITARE?

Ho esposto a Padova nel 2008, a San Lorenzo al Mare a luglio di quest’anno, a Badalucco Internazionale e a Venezia Collaterale alla Biennale ad agosto e a Genova Saturart Gallery a settembre. In programma ci sono esposizioni a Bordighera (21 dicembre), Sanremo, Milano 1/28 febbraio, Alassio 1/15 gennaio e porterà un’opera a New York a marzo durante la settimana dell’arte. Infine a dicembre ci sarà un evento di Live Painting, dove ci saranno giochi di luci con musica e io dipingerò dal vivo”.

PATNER NELL’INIZIATIVA È L’IMPERIESE DANIEL VICARI, DELLA DMENJOY:

“Dmejoy è nata da un’idea mia e del pittore imperiese Mauro Colombo, che tra il ’90 e il 2000 ha esposto in diverse gallerie d’Europa – spiega Daniel Vicari – Avevamo pensato di realizzare una collection di t-shirt insieme e abbiamo iniziato a vendere anche fuori Imperia. Adesso abbiamo 3 linee tra cui, appunto, la linea con Lucia Comai “Buddha Collection”. L’iniziativa è nata dall’affinità dei nostri spiriti, entrambi gioiosi e giocosi. I suoi disegni buddisti mi sono subito piaciuti e riprendevano la mia filosofia di vita. Così abbiamo deciso di provare a collaborare. C’è la linea fatta a mano e quella in digitale che sta per uscire. Siamo molto soddisfatti di questa unione e speriamo di continuare a lungo”. 

[wzslider autoplay=”true” interval=”6000″ transition=”‘slide’” lightbox=”true”]