AGGRESSIONE ALL’ARBITRO. PARLA IL DIRIGENTE DELL’IMPERIA SQUALIFICATO PER 2 ANNI: “CHIEDO SCUSA, MA NON SONO UN VIOLENTO. HO SOLO DATO UNA SPINTA”/L’INTERVISTA

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“Certamente ho sbagliato – spiega a ImperiaPost Giuseppe Pellegrino – e mi scuso per la mia
reazione. Ma da lì a parlare di atteggiamento violento, aggressione e mani al collo ce ne passa”

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“Mi assumo tutte le responsabilità per aver dato una spinta all’arbitro. E’ stato un brutto gesto, certamente condannabile, ma dettato da un momento di tensione. Non ci sono state altre spinte e non ho assolutamente messo le mani al collo del direttore di gara. Sono davvero mortificato per il polverone che si sta sollevando. Io non ho aggredito nessuno. Non c’è stata alcuna violenza, sono pronto a dimostrarlo con tanto di testimoni”.

Queste le prime parole di Giovanni Pellegrino, 55 anni, dirigente dell’Imperia Calcio squalificato per 2 anni per aver aggredito l’arbitro (18 anni appena compiuti) nel match di calcio giovanile, categoria Allievi regionali 2001, tra Vado e Imperia. 

“Il responso del Giudice Sportivo si basa solo sul referto arbitrale – dichiara Pellegrino, contattato da ImperiaPost – Io accetto la squalifica a livello sportivo. Il mio è stato un atteggiamento censurabile. Devo dire, però, che è stato dettato da una serie di circostanze, non ultima il fatto che, mentre soccorrevo il nostro portiere, colpito alla testa da un avversario con una scarpata, mi sono sentito apostrofare con la parola ‘stronzo’. Dietro di me c’era l’arbitro e penso proprio sia stato lui a pronunciare quelle parole. Per questo mi sono girato e l’ho spintonato”.

“Certamente ho sbagliato – prosegue Pellegrino – e mi scuso per la mia reazione. Ma da lì a parlare di atteggiamento violento, aggressione e mani al collo ce ne passa. Io sono 1.93, può anche darsi che nello spintonare l’arbitro gli abbia toccato il collo, ma certamente non gli ho messo le mani al collo. Fuori dal campo c’era un arbitro donna che aveva diretto la partita precedente. Mi ha detto di aver visto solo la spinta. Screzi precedenti con l’arbitro? Assolutamente no, era la prima volta che lo vedevo”.

“Al termine della partita –  aggiunge – sono andato nello spogliatoio dell’arbitro per chiedere i cartellini. Mi ha detto che non poteva darmeli in quanto aspettava i Carabinieri. Io ho chiuso la porta e sono tornato nello spogliatoio dell’Imperia. Più tardi i Carabinieri mi hanno raggiunto e mi hanno detto ‘lei sembra una persona per bene, tranquilla. Che ne dice di chiarire con l’arbitro?’.

Io ho subito accettato perché ero, come sono tutt’oggi, mortificato per l’accaduto. Mentre stavo andato dall’arbitro, però, è intervenuto il designatore arbitrale che mi ha bloccato, dicendomi che non era il caso di parlare con il direttore di gara. Solo dopo ho scoperto del Pronto Soccorso, della prognosi e della mia presunta aggressione. Non so davvero che dire. Io non sono una persona violenta. Ho giocato per anni a pallavolo, sino in serie C, e non ho mai preso neanche un cartellino giallo”.

“Adesso la giustizia sportiva farà il suo corso – conclude Pellegrino – Vedremo poi cosa accadrà. È la prima volta che mi trovo in una situazione simile. Certamente se questa situazione dovesse persistere, sarà io a presentare una querela. Non si può parlare di aggressione e di atteggiamento violento. C’è stata una spinta, ripeto, me ne scuso e accetto la squalifica sportiva, ma nessuna aggressione”.

 

 

 

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