IMPERIA. AMAT VS RIVIERACQUA, IN CONSIGLIO VOLANO GLI STRACCI. GROSSO: “ACQUA PUBBLICA, PD RIDICOLO”. MEZZERA: “IL SINDACO…”/LA DISCUSSIONE

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Tensione alle stelle in consiglio comunale a Imperia nell’ambito della discussione sulla cosiddetta guerra dell’acqua. In
particolare si è discusso della mozione presentata dal Pd dal titolo “gestione pubblica del ciclo idrico integrato-Atto di indirizzo”

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AMAT RIVIERA

Tensione alle stelle in consiglio comunale a Imperia nell’ambito della discussione sulla cosiddetta guerra dell’acqua. In particolare si è discusso della mozione presentata dal Pd dal titolo “gestione pubblica del ciclo idrico integrato-Atto di indirizzo”. 

Obiettivi della mozione la richiesta al Sindaco Capacci di chiedere al cda di Amat di ritirare la richiesta di commissariamento dell’Ato idrico e di mettere in atto tutte le procedure per rilanciare la gestione pubblica provinciale del ciclo idrico integrato, in particolare “farsi parte attiva e propositiva nei confronti dell’assemblea provinciale dei Sindaci, affinché la Provincia di Imperia si impegni a mettere in atto tutte le procedure affinché Rivieracqua possa diventare una società efficace e realmente in grado di svolgere il compito assegnatole formalmente”.

La mozione è stata approvata all’unanimità al termine di una decisione molto accesa.

GIANFRANCA MEZZERA (PD)

Amat è una società che va verso la cessazione. Nel dicembre del 2016 il consiglio comunale ha deliberato la proposta di ingresso in Rivieracqua, incaricando il Sindaco di verificare, entro tre mesi, la situazione della società consortile. Il 24 febbraio la giunta ha deliberato l’ingresso in Rivieracqua, pratica poi approvata anche dal consiglio comunale il 9 marzo. La delibera è però rimasta nel cassetto per mesi, non è successo nulla. A ottobre siamo venuti a conoscenza che Amat, che vanta un credito verso Rivieracqua, cui offre, senza alcun pagamento, acqua all’ingrosso, ha depositato in Tribunale un decreto ingiuntivo per risolvere i problemi. Nelle more della decisione del tribunale, però, Amat si riunisce in una seduta del cda piuttosto tesa, decide di chiedere il fallimento di Rivieracqua e il Commissariamento dell’Ato idrico.

Noi come consiglieri comunali non ne sapevamo nulla. Il Sindaco, che ha comunicato la decisione di Amat in consiglio comunale, ha sempre sostenuto di non saperne nulla. Ha detto che nella lettera inviatagli da Amat era annunciata solo la richiesta di fallimento e non la richiesta di commissariamento dell’Ato.

Noi riteniamo che Amat fosse in diritto di recuperare il credito verso Rivieracqua, ma riteniamo che prima fosse opportuno che il Tribunale si pronunciasse sul decreto ingiuntivo. Amat, società di cui il Comune è socio di maggioranza, avrebbe dovuto coinvolgere l’amministrazione prima di chiedere fallimento Rivieracqua.

La cosa che più ci ha segnato non è tanto la richiesta di fallimento di Rivieracqua, quanto la richiesta di commissariamento dell’Ato idrico, perché per noi è andare contro la gestione pubblica dell’acqua. Il Pd da sempre sostiene la gestione pubblica dell’acqua. Noi non siamo convinti che il Sindaco non sapesse nulla dell’istanza di fallimento, fatto sta che però ha poi appoggiato le scelte di Amat. La presa di posizione del Sindaco ci ha spiazzato. Il Sindaco è andato verso la sua strada senza coinvolgere gli assessori e la maggioranza. Per questo abbiamo ritenuto fosse impossibile andare avanti.

Speriamo che il 19 gennaio (nuova udienza in Tribunale su richiesta fallimento Rivieracqua, ndr) si trovi una soluzione. Con il fallimento di Rivieracqua si aprirebbero scenari terribili per Amat e per il Comune di Imperia. Con l’istanza di fallimento e la richiesta di commissariamento Amat ha messo in difficoltà tutti i Sindaci della provincia che si sono attivati per garantire una gestione pubblica dell’acqua.

Il Sindaco ha poi chiesto un cda con figure manageriali. Per Rivieracqua si, ma per Amat no. Ha assunto un atteggiamento diverso. Infatti, in Amat ha rinominato lo stesso cda, scelto in passato dalla politica.

Rivieracqua soldi non ne ha. Il presidente precedente di Rivieracqua, Donzella, si era attivato per cercare finanziamenti bancari per dare liquidità a Rivieracqua e acquisire asset. A seguito dell’istanza di fallimento, le banche si sono chiuse a riccio e Rivieracqua ad oggi non è in grado di trovare soluzioni finanziarie. Nel frattempo, però, gli abbiamo affidato la gestione del depuratore. Noi affidiamo la gestione del depuratore a una società di cui abbiamo chiesto il fallimento?

Noi contestiamo determinati atteggiamenti adottati dal Sindaco senza pensare alle conseguenze politiche e amministrative. Noi chiediamo che il Sindaco metta in atto tutte le procedure tutelare il ciclo idrico integrato e ritiri la richiesta di commissariamento dell’ato idrico”.

CARLO CAPACCI

“Prima eravamo tutti amici, ora ci odiamo. Va bene, ne prendo atto. Non può dire la Mezzera che il Pd non sapeva nulla dell’istanza di fallimento di Rivieracqua. De Bonis era assessore all’ambiente, in Amat c’erano due autorevoli rappresentanti del pd provinciale. E mi dice che voi non sapevate niente? Secondo me ne sapevate più voi di me.

Amat deve tutelare i propri dipendenti, questo è il suo primo obiettivo. Il cda non ha fatto altro che tutelare il suo credito verso Rivieracqua. Amat deve fornire acqua a Rivieracqua perché è un pubblico servizio e accettare non venga pagata? Secondo voi, che siete dei geni, cosa avrebbe dovuto fare Amat? Saltare per aria? È stata un’azione esagerata? Non lo so, io avrei fatto la stessa cosa. Quella azione che ha scatenato tutte queste polemiche, ha portato a una serie di reazioni che porteranno alla risoluzione del problema dell’acqua pubblica in questa provincia.

Ieri il consiglio comunale di Sanremo ha deliberato che Amaie non entrerà in Rivieracqua sino a che non verrà chiarita la situazione societaria. Ma non siete voi del Pd in maggioranza a Sanremo?

Il socio Comune, per mia parola, ha chiesto ad Amat di ritirare la richiesta commissariamente dell’ato idrico. Noi cederemo il credito verso Amat a Rivieracqua. Il cda di Amat? Voi avete fatto una ripicca e quindi mi sembrava giusto che i consiglieri tornassero al loro posto”.

OLIVIERO OLIVIERI

“Nessuna inimicizia, Sindaco, ma ci sono cose che hai detto che non vanno bene. Dici, cosa poteva fare Amat? Gli atti amministrativi parlano chiaro. Non è che Amat stesse dormendo. C’era un decreto ingiuntivo. Nelle more della decisione del Tribunale sul decreto, improvvisamente, Amat ha convocato un cda per votare l’istanza di fallimento contro Rivieracqua. Istanza che è stata presentata in Tribunale subito dopo l’approvazione del cda. Non c’erano i tempi, ovviamente l’istanza era già pronta. Lei ha rinominato in Amat un cda che potrebbe averle tenuto nascosta l’istanza di fallimento?”.

GIUSEPPE FOSSATI

“Il Comune pensa di cedere il credito che ha verso Amat a Rivieracqua. Mi sembra una cosa che non sta in piedi. non sta in piedi giuridicamente. Rivieracqua è una società che ha dei problemi e ha bisogno di una management adeguato. Io credo che l’avvocato Donzella fosse un buon presidente. Consulenze? È evidente che una società si affidi a dei consulenti. O ci crediamo in Rivieracqua o non ci crediamo. Se non ci crediamo lo diciamo subito, se ci crediamo bisogna investire nel progetto”.

ROBERTO SALUZZO

“La gestione del ciclo idrico è molto importante. Questo consiglio qualcuno non lo voleva fare. In commissione non erano presenti ne assessori ne dirigenti. Sembravamo al bar. Forse qualcuno guardava più alle prossime elezioni. Noi di Imperia di Tutti Imperia per Tutti ci mettiamo la faccia. Vogliamo un gestore pubblico e unico.

Se questa fosse una partita di calcio ci sarebbero tre squadre. Amat, Rivieracqua e Comune di Imperia. Il Comune non può essere ne un tifoso ne un arbitro. Noi qui giochiamo con la squadra del Comune. L’istanza di fallimento ha sancito il fallimento della politica perché ha lasciato ad Amat il compite di gestire la vicenda.

L’istanza di fallimento, come ha detto il Sindaco, ha avuto anche riscontri positivi. Con le dovute proporzioni, però, anche Trump ha sbloccato le cose proclamando Gerusalemme capitale, ma le conseguenze dobbiamo vederle ancora adesso. Il gestore unico è legge, non c’è altro da dire. La strada maestra è il subentro nei debiti. Ho sentito dire più volte, ‘ho dovuto fare cosi se no andato incontro a responsabilita personali’. Non è una frase che mi piace. Il consigliere è pagato per prendersi responsabilità, non per arrotondare lo stipendio.

La strada che l’amministrazione comunale ha intrapreso mi sembra quella più giusta. Noi senza fare troppi proclami, ci siamo confrontati con gli assessori, il Sindaco e i cda di Amat e Rivieracqua. Se le cose vanno come devono andare noi riteniamo di poter continuare questa esperienza. Per ora però ho sentito solo proposte e intenzioni. Io chiedo al Sindaco, nella ridistribuzione delle deleghe degli assessori, di affidare la delega sull’acqua pubblica al vicesindaco Abbo”.

GIANFRANCO GROSSO

“La politica è una cosa seria. Imperia Bene Comune è a favore dell’acqua pubblica. Non dobbiamo aspettare che gli eventi risolvano i problemi, che siano i tribunali a risolvere le problematiche. In un paese democratico, quando sono i tribunali a risolvere le cose, la politica ha fallito. Il Comune di Imperia doveva vedere Rivieracqua come casa sua e non criticarla. Il Comune doveva entrare mani e piedi in Rivieracqua, cambiare management e prendere in mano la situazione, trasformando Rivieracqua in una società seria.

Quando arrivano arresti e avvisi di garanzia la politica ha fallito. Abbiamo portato in consiglio comunale una delibera per entrare in Rivieracqua. E’ stata bocciata da Socialisti e Pd. Il Sindaco anche l’ha bocciata, ma è stato coerente, Pd e Socialisti no.

Rivieracqua sta rischiando il fallimento per colpa del Pd. Perché il pd aveva il segretario cittadino e quello provinciale in Amat. Aveva il controllo politico del Comune di Imperia, era parte della maggioranza del Comune di Sanremo e aveva il presidente di Rivieracqua. Un partito serio e capace metteva tutte le parti intorno a un tavolo e cercava di governare tutti i passaggi per tutelare società e cittadini.

Voi dire che la delibera di ingresso in Rivieracqua approvata in consiglio è poi rimasta nel cassetto. Con l’assessore all’ambiente del Pd? Con l’assessore al bilancio del Pd? Ma cosa state dicendo? Voi vi state rendendo ridicoli. In questa città e in questa provincia siete stati ridicoli, incapaci di gestire il ciclo dell’acqua e dei rifiuti. Oggi venite a dire che siete per l’acqua pubblica. Ma non avete portato avanti per 4 anni questo programma. Quando vi è arrivato il coltello alla gola siete scappati. Il Pd per l’acqua pubblica non ha fatto niente negli ultimi 4 anni. Con l’assessore Abbo forse saremmo entrati in Rivieracqua, con il vostro assessore De Bonis no. Ma ditelo che avete sbagliato. Ammettetelo”.

PIERA POILLUCCI

“Il problema nasce dal referendum truffa promosso dalle forze di sinistra. Si è parlato della gestione pubblica dell’acqua facendo passare il messaggio che l’acqua sarebbe stata gratis. E invece noi non avremo l’acqua gratis, ma la pagheremo a peso d’oro. In altre città bollette anche triplicate. Con la richiesta di fallimento si sono creati i presupposti per far fuori il gestore pubblico. Sono sicuro che la manovra sia stata concordata con il Sindaco Capacci”.

CARLO CAPACCI

Io sono due o tre anni che dico di essere a favore dell’acqua pubblica. Io ho sollevato dubbi sulla capacità economico-finanziaria di Rivieracqua. Quando io ho iniziato ad avere dubbi su Rivieracqua erano riferiti alla capacità economico-finanziaria della società per gestire l’acqua pubblica. Ad un certo punto, dopo aver chiesto chiarimenti, abbiamo ricevuto un business plan. Se poi la società non è stato in grado di metterla in pratica, non se ne può fare una colpa”.

 

 

 

 

 

 

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