Cultura e manifestazioni, Home — 7 gennaio 2018 alle 13:20

IMPERIA RICORDA ALESSANDRO NATTA. MINISTRI, AUTORITÀ E COMPAGNI DI PARTITO AL CIMITERO DI ONEGLIA. ORLANDO:”GRANDE ORATORE E…”/ FOTO E VIDEO

Il Ministro Pinotti:”Mi ha colpito in modo fortissimo la capacità di entrare in relazione con chiunque, quella cosa che solo un grande intellettuale e grande persona riesce a fare con il massimo dell’umiltà e capacità di mettersi in rapporto”.

di Redazione

natta

Grande partecipazione questa mattina al cimitero di Oneglia in occasione del centenario della nascita dello storico segretario nazionale del Partito Comunista, Alessandro Natta. Presenti per l’occasione i ministri della Giustizia e della Difesa, Andrea Orlando e Roberta Pinotti. Durante la celebrazione i due hanno ricordato la figura di politico ma anche di uomo dell’ex segretario del PC. Presenti anche il Prefetto Silvana Tizzano, il Comandante dei Carabinieri Ventriglia, il Questore Cesare Capocasa, alcuni consiglieri regionali ed ex sindaci.

Natta, nato il 7 gennaio 1918 a Oneglia, fu segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1984, dopo la morte di Berlinguer, al 1988, quando gli succedette Achille Ochetto che trasformò il PCI nel Pds, con la svolta democratica del 1991.

L’ex assessore regionale Fulvio Vassallo ha deposto una corona di fiori sulla tomba dello storico deputato. Nell’occasione è stata anche letta una lettera dell’ex Premier Massimo D’Alema.

 L’INTERVISTA AL MINISTRO ANDREA ORLANDO

“Io ricordo Natta personalmente – ha detto il Ministro Andrea Orlando – perché era il capolista abitualmente del Partito Comunista nella nostra Regione anche prima di diventare il segretario del partito. Ricordo una eccezionale capacità oratoria con cui riusciva, nonostante una sua cultura alta, Natta era un latinista, a parlare agli strati popolari della società. Questa sua capacità di raggiungere e trasmettere un pensiero profondo senza mai banalizzare il ragionamento credo sia una caratteristica di Natta che oggi sarebbe davvero preziosa”.

Oggi il Partito è in difficoltà rispetto all’epoca di Natta?

“È cambiato completamente il mondo, dei paragoni non sono ipotizzabili ne praticabili. Sicuramente resta l’esigenza di costruire una dimensione di massa della politica che progressivamente si è indebolita all’indomani della fine dei partiti tradizionali. Credo che sia difficile che la ricostruzione si possa realizzare con gli strumenti e le forme di quel tempo”.

Alle prossime elezioni c’è un rischio di mancanza di fondi nel Pd così come in altri partiti? 

“In generale credo che ci siano dei costi della democrazia, non li chiamerei costi della politica. Costi della democrazia che non è stato risolto con l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti che oggi io credo debba essere affrontato altrimenti il rischio è che la politica rischia di essere solo ad appannaggio di chi ha grandi risorse economiche personali”. 

“Mi ricordo i grandi comizi che Natta faceva nella mia città, La Spezia. Mi ricordo quando era candidato come capolista, era ancora l’epoca in cui prima della mezzanotte si andava ad attaccare i manifesti e ricordo bene anche poi dopo il periodo in cui Natta non fu più il segretario del Partito. Le occasioni in cui Natta, nella nostra Regione, presentò il libro che scrisse dopo quell’esperienza ed ebbi anche modo, in qualità di segretario provinciale comunista di conoscerlo e di passare del tempo con lui dunque non è soltanto un ricordo riferito ma un ricordo diretto che mi commuove ancora”

 Il messaggio politico che ha lasciato?

“La grande capacità unitaria, la ricerca di un minimo comune denominatore all’interno del partito e della sinistra anche nei momenti più aspro conflitto e polemica a non smarrire mai la bussola dell’unità della sinistra e del partito.

Ricordare oggi Natta non è solamente un elemento celebrativo o di commemorazione. È un’occasione per riflettere sull’attualità, sul ruolo e sulla funzione della politica, dei partiti e della cultura politica. Io penso che mai come oggi ci sia da combattere un’idea secondo la quale la politica può essere una serie di anni zero. Cioè una serie di momenti in cui il nuovo leader che si afferma pensa che con lui inizi la storia. L’idea fortemente connotata dello storicismo di Natta della politica è un’idea secondo la quale, invece, la politica si eredita, la politica e la cultura politica non è il frutto del genio creativo di un individuo ma è il lascito di un’elaborazione di carattere collettiva che attinge agli elementi culturali di un Paese e delle sue classi dirigenti e dei suoi intellettuali”. 

MINISTRO DELLA DIFESA ROBERTA PINOTTI 

“Ho un ricordo personale che tengo molto caro nel mio cuore. Quando ero un giovane assessore in Provincia ho avuto il piacere di accompagnare Alessandro Natta a presentare il suo libro. Il libro l’altra resistenza che era appena uscito che abbiamo presentato in questa sala. Devo dire che avevo prima visto Natta da lontano, non lo avevo mai incontrato in un momento più privato e mi ha colpito in modo fortissimo la capacità di entrare in relazione con chiunque, quella cosa che solo un grande intellettuale e grande persona riesce a fare con il massimo dell’umiltà e capacità di mettersi in rapporto.

Ho ascolta la sua lezione e la sua esperienza di militare internato nei campi nazisti e ho pensato a come quell’esperienza della resistenza lo avesse formato e forgiato per diventare poi quel grande politico e dirigente che è stato. Di Natta ho apprezzato il grande rigore morale, l’approfondimento culturale, l’intellettuale che è stato, la capacità oratoria che veniva da un’analisi lucida dei problemi dove però non mancava la passione. Credo che tutte queste doti oggi siano necessarie alla politica.

Il Sindaco di Chiavari ha vietato manifestazioni dell’estrema destra. Cosa ne pensa?

 “Credo che sia un fatto importante perché il sottovalutare manifestazioni che richiamano al nazifascismo fa parte della storia di questo Paese che si è costruita sulla lotta della resistenza che ha portato a scrivere la Costituzione e che non va dimenticata pensando che siano episodi di memoria di un tempo passato. Sono pericolosi segnali di stagioni politiche che sono inaccettabili e che quindi dobbiamo rifiutare”.

IL RICORDO

FULVIO VASSALLO