Attualità, Home — 10 gennaio 2018 alle 18:47

LA “LATTE ALBERTI” APPRODA NEL GENOVESE CON UN “MARCHIO ETICO” A SOSTEGNO DEGLI ALLEVATORI DEL TERRITORIO. COOP E CARREFOUR SPOSANO L’INIZIATIVA/ LA PRESENTAZIONE

Decolla il “Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova” promosso da Cia Liguria, in collaborazione con la Regione Liguria e che vede l’azienda imperiese “Latte Alberti” con il marchio “Valli Genovesi” regista e capofila dell’iniziava.

di Redazione

valle alberti

Decolla il “Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova” promosso da Cia Liguria, in collaborazione con la Regione Liguria e che vede l’azienda imperiese “Latte Alberti” con il marchio “Valli Genovesi” regista e capofila dell’iniziava. L’iniziativa è stata battezzata questa mattina in Regione dagli assessori Stefano Mai (Agricoltura), Marco Scajola (Territorio) e Gianni Berrino (Trasporti) assieme al presidente della CIA Liguria Aldo Alberto. Presenti anche il presidente di Coop Liguria Francesco Bernardini, il responsabile acquisti in Liguria di Carrefour Italia Salvatore Cavoli e i rappresentanti della “Latte Alberti” e “Valli Genovesi”, Alberto e Matteo Alberti.

La “Latte Alberti” dai primi mesi del 2016 si è impegnata a ritirare il latte prodotto dagli allevamenti liguri rimasti senza un acquirente, situazione che rischiava di mettere a repentaglio decine di posti di lavoro. I produttori genovesi nel 2017 hanno già conferito oltre 8.500 quintali: ben oltre il 30% dell’intera produzione regionale di latte, il 50% della produzione in provincia di Genova. 

I produttori di latte conferiranno la materia prima di loro produzione verificata e controllata secondo le norme di legge e quel punto entreranno in campo le aziende trasformatrici che si impegneranno a ritirare la materia prima valorizzandola attraverso la produzione di latte alimentare e prodotti caseari di qualità.

L’ultimo passo sarà quello della grande distribuzione organizzata che si impegnerà a commercializzare e valorizzare tutti i prodotti identificati dall’emblema del progetto. Ad identificarli c’è infatti un “marchio etico”, non di origine, che vuole segnalare al consumatore le imprese e le catene distributive che ritirano il latte locale, lo utilizzano nella loro linea produttiva, praticano accordi economici conformi.

La Latte Alberti, ormai da decenni legata alla raccolta di latte in Piemonte, nell’aprile del 2016 ha iniziato a ritirare il latte anche da alcuni produttori dell’entroterra di Genova, di nuovo in Liguria: in effetti, e in una certa misura, questo può definirsi anche un ritorno alle origini per l’azienda. D’altronde, la Latte Alberti è nata ad Imperia, grazie al latte che nel 1948 era lo stesso Giacomo Alberti a raccogliere, di primissima mattina, nelle valli dell’imperiese.

FRANCESCO BERARDINI (Presidente Coop Liguria)

“Quando ci si siede attorno al tavolo con buona volontà e si iniziano a fare cose che cercano di contribuire ad alleviare una situazione di crisi aziendale e al tempo stesso a valorizzare i prodotti del territorio. Credo che questo sia un esempio di collaborazione veramente importante e in qualche modo esemplare.

Può essere considerato un modello, un modello di collaborazione che fa scattare, cedendo anche alla solidarietà dei consumatori perchè c’è anche questa componente, non c’è solo l’accordo tra produttori, consumatori e distributori, ma c’è anche questa richiesta di dare una mano anche in generale ai consumatori e ai cittadini.

È un modello importante, da ripetere in situazioni analoghe. Siamo considerati e in qualche modo un po’ abituati ad agire e operare indipendentemente l’uno dall’altro. Invece qui c’è stata la collaborazione e volontà di fare cose insieme. Una cosa bella, oltre che importante”.

SALVATORE CAVOLI (Responsabile acquisti regionali di Carrefour Italia)

“Noi siamo ben lieti di partecipare a questo tipo di eventi perchè diamo molta, molta importanza al territorio e ai localismi. Lo facciamo già anche in altre regioni e quindi ben venga questa attività. L’abbiamo fatta in Piemonte per la valorizzazione del altte piemontese e per la valorizzazione del riso. In Toscana abbiamo fatto anche altre attività con la Regione, con i consorzi e produttori. Siamo ben lieti, abbiamo aderito subito a questo tipo di iniziativa perchè pensiamo che sia molto, molto utile. Sono i consumatori che ce lo chiedono.

Abbiamo fatto anche questo tipo di attività in altre regioni, con la Toscana, dal latte ma anche tanti altri prodotti sino ad arrivare anche al vino dove andremo molto più profondamente più avanti, per essere un viatico per poter sviluppare ancora di più questi prodotti e valorizzare le eccellenze del territorio”.

ALDO ALBERTO (Presidente CIA Liguria)

“Abbiamo dimostrato che anche in Liguria ci sono le produzioni, c’è la capacità imprenditoriale, ci sono le istituzioni, ci sono le organizzazioni come la nostra, come la CIA, che se ci mettiamo assieme possiamo fare cose importanti. Questo credo che sia l’elemento, al di la dei numeri e delle quantità lavorate che sono importanti perchè siamo nell’ordine del 30% sul livello regionale e del 50% sul latte genovese però credo che il principio sia veramente importante.

È un obiettivo che si potrebbe di prospettiva estendere anche sulle altre produzioni tipiche nostre. Tutto l’agroalimentare, olio e vino in primis, i nostri ortaggi, riuscire a consumare con opportuno marchio, cioè tutelando il consumatore il nostro prodotto a livello locale e a livello Ligure credo che sia assolutamente un obiettivo che ci dobbiamo porre.

Serve solidarietà da parte dei consumatori, è un elemento importantissimo la solidarietà e la conoscenza dei consumatori che comprano e sanno da dove deriva il prodotto. Un elemento assolutamente strategico”.

STEFANO MAI (Assessore regionale all’agricoltura)

“A noi piace molto questo spirito imprenditoriale che viene concepito non come far crescere una singola azienda, ma far crescere un territorio intero. Comunicare qual’è il vero valore di queste nostre produzioni e di questa nostra eccellenza.

Noi paghiamo lo sconto di essere piccoli, avere una regione piccola con pochi spazi dedicati all’agricoltura, piccole e micro imprese e diventa sempre più importante quindi mettersi insieme. Questo è un ottimo esempio, credo che buone prospettive ci saranno nei prossimi anni e anche se la zootecnia sta vivendo un momento difficile in Liguria e livello nazionale, credo che pratiche come questa siano da esportare per far crescere il territorio insieme.

Stiamo anche lavorando su altri settori per creare proprio delle basi logistiche, delle strutture in grado di mettere assieme i produttori. Non significa fondere le imprese , ma di lavorare insieme. Non farsi più concorrenza tra di loro, ma mettersi a sistema per essere più forti e andare in modo prepotente sul mercato per prenderci fette che in questi anni abbiamo perso a causa della globalizzazione, dell’arrivo sulle nostre tavole e nei nostri mercati, prodotti provenienti dall’estero di dubbia qualità”.

ALBERTO ALBERTI (LATTE ALBERTI – VALLI GENOVESI)

“È il coronamento di un percorso, ma anche il punto di partenza, questo non è un punto di arrivo. Mi piace pensare che questo progetto sia destinato a crescere ed allargarsi, ne siamo convinti. Nell’interesse anche del territorio e dell’intero settore caseario ligure, oltre che nostro. Noi siamo già presenti da tempo con un marchio legato al territorio di Genova, che è il marchio Valli Genovesi e questa iniziativa di CIA per noi rappresenta senz’altro una gran bella opportunità di rilancio per questo storico marchio. C’è stata una gran bella collaborazione. Sono stati fattivi e concreti, hanno saputo mettere in piedi un progetto veramente capace di rilanciare la produzione del latte”.

MATTEO ALBERTI (Responsabile comunicazione “Latte Alberti”)

“Per noi, come azienda, è sicuramente un occasione che definirei unica. Noi da parecchio tempo stiamo seguendo questa possibilità della nascita di questo progetto di filiera. Eravamo già in contatto direi in tempi non sospetti, prima che venisse buttato il latte ancora nei prati, con alcuni produttori di Genova perchè riteniamo che ci siano le potenzialità per conservare e anche per far crescere quello che è il comparto economico agricolo che riguarda la produzione lattiero casearia in Liguria. È una piccola quantità, ma di alta qualità.

Noi siamo specialisti nel latte, per cui quello che possiamo vedere riguarda il nostro angolo di visuale dove sicuramente ci sono delle possibili sinergie che stiamo attivando e che ritengo che possano avere un futuro interessante. Vediamo a fianco di quella che può essere la posizione nostra come confezionatori di latte fresco, se ci sono e ci sono già alcune piccole aziende interessate alla trasformazione, perchè il maggior valore aggiunto potrebbe venire poi dalla trasformazione casearia di prodotti tipici. È un campo da esplorare ancora questo”.

MARCO SCAJOLA (Assessore regionale al territorio)

“È un progetto importante che vede unire realtà imprenditoriali per tutelare un prodotto, il latte ligure e le aziende che vivno per la produzione di un prodotto importante quale il latte e che insieme facendo squadra, facendo regia, facendo gruppo riescono a contrastare anche delle difficoltà economiche, delle difficoltà imprenditoriali che sono ovviamente molto forti. La Regione Liguria con il collega Mai, assessorato all’agricoltura, si sono messi a disposizione per aiutare chi sul territorio sta facendo un grande lavoro.

L’azienda Alberti qui presente è un’azienda significativa del ponente ligure, una realtà significativa di tutta la Liguria, perchè ha saputo intervenite anche con grande disponibilità in un momento in cui aziende genovesi, realtà genovesi, erano in difficoltà per vedere il loro prodotto comprato da aziendeL’azienda Alberti si è messa a disposizione, fa regia, fa squadra ed è un bel segnale per tutta la Liguria e non solo per il ponente. Oggi si presenta un’iniziativa che sicuramente avrà un ritorno importante su tutto il nostro territorio”.

IVANO MOSCAMORA – DIRETTORE CIA LIGURIA

“Un anno e mezzo fa qui fuori c’era la coda di persone che in solidarietà gli allevatori compravano un litro di latte, quando la Parmalat chiuse la sua attività, che sono le persone qui sedute gli attori di questa storia. Da li è cominciato un percorso che è stato un tentativo di dare un segno di solidarietà concreta. Siamo partiti da quello, grazie alla disponibilità di Latte Alberti inizialmente e adesso di altri caseifici e figure che si stanno mettendo a disponibilità.

Grazie alla disponibilità intervenuta prima del sistema Coop e adesso anche da Carrefour si è costruito una linea identificabile che il consumatore può riconoscere sapendo che quando compra quel prodotto da una mano ai produttori di latte di questa tera. Questo è il nostro obiettivo”.

LORENZO PESCE (Produttore di latte)

“Questo progetto è stata la nostra salvezza è ormai da un anno e mezzo o forse anche più, che abbiamo iniziato questo percorso con Latte Alberti o Valli Genovesi ed è stata veramente un opportunità importante per dare continuità a quelle che erano le attività delle nostre aziende che ormai va avanti da decenni e decenni. Nella mia azienda produciamo circa dai 5 ai 600 litri di latte al giorno e siamo in due addetti, tutta a conduzione familiare. Per il momento la Latte Alberti ha ‘salvato’ tre aziende a Rossiglione e saremo una decina di persone.

Il prodotto locale comunque è sinonimo di qualità e la qualità è del latte che noi produciamo, che le nostre vacche producono e la qualità dell’azienda che comunque trasforma e ritira il latte e la qualità di chi distribuisce. Tutti questi fattori fanno si che il consumatore possa trovare un prodotto locale di ottima qualità”.

L’INTERVENTO DI ALBERTO ALBERTI

Quando per un imprenditoria riesce a realizzare l’obiettivo di unire il business ad aspetti sociali, credo che abbia raggiunto il massimo. In questa operazione che è nata ormai 3 anni fa, quando abbiamo avuto l’opportunità di poter gestire il marchio storico ‘Valli Genovesi’ e abbiamo iniziato ad avere i contatti con i primi produttori, con Cavanna per primo che ricordo, si è esaminato quello che si poteva fare per un tentativo di collaborazione.

I problemi non erano pochi perchè c’era anche una questione di distanza, c’era la questione di quantità raccolte, siamo riusciti a superarle e quindi con soddisfazione reciproca, da una parte abbiamo dato una mano alle aziende che erano in forte difficoltà, dall’altra parte per noi si è aperta la possibilità di operare su un mercato importantissimo quale è quello di Genova.

Nella fase successiva abbiamo trovato poi la grandissima disponibilità e sensibilità da parte della Regione, la CIA , che stavano già seguendo con attenzione il problema gravissimo che si era creato nell’arco di 24 ore, quando l’azienda Parmalat per motivi che probabilmente neanche hanno saputo valutare in sede nazionale, credo che sia una scelta che hanno fatto a Parigi dove forse non sanno neanche dov’è Genova, e ha deciso di sospendere il ritiro del latte della produzione locale e questa cosa ha creato veramente una situazione di gravissimo disagio.

Ricordo l’attenzione dell’assessore Mai che ha immediatamente convocato il tavolo dove ci siamo mossi tutti quanti il problema di vedere quello che si poteva fare. Di li siamo poi andati avanti ed è nata l’idea di questo progetto di filiera che, invece che limitarci all’aiuto estemporaneo di quel momento, si è pensato di poter costruire un qualche cosa di duraturo nel tempo che dia anche delle prospettive soprattutto alle aziende agricole di produzione di latte delle vallate del genovese.

Questo è molto importante perchè è sempre meglio investire, darsi da fare, impegnarsi, per dare uno sviluppo economico e anche sociale, mantenere questa gente in attività, piuttosto che investire nei canadair per spegnere gli incendi.

Queste aziende hanno uno scopo anche loro di attività con una valenza sociale di aiuto. È un aiuto che si da alla collettività. Noi da parte nostra crediamo di interpretare il nostro ruolo, svogliamo la nostra parte in perfetta sintonia e apprezzando moltissimo la sensibilità che ha dimostrato Regione e CIA nel tenere il problema vivo e nel far si che si arrivasse a costruire questo progetto di filiera, che rende uniti e interessati i produttori, i trasformatori che non siamo solo noi ma ci sono già altri caseifici e progetti aperti a tutti quelli che vogliono farne parte, la grande distribuzione, COOP e Carrefour ma anche li è aperto a tutti quelli che vogliono interpretare questo ruolo che è un ruolo di valenza etica, questo non è un marchio di origine. Questo è un marchio di aiuto che si vuole dare per mantenere vive e attive queste aziende. Infine ci sono i consumatori finali che con la loro sensibilità stanno dimostrando di essere interessati al problema, perchè stanno acquistando questi prodotti con questo marchio e quindi questa cosa la vedo positivamente”.

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